Al Senato 184 firme per il Ddl Albertini-Panorama
Credits: Daniele Stefanini/Imagoeconomica
Al Senato 184 firme per il Ddl Albertini-Panorama
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Al Senato 184 firme per il Ddl Albertini-Panorama

La Cassazione ti assolve con formula piena? Lo Stato deve rimborsarti le spese legali. È così in 32 Paesi europei, non in Italia. Gabriele Albertini ha presentato una proposta di legge. Che spopola

Inizialmente titubava, ma alla fine ha firmato anche Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri: "Ieri notte m’è apparso in sogno un innocente, morto in miseria" ha raccontato scherzosamente. Con la sua adesione, salgono a quota 184 i senatori che hanno sottoscritto la proposta di legge per il rimborso delle spese legali al cittadino assolto con formula piena.

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A presentarla è stato Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano e senatore di Area popolare, sulla base di un’inchiesta di copertina pubblicata da Panorama il 3 febbraio. La figura giuridica dell’"ingiusta imputazione" prevede un risarcimento in 32 Paesi europei, dal Regno Unito alla Russia. In Italia invece, anche se l’imputato è assolto in pieno, deve  pagare per intero le spese legali che ha subìto: un’ingiustizia contro cui oggi si schiera il 58,5 per cento dei senatori, una maggioranza che va da Sel a Forza Italia, e uno storico record di unanimità in campo giudiziario.

Albertini, intanto, insiste: "Ha appena firmato l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti" annuncia "e dopo Carlo Rubbia anche altri senatori a vita si dicono favorevoli». Nico D’Ascola, che al Senato presiede la commissione Giustizia (ed è uno dei primi firmatari della proposta), conferma che "il Ddl Albertini è già alla nostra attenzione".

Interpellato da Panorama, il presidente Pietro Grasso avverte però che il Ddl potrà entrare nel calendario dei lavori in aula "solo quando verrà licenziato dalla commissione".


Certo, un nulla di fatto darebbe un nuovo colpo alla credibilità della politica e della giustizia. Il Censis ha appena pubblicato uno studio: il 75 per cento degli italiani crede che «il sistema giudiziario non garantisca la piena tutela dei diritti dei cittadini», tanto che negli ultimi cinque anni in 51 su cento hanno rinunciato almeno una volta alla tutela di un diritto in tribunale. Proprio per sfiducia nella giustizia.

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