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Tecnologia

Netflix in Italia: ecco come cambierà il modo di vedere la Tv

Come funziona, cosa offrirà e quanto costerà il servizio di streaming Tv più famoso del mondo, dalla prossima estate attivo anche in Italia

Dopo tante indiscrezioni finalmente una notizia certa, o quasi: Netflix arriverà in Italia. A confermarlo, Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom, uno dei partner che avrà il compito di portare fisicamente il servizio all’interno delle case degli italiani grazie alla propria rete in fibra ottica.

Nato nel 2008 negli Stati Uniti, Netflix è l’offerta di streaming on demand che ha saputo conquistare più utenti nel mondo, si parla di 50 milioni di abbonati circa. Un successo che è valso al servizio il titolo dello “Spotify della tv”, e non solo per il fatto di essere un’alternativa a pagamento alla pirateria. Come la nota piattaforma per la musica di origini svedesi, infatti, anche Netflix sfrutta il concetto dell’abbonamento mensile senza limiti: si paga un tot al mese per avere accesso a tutto il database di contenuti multimediali della piattaforma.

Ma come funziona realmente Netflix, cosa servirà per vedere i film, quanto costerà e soprattutto cosa offre di diverso rispetto agli altri servizi analoghi già presenti in Italia? In questo approfondimento proveremo a chiarire tutti gli aspetti dell’offerta che si prepara a fare il suo ingresso in Italia. [Scorri Avanti per continuare]

Come funziona

Tecnicamente è un servizio di streaming online che opera mediante un abbonamento mensile e una Tv (o altro supporto digitiale) connesso a Internet. In questo modo si ha accesso a una cineteca pressoché illimitata: negli Stati Uniti, per fare un esempio, siamo nell’ordine dei 50 mila titoli a catalogo fra film, documentari e serie tv. L’aspetto che differenzia lo streaming dai classici sistemi di download sta nella possibilità di iniziare a vedere il film senza attese: lo streaming funziona infatti sfruttando una serie di dati compressi che vengono ricevuti, decompressi e riprodotti pochi secondi dopo l'inizio della ricezione. Questo ritardo serve a creare un polmone ("buffer" in gergo) per rimediare a latenze o microinterruzioni della rete.

Cosa serve (oltre all’abbonamento)

Da un punto di vista hardware, Netflix ha bisogno di due soli componenti per funzionare: una smart tv - ma in alternativa si può usare anche un lettore DVD/Blu-Ray, una console giochi come Xbox, Playstation 3, Nintendo Wii, piuttosto che uno smartphone o un tablet - e una connessione di Rete ad alta velocità. Su quest’ultimo punto occorre fare una precisazione: la banda minima richiesta da Netflix è di 0,5 Megabit al secondo, ma per vedere un film in alta definizione il servizio raccomanda una velocità nell’ordine dei 5 Mbps, che diventano 25 nel caso di film in Ultra HD. 

Cosa potremo vedere

Netflix è diventato celebre oltreoceano soprattutto grazie alle serie Tv come grandi successi come House of Cards e Orange is the New Black, ma il catalogo del servizio comprende anche film e documentari. Il modello verrà replicato presumibilmente anche in Italia ma resta ancora da chiarire come verrà veicolata l’offerta sulle prime visioni. Le major cinematografiche, come noto, dispongono di accordi molto precisi con tutti gli operatori di settore - emittenti televisive, paytv e anche operatori Internet - per la cessione dei diritti sulle nuove pellicole. E ciò potrebbe impedire a Netflix di mettere in onda i blockbuster a pochi mesi dalla loro uscita nelle sale. Almeno inizialmente. 

Quanto costerà

Negli Stati Uniti il servizio base è proposto a 7,99 dollari al mese, nel Regno Unito 5,99 pound, in Francia a 7,99 euro. Quest’ultima, molto probabilmente, sarà l’offerta d’ingresso anche in Italia, sempre che i fornitori di servizi Internet (Telecom, Vodafone e via dicendo) non decidano di lanciare dei bundle con il pacchetto connettività+streaming a un prezzo cumulativo.

Quali sono le alternative

Quello di Netflix non è il primo sistema di streaming televisivo a fare il suo ingresso in Italia. Servizi come TimVision, SkyOnline, Mediaset Infinity, sono già attivi nel nostro paese già da qualche tempo con lo stesso modello ad abbonamento a un costo compreso fra i 5 e i 15 euro. Ci sono poi le proposte basate su tariffazione a consumo, come Chili, Wuaki.tv, nonché quelle veicolate dai grandi player del mondo tecnologico come Google, Apple, Sony e Microsoft attraverso i rispettivi bazàr multimediali (Google Play, iTunes, Video Unlimited e Xbox Video). Un quadro, dunque, che appare già piuttosto articolato, ma nel quale le gerarchie sono ancora tutte da definire.

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