Gabriele Antonucci

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"Sussurrando non arrivi a grande distanza, puoi solo fare avvicinare la gente con calma".

Questa dichiarazione di Niccolò Fabi spiega perfettamente il suo modo di intendere l'arte della parola al servizio della musica, che gli ha permesso, in oltre 20 anni di attività, di ritagliarsi un ruolo di primo piano prima nella seconda scuola cantautorale romana, accanto ai colleghi-amici Daniele Silvestri e Max Gazzè, e poi in quella italiana tout court.

Le sue canzoni poetiche e intimiste, in cui l'artista romano racconta sentimenti personali e temi sociali all'interno di una cornice musicale ricca di sfumature, con un avvicinamento sempre più evidente alle sonorità d'oltreoceano, gli hanno fatto vincere diversi premi (ricordiamo la Targa Tenco 2016 per Una somma di piccole cose), il più importante dei quali, forse, è la fedeltà del suo pubblico, che lo segue con affetto fin dagli esordi.

Un pubblico che via via si è sempre più allargato, come conferma il successo del suo ultimo fortunato tour nei palazzetti dello sport all'insegna del sold out, ma non è mai cambiato quel senso di comunanza e di vicinanza emotiva che l'artista ha instaurato nel tempo con i suoi ascoltatori.

Dopo aver inciso 90 canzoni, 8 dischi di inediti, 1 raccolta ufficiale, 1 progetto sperimentale come produttore e 1 disco di inediti con la super band FabiSilvestriGazzè ed aver vinto 2 Targhe Tenco come “Miglior Disco in Assoluto” per gli ultimi due album, il cantautore romano si è preso un periodo di riflessione di oltre un anno.

"Mi regalerò del tempo - ha dichiarato Fabi in una recente intervista a Panorama d'Italia- Negli ultimi anni ho costruito molto e adesso trovo che la mia posizione sia solida. Mi sono ritagliato uno spicchio di pubblico che continuerà ad apprezzarmi anche se per un quindici mesi dovessi occuparmi di altro. Per chi ne ha la possibilità è quasi un dovere cercare di godere senza rimandare sempre a dopo, come se la vita fosse un'eterna preparazione a qualcosa che un giorno, forse, arriverà".

Quel giorno è arrivato finalmente oggi, con l'uscita del suo nono album, l'eccellente Tradizione e Tradimento, un disco "più estroverso del solito, ma a modo mio" (come dichiarato dal cantautore), che segna una riuscita evoluzione del suo sound, pur senza snaturare il suo caratteristico stile elegante e confidenziale, arricchito ora, in alcuni brani, da una godibile componente electro-ambient.

Merito, quest'ultimi, di Costanza Francavilla, producer e fotografa romana trapiantata a Ibiza, che ha messo la sua firma sonora, a base di arpeggiatori e synth modulari, nei brani Amori con le ali,Nel blu e A prescindere da me, tre highlights del disco.

Gli altri brani sono co-prodotti da Fabi con i sodali di sempre Pier Cortese e Roberto "Bob" Angelini, che ha sfidato a uscire dalla loro comfort zone, ispirandosi "a un certo neofolk un po’ alla James Blake, ma senza giocare troppo sulle armonizzazioni. Però abbiamo lasciato spazio a interferenze digitali che erano spesso fondamentali per accentuare il senso dei testi. Ad esempio in Scotta quelle interferenze rendono le mie parole più agitate e scottanti. Sembrano scintille, fiammelle».

Seguendo più o meno inconsapevolmente il precetto nietzschiano "diventa ciò che sei", Fabi, dopo aver accarezzato l'idea di un progetto interamente votato all'elettronica, è tornato artisticamente a casa, con brani in cui le parole occupano un ruolo enfatico, anche se i testi e la musica sono sempre perfettamente complementari, con qualche tappeto elettronico in più rispetto al passato.

"L'idea era di staccarmi da quanto fatto in precedenza dedicandomi anche a sonorità elettroniche. Ci ho provato davvero, ma il risultato non è stato quello che mi ero aspettato. Alla fine ho girato in tondo fino a tornare dal punto da cui sono partito e sono uscite le canzoni di questo album", ha dichiarato Fabi, aggiungendo che "non ho doti musicali particolari e se mi mettessi a fare qualcosa che non mi appartiene sarei uno dei tanti. Nel mio modo di fare canzoni, magari, ho invece qualcosa di speciale da dire e raccontare".

Io sono l'altro, scelto come singolo di lancio, è il brano più testualmente esplicito e caratterizzato da una maggiore urgenza espressiva, che pone al centro il desiderio di capire gli altri per poi capire noi stessi». "Non è una canzone sull’accettazione del diverso inteso come colui che viene da un altro Paese. Volevo raccontare come chiunque occupi un ruolo nella tua vita e possa entrare in dialettica con te può metterti in difficoltà. E come ciascuno di noi possa fare lo stesso con gli altri in maniera speculare".

Amori con le ali è un intenso affresco sonoro, una sorta di ringraziamento ai mezzi di trasporto che ci fanno volare anche con la fantasia, accomunati dall'elemento emotivo dell'amore in eterno movimento.

A prescindere da me è un inno dichiaratamente pacifista, quasi una Imagine 4.0: «Comandanti fateci il piacere / se prendete decisioni decisive sulle nostre vite / fatelo soltanto nel momento successivo a un vostro orgasmo / Grazie a quell’attimo di pace avremo un mondo senza rabbia / un mondo senza guerra».

Ne I Giorni Dello Smarrimento convivono felicemente disillusione e speranza, mentre Scotta è uno dei brani più tipicamente "fabiani", con il folgorante verso “L’arte non è una posa, ma resistenza alla mano che ci affoga”.

Notevole anche Migrazioni, una composizione breve il cui significato trascende la cronaca dei giorni nostri, per sottolineare come sia impossibile la sopravvivenza senza il movimento e che non c'è rischio maggiore che rimanere ancorati ai propri schemi di vita.

L'abum si chiude con la title track Tradizione e tradimento, che esplica il senso della ricerca per il cantautore ma, più in generale, per ogni uomo: "Certe volte le ambizioni si confondono / ed il nuovo non è sempre il meglio / cosa conservare e cosa cedere / dopo ogni scelta arriva il conto / guardo fisso avanti il filo e sono in bilico / nelle insidie di ogni cambiamento / tra le forze che da sempre mi dividono / tradizione e tradimento”.

Canzoni che invitano all'ascolto e al movimento (sia fisico ma, soprattutto, interiore), probabili architravi del prossimo tour nei teatri italiani, con una data zero il 27 novembre a La Città del Teatro di Cascina (Pistoia) e un esordio l'1 dicembre a Ravenna (qui trovate tutte le date).

Un tour che, promette Fabi, riserverà diverse sorprese. «I concerti saranno più vicini a una performance artistica che a un'esibizione tradizionale in cui il pubblico è partecipe. Chiedo al pubblico un salto in più, senza rituali live del tipo su le mani, ma con un ascolto attento. Alternerò ovviamente sorpresa e rassicurazione, perché se dài solo la prima crei stanchezza, se dài solo la seconda crei noia».

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