Gabriele Antonucci

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I luoghi comuni, si sa, sono sempre i più affollati, e uno dei luoghi comuni più abusati, nel mondo del music biz, è quello di una Adele sempre triste e depressa.

I 15.000 spettatori che hanno affollato ieri sera l'Arena di Verona hanno potuto apprezzare invece, oltre alle sue eccezionali e ben note doti vocali, tutta la simpatia e la capacità di tenere il palco da consumata entertainer, nonostante abbia appena 28 anni, della cantante londinese.

Il concerto è partito in quarta con Hello, uno dei maggiori successi pop degli ultimi vent’anni(oltre un miliardo e mezzo di visualizzazioni su Youtube), dove la cantante entra direttamente dalla platea e viene accolta da un muro di telefonini pronti a immortalare il momento tanto atteso.

Adele, bellissima e fasciata da un lungo abito nero Burberry, scherza con il pubblico: “Non ho molte canzoni allegre nel mio repertorio, lo sapete vero? La gente viene a sentirmi e pensa sempre di assistere a un concerto lacrimoso. Allora facciamo così: adesso canto quelle movimentate e poi cominciamo con le lacrime, ok?”.

In Rumour has it mostra di cavarsela benissimo anche in pezzi più uptempo, lasciando presagire possibili, futuri sviluppi della sua musica, in un’epoca dominata dall’abbraccio tra il pop e l’elettronica. E’ innegabile, però, che il piatto forte della casa sono le ballad ricche di pathos, come confermano le monumentali interpretazioni di Skyfall e di Million years ago, grazie anche al prezioso supporto dell’orchestra d’archi che l’accompagna e delle tre coriste.

Se qualcuno, tra gli entusiasti spettatori, avesse avuto ancora qualche residuo dubbio sulle doti fuori dal comune di Adele, la cover solo voce e pianoforte di Make you feel my love di Bob Dylan li avrebbe fugati definitivamente. Un'interpretazione così emozionante che avrebbe strappato un sorriso anche all’enigmatico bardo di Duluth.

Lo show, impeccabile e perfettamente rodato, punta tutto sulla sostanza, anche se i momenti più divertenti sono le pause tra una canzone e l’altra dove la cantante, particolarmente loquace, regala aneddoti, battute e perfino selfie con alcuni fortunati spettatori fatti salire sopra il palco.

Adele dedica la struggente Send my love a tutti quelli che non riescono a dimenticare una persona e invita il pubblico a cantare in coro Happy Birtday per il compleanno della sua migliore amica.

Il concerto si chiude con Set fire to the rain, con un'incessante pioggia riprodotta dal maxischermo, ma c’è spazio per un nutrito bis: All I ask, durante la quale chiede al pubblico di alzarsi dalle sedie e di raggiungerla sotto al palco, When we were young, accompagnata dalle sue foto dall’infanzia  fino alla recente maternità, e il gran finale con la poderosa Rolling in the deep, con una pioggia di foglietti colorati con i versi delle sue canzoni lanciati a mo’ di coriandoli sul pubblico.

Lo schermo saluta gli spettatori con la scritta "Thanks for coming". Probabilmente in molti avranno pensato, visto il successo del concerto, “Thanks for singing”.

La set list e i video(qui sotto) della prima data di Verona

Hello

Hometown Glory

One and Only

Rumour Has It

Water Under the Bridge

I Miss You

Skyfall

Million Years Ago

Don't You Remember

Send My Love (to Your New Lover)

Make You Feel My Love

Love In The Dark

Sweetest Devotion

Chasing Pavements

Someone Like You

Set Fire to the Rain

All I Ask

When We Were Young

Rolling in the Deep

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