Addio a Ravi Shankar, il guru dei Beatles

Se n'è andato a 92 anni il padrino della World Music

Ravi Shankar con George Harrison – Credits: Getty Images

Gianni Poglio

-

Goerge Harrison lo aveva soprannominato il padrino della World Music. Ma Ravi Shankar morto ieri a 92 anni, a San Diego, negli Stati Uniti, era molto di più, ovvero il ponte di collegamento tra la musica indiana e la musica occidentale. Lo aveva intuito per primo George Harrison nel 1966 durante un viaggio in India. Shankar era il maestro indiscusso del sitar, lo strumento a corde della tradizione indiana, proprio quello che che Harrison suona in Norwegian Wood, uno dei classici dei Beatles.

La sua influenza sul pop rock d'Occidente è stata enorme. Tra i primi a rimanere affascinati dalla sua arte ci furono i Byrds. Shankar divenne una sorta di guru per i musicisti anglofoni grazie anche alla partecipazione a due eventi che hanno fatto la storia della musica: il festival di Woodstock nel 1969 e, due anni più tardi, il leggendario concerto per il Bangladesh. Nato a Varanasi nel 1920, Shankar lascia la moglie Sukanya e due figlie musiciste, Anushka, anche lei abilissima con il sitar, e Norah Jones, che in realtà non ha mai riconosciuto.

Ravi e Anoushka Shankar live  

© Riproduzione Riservata

Commenti