Dall’esportazione alla produzione locale, passando per lo sviluppo di modelli pensati per le esigenze degli automobilisti europei. Great Wall Motor (GWM) accelera la propria espansione nel Vecchio Continente e sceglie Milano, in occasione del lancio europeo della H7, per delineare la strategia dei prossimi anni: almeno dieci nuovi modelli e derivati nell’arco di due anni, una rete commerciale più ampia e il primo stabilimento produttivo europeo.
Il progetto industriale è il principale annuncio della giornata. In collaborazione con Bulgarian Automotive Industry (BAI), GWM avvierà in Bulgaria la produzione della ORA 5, con l’obiettivo di iniziare le attività nel primo trimestre del 2027 e raggiungere una capacità pianificata di 50.000 unità all’anno. Per il gruppo cinese, presente in Europa dal 2006, si tratta di un passaggio strategico: produrre direttamente sul territorio europeo significa avvicinarsi ai mercati di riferimento e creare le condizioni per sviluppare nel tempo poli industriali integrati, dedicati tanto ai veicoli quanto ai componenti.
L’espansione produttiva si accompagna a quella commerciale. GWM è già presente con filiali in Italia, Spagna e Paesi Bassi e prepara il proprio ingresso in Francia e in altri mercati europei. L’obiettivo è costruire una presenza stabile, sostenuta da una gamma in grado di coprire segmenti e necessità differenti.
La localizzazione, nelle intenzioni del costruttore, non riguarda però soltanto la produzione. Un ruolo centrale è affidato al centro di ricerca e sviluppo di Monaco di Baviera, operativo dal 2021, che partecipa alle decisioni progettuali fin dalle prime fasi, occupandosi di esigenze dei clienti, normative e validazione dei veicoli. Per ORA 5 e H7, i team europei hanno percorso oltre 100.000 chilometri di test su strada e condotto migliaia di ore di ricerca con i clienti, intervenendo su elementi come telaio, sterzo, motorizzazioni e sedili.
«Localizzare non significa adattare i prodotti al mercato, ma inserire le esigenze del mercato nel DNA del prodotto. Non vogliamo soltanto vendere automobili in Europa: vogliamo diventarne parte», ha dichiarato Nicole Wu, Chief Technology Officer di GWM. Un approccio che poggia su una struttura globale di oltre 28.000 addetti alla ricerca e sviluppo e su investimenti annuali che, secondo l’azienda, superano 1,3 miliardi di euro.
Il primo banco di prova della strategia è la H7, SUV lungo 4,68 metri sviluppato anche attraverso prove sulle autostrade tedesche e sui passi alpini dello Stelvio e della Grossglockner. Il modello introduce per la prima volta sul mercato europeo la trazione integrale ibrida Hi4 e in Italia è disponibile da ottobre con quattro configurazioni: 2.0 turbo benzina 4WD, Hybrid Hi2, Plug-in Hi2 e Plug-in Hi4. Il prezzo di partenza è di 29.990 euro, con permuta o rottamazione, per la versione Hybrid Hi2 a trazione anteriore, esclusi i costi di messa su strada.
«Un’auto che funziona bene in Cina non soddisfa automaticamente ogni aspettativa europea. Sviluppare per l’Europa significa capire come si guida qui, dalle autostrade tedesche alle strade di montagna italiane», ha sottolineato Thomas Schemera, EU Product General Manager di GWM.
La futura offensiva di prodotto punterà su motorizzazioni termiche, ibride ed elettriche. La famiglia ORA 5 si allargherà con nuove carrozzerie, dai SUV alle due volumi fino alle station wagon, mentre modelli come il pick-up P500, il fuoristrada Tank 300 e la monovolume WEY G9 mirano a intercettare esigenze che vanno dal lavoro al tempo libero, fino al trasporto familiare.
La sfida per GWM sarà trasformare gli annunci in una presenza industriale e commerciale duratura, in un mercato europeo sempre più competitivo. La combinazione tra produzione locale, sviluppo tecnologico sul territorio e ampliamento della gamma rappresenta il tentativo di superare il ruolo di semplice esportatore e affermarsi come costruttore radicato in Europa.
