Ci sono automobili che non hanno bisogno di presentazioni. La De Tomaso Pantera è una di queste. Negli anni Settanta rappresentava un modo diverso di intendere la sportiva: il design italiano, il carattere americano di un V8 Ford e il motore in posizione centrale. Una ricetta che ha attraversato i decenni e che oggi rivive nella ARES Panther ProgettoUno, la reinterpretazione moderna firmata dalla carrozzeria modenese ARES.
Il progetto nasce nel 2018 con un obiettivo preciso: recuperare lo spirito della Pantera senza limitarsi a riprodurne le forme. Non un semplice esercizio di stile, dunque, ma una vera restomod, termine con cui si indicano le automobili storiche o ispirate a modelli del passato aggiornate con tecnologie e soluzioni meccaniche contemporanee. La Panther ProgettoUno viene presentata nella sua veste definitiva nel 2019, al Concorso d’Eleganza Villa d’Este, sulle rive del lago di Como.
A colpire è innanzitutto la carrozzeria. Le proporzioni richiamano immediatamente la Pantera originale, ma ogni elemento è stato rivisto. La fibra di carbonio permette di contenere il peso, mentre le prese d’aria, i gruppi ottici a LED e i dettagli aerodinamici raccontano una sensibilità progettuale decisamente moderna. Il risultato non cerca di nascondere il legame con il passato, ma nemmeno di vivere soltanto di nostalgia.
La vera sorpresa, però, è sotto il cofano. O meglio, alle spalle dell’abitacolo, dove trova posto il V10 aspirato di 5,2 litri della Lamborghini Huracán. La potenza raggiunge 650 cavalli a 8.250 giri, con una coppia massima di 600 Nm. Il cambio è un doppia frizione a sette rapporti, la trazione è integrale e le prestazioni sono quelle di una supercar contemporanea: 3,1 secondi per passare da zero a 100 km/h e oltre 325 km/h di velocità massima.
È qui che il progetto ARES prende le distanze da una semplice operazione nostalgica. La Pantera degli anni Settanta puntava sul temperamento di un V8 americano; la ProgettoUno sceglie invece un V10 aspirato di scuola italiana, capace di girare ad alto regime e di offrire un carattere completamente diverso. Due epoche, due interpretazioni della sportività, unite dalla stessa idea di automobile: bassa, larga, aggressiva e costruita per emozionare.
Anche l’abitacolo segue questa logica. Pelle Nappa, Alcantara e fibra di carbonio convivono con soluzioni moderne, mentre il selettore del cambio richiama la tradizionale griglia meccanica delle sportive di una volta. È un dettaglio che racconta bene la filosofia della vettura: concedere alla tecnologia tutto ciò che serve, senza cancellare il fascino degli oggetti costruiti per essere guardati e guidati.
La produzione è limitata a 21 esemplari, destinati a una clientela che cerca qualcosa di diverso dalle supercar prodotte in serie. Ogni vettura diventa così il risultato di un lavoro che mette insieme ingegneria, artigianalità e personalizzazione.
Il terzo posto nella categoria Restomod alla quarta edizione di Villa La Massa Excellence aggiunge un nuovo riconoscimento al percorso della Panther ProgettoUno. Ma il valore del progetto va oltre il risultato ottenuto a Firenze. In un mercato in cui le prestazioni si misurano sempre più attraverso numeri, accelerazioni e potenze, ARES prova a dimostrare che un’automobile può avere ancora una storia da raccontare.
E che, qualche volta, per guardare avanti non è necessario dimenticare da dove si è partiti.
