Il monte bianco non è in Italia, Olivier Marchon
Il monte bianco non è in Italia, Olivier Marchon
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Il monte bianco non è in Italia, Olivier Marchon

Curiosità e bizzarrie geografiche da tutto il mondo

Il libro

Come tutti sanno, la geografia non esiste. O meglio, non esiste nella realtà ma per vivere serenamente gli umani hanno deciso di fare come se esistesse mettendosi d’accordo su alcune cose fondamentali. Insomma, la Francia deve pur essere d’accordo con la Spagna su dove finiscono i rispettivi stati. Nel caso contrario di solito succedono le guerre. Ogni divisione del mondo, quindi, non è altro che un artificio basato su pragmatismo e compromesso. Ma come ogni cosa dell’uomo, anche la geografia ha le sue assurdità. Olivier Marchon, nel suo saggio edito da Clichy, ha raccolto quelle più strane e divertenti. 

Lo stato matrioska

davidpalau

La madre delle bizzarrie geografiche è l’enclave, che si forma quando una parte del territorio di uno stato è incorporata in un altro stato. E non ce ne sono mica poche nel mondo! Ma nessuna è come Cooch Behar, territorio indiano in un’enclave bengalese all’interno del territorio indiano situato a sua volta in territorio bengalese. Una vera matrioska territoriale la cui origine, ascrivibile alla sbronza di un funzionario britannico, risale al periodo coloniale. 

Questa stanza non ha più pareti

Claridge's

Il 17 luglio 1945 nasce la più piccola enclave della storia. Siamo a Londra, territorio britannico. La Jugoslavia è appena stata invasa dai tedeschi e il re Pietro II è in fuga, ospite del governo inglese nella suite 212 del Claridge’s. Sua moglie sta per partorire l’erede al trono, il principe Alessandro, ma se non nascerà in territorio jugoslavo a causa delle leggi del regno non potrà mai succedere al trono. Ecco allora che Churchill, per prevenire una crisi dinastica (e familiare), dichiara per un giorno la suite 212 territorio jugoslavo. Ma sarà tutto inutile: Pietro sarà l’ultimo re di Jugoslavia e regnerà solo per dieci giorni.

Dio salvi la Repubblica!

gkuna

Forse non lo sapete, ma la laicissima Francia è l’unica nazione straniera a possedere dei territori in Terra Santa (per l’esattezza due chiese, un monastero e la Tomba dei re, luogo sacro per gli ebrei). Nonostante la tradizionale avversione per le mescolanze fra religione e stato, ogni anno il console francese a Gerusalemme partecipa a una trentina di messe celebrate espressamente per lui che si concludono con la preghiera di salvare la Repubblica.

Monte Bianco o Mont Blanche?

John Lindsay-smith

Secondo il governo francese il Monte Bianco è francese. Secondo il governo Italiano il Monte Bianco è metà francese e metà italiano. È così da 150 anni e la questione è ancora aperta.

La corte dei miracoli

Hong Kong Ego 450

C’è poi il caso della città senza divieti, Kowloon Walled City, un’area grande quanto quattro campi da calcio all’interno di Hong Kong diventata il rifugio dei peggiori criminali del posto. Il governo di Pechino rivendica da tempo il territorio perché proprio lì sorgeva un’antica fortezza cinese. In attesa che la questione venga chiarita a livello internazionale, nessun funzionario di Hong Kong, dai poliziotti agli esattori delle tasse, è autorizzato a mettervi piede. 

Quando la CIA fece sparire Atlantide

Ingram publishing

Nel 1997 l’isola messicana di Bermeja, 80 chilometri quadrati di sabbia (grande quasi quanto Parigi), sparisce nel nulla misteriosamente.  E con lei sparisce la sovranità messicana sul 40% di una ricchissima falda di petrolio, a tutto vantaggio degli americani. Le malelingue dicono che di mezzo ci sia la CIA. I bene informati che l’isola non sia mai esistita.

Gli ultimi vassalli d’Europa

Thinkstock

C’è ancora uno stato feudale in Europa, o almeno c’era fino al 1999. Siniscalco, vassalli, feudi, non mancava niente. Si tratta dell’isola di Sercq, a sole venticinque miglia dalle coste normanne, signoria dal 1565. Per anni Michael Beaumont, signore di Sercq, ha continuato a versare alla corona britannica i 50 soldi (ad oggi 1,79 sterline) promessi dai suoi avi per il possesso dell’isola, assicurandone la protezione grazie ai suoi quaranta vassalli che hanno trasmesso il titolo di padre in figlio. Almeno fino al 1999, quando Sercq ha abbracciato la monarchia. Nel 2006 si è infine passati alla repubblica con un parlamento eletto a suffragio universale.

Tu non puoi passare

Thinkstock

C’è una sola regione europea vietata alle donne, è la Repubblica Monastica Autonoma del Monte Athos, in Grecia. Lo stato è interdetto a ogni essere vertebrato di sesso femminile con la significativa eccezione di gatte e galline. I mille monaci che vi risiedono eleggono un parlamento bicamerale e un governo. Perché vietare l’accesso alle donne? Perché il Monte Athos sarebbe il giardino donato da Dio alla Vergine Maria, e dunque nessun’altra donna può essere più ammessa. Inoltre, dopo un isolamento di un migliaio di anni, è indubbio che l’avvento di un essere di sesso femminile rappresenterebbe un chiaro motivo di distrazione.

Il condominio del disagio

Thinkstock

Avete presente le riunioni di condominio? Quelle situazioni al limite dell’assurdo in cui dal pretesto più sciocco può nascere una guerra senza quartiere? Ecco, pensate a cosa succederebbe se quel condominio fosse abitato da due nazioni.  Succede sull’Isola della Conferenza, un piccolo appezzamento di terra nelle acque della Bidassoa, un fiume dei Paesi Baschi. L’isola è una comproprietà (in senso giuridico più o meno un condominio) amministrato da Francia e Spagna che si alternano nell’amministrazione ogni sei mesi. Per evitare liti di condominio, l’accesso è vietato al pubblico (lungimiranti, non c’è che dire).

Sua maestà lo scrittore

Martin Schalk/Getty Images

Ci sono poi le micro nazioni, stati utopici di dubbia riconoscibilità politica partoriti dalla mente più o meno stabile di simpatici stramboidi.  Come il Regno di Redonda, una piccola isola britannica, sede dell’unica dinastia letteraria al mondo. Alla sua morte il fondatore Matthew Philipps, di professione scrittore, investì della carica reale l’amico John Gawsworth, il quale a sua volta la trasmise allo scrittore spagnolo Javier Marìas. Quest’ultimo ha preso la cosa tanto sul serio da nominare addirittura dei duchi del regno, fra cui Francis Ford Coppola e Milan Kundera.

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