Se la giacca sceglie il bermuda…
(Photo by Edward Berthelot/Getty Images)
Tendenze

Se la giacca sceglie il bermuda…

Tralasciando ogni stereotipo vacanziero, il bermuda conquista le passerelle maschili della prossima estate eleggendosi a must-have di stagione

Un aperitivo a bordo piscina, una passeggiata al tramonto per le viuzze di Capri, ma anche una giornata di trekking sulle montagne o un safari in Kenya, tutte fotografie di momenti memorabili che spesso e volentieri hanno un elemento in comune ovvero la presenza di un bermuda nell’outfit di lui o di lei.

Da sempre un capo imprescindibile e immancabile del guardaroba, il bermuda è simbolo di praticità, di comfort e di eleganza non convenzionale, un capo di abbigliamento iconico con una semantica che racconta di vacanze e tempo libero. Versatile per natura il «pantaloncino» può interpretare svariati stili e adattarsi ai diversi contesti sociali anche se negli ultimi decenni le nuove generazioni lo hanno confinato a un simbolismo stilistico povero, popolare, spesso legato al mondo sportswear o street style.

In realtà il bermuda, come tutti i capi iconici del guardaroba, vanta una storia e una tradizione importante, tanto da definire codici di stile o in altri casi declamare manifesti sociali e di rivoluzione culturale. Contrariamente all’immaginario comune, i bermuda nascono come alternativa all’abbigliamento formale nei paesi tropicali, anche abbinati a giacca e cravatta (il nome deriva dall’arcipelago britannico omonimo) già prima della Seconda guerra mondiale e ben presto diventano famosi in tutto il mondo, tanto che anche l’esercito britannico li adotta come uniformi per le spedizioni e gli stanziamenti nel deserto e ai Tropici. L’evoluzione va di pari passo con i cambiamenti culturali, diventano short negli anni Cinquanta e Sessanta, durante i rivoluzionari Settanta diventano simbolo di protesta, soprattutto interpretati in denim e in versione Hippy. Negli anni Novanta vengono finalmente sdoganati come capo istituzionale e la moda se ne appropria facendone un trend stagionale cominciando a proporre i primi abiti minimalisti composti da giacca e bermuda, in quel momento inaspettati e rivoluzionari. Memorabili sono i primi completi giacca + ciclista, o le prime gonne/bermuda proposte da Gaultier.

Per l’imminente stagione estiva il bermuda si spoglia della definizione di capo basico e torna a essere un must-have imprescindibile, sia nella sua versione più casual che nella sua versione più glamour. Stile cargo, in versione design minimalista o di natura più sportswear, i pantaloncini hanno invaso le collezioni sfilando sulle più importanti passerelle internazionali, assecondando probabilmente quell’esigenza di escapismo e di nuova eleganza che apparentemente il mercato richiede.


Hermes

Tuttavia il fenomeno più eclatante di questa tendenza che si allinea con il ritorno a un approccio sartoriale/formale delle ultime stagioni rimane la massiccia proposta da parte dei designer e dei direttori creativi di abiti composti da giacca e bermuda.

Nulla di nuovo, come abbiamo detto già negli anni Quaranta era uno stile già sdoganato, per non parlare delle divise scolastiche adottate dai college inglesi per i giovani studenti. Molti i designer avanguardisti che hanno reiterato l’idea di una nuova identità formale attraverso le proposte di abiti maschili dal taglio sartoriale ma combinati ai bermuda, se non in casi estremi alla gonna.

Concettualmente nulla da ridire, un percorso che rientra perfettamente nel processo evolutivo dell’abbigliamento maschile, soprattutto a quello devoto a una visione inclusiva. Dal lato pratico però viene da chiedersi se esiste o perlomeno quale sia il target di consumatori pronto ad affrontare questo stravolgimento di stile.

In città come Milano, Parigi o perfino New York, nelle quali il simbolismo del bermuda è relegato al concetto di turista o di teenager e l’idea di uniforme formale, per quanto evoluta, è ancora direttamente proporzionale all’idea di estetica formale conservatrice, viene da chiedersi quanti potrebbero essere pronti ad affrontare questa rivoluzione.

Abbiamo eliminato camicia e cravatta, concesso l’oversize e i look casual in ufficio, ma, personalmente, penso che questa transizione sia ancora azzardata.

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Alessandro Ferrari