Mobile World Congress 2023, i 7 prodotti da ricordare
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Mobile World Congress 2023, i 7 prodotti da ricordare

Alla principale fiera europea della tecnologia abbiamo visto smartphone che si allungano, raffreddano e riparano con un cacciavite. Ma il futuro sarà degli occhiali smart, che a Barcellona abbiamo provato in anteprima

Un telefono dalle mille facce è la sintesi dell'evoluzione degli smartphone che abbiamo imparato a conoscere nel corso dell'ultimo decennio. Dopo aver rimpiazzato le macchine fotografiche punta e scatta, i telefoni hanno imparato a fare molto altro, sono diventati intelligenti ma anche camaleonti per il cambio di forma arrivato con i pieghevoli. Ora però vanno oltre grazie a schermi che si arrotolano, si raffreddano come un computer e si riparano a casa anche se non si ha idea di cosa fare con un cacciavite. Questi sono i lati nascosti degli smartphone, che vedremo prendere forma nel corso dei prossimi mesi, dopo averli visti in anteprima al Mobile World Congress di Barcellona, la principale fiera europea per il mondo delle telecomunicazioni, che dopo la magra dovuta alla pandemia quest'anno è tornata a ruggire come ai vecchi tempi, almeno guardando le 8 hall riempite da più di duemila espositori e oltre 80mila partecipanti tra curiosi e addetti ai lavori. Ecco quindi quali sono alcune delle novità più interessanti per i consumatori e potenzialmente impattanti per il presente e il futuro del settore.

Scatti d'autore per Xiaomi 13 Pro

La fiera degli smartphone è stata l'occasione anche per vedere da vicino un top di gamma come Xiaomi 13 Pro, il modello di punta della nuova serie dell'azienda cinese, terzo produttore mondiale dietro Samsng e Apple. Diversamente dal passato, stavolta Xiaomi ha azzerato i compromessi per contenere il prezzo e, grazie alla partnership con Leica, ha firmato un prodotto votato alla fotografia che solletica l'interesse anche di chi sa dosare bene scelta e utilizzo degli obiettivi. “È uno smartphone con cui non inseguiamo il successo commerciale ma la completezza tecnica”, sintetizza Davide Lunardelli, Head of Marketing Xiaomi Italia.

Xiaomi 13 Pro

Lanciato insieme alla versione standard Xiaomi 13 e la più giovanile versione Lite, il Pro si differenzia per il sistema Leica Vario-Summicron 1:19-2.2/14-75 ASPH e una camera principale con un sensore IMX989 da 1 pollice, il più grande mai incorporato in uno smartphone. Per griffare gli scatti ci sono gli stili Leica Authentic Look e Leica Vibrant Look, che come indicano i rispettivi nomi consentono di optare per una definizione fotografica più aderente alla realtà o per colori più vibranti. Che si vedono bene sul display da 6,73 pollici con picco di luminosità di 1900 nits, sostenuto da una batteria da 4820 mAh che sfrutta la ricarica veloce da 120W per fare il pieno di energia da 0 al 100% in 19 minuti. Già disponibile con la cover in ceramica nelle colorazioni bianca o nera, Xiaomi 13 Pro nella versione 8GB di ram e 256GB di storage è in vendita a 1399 euro.


Magic Vs, il primo pieghevole di Honor

Avviato da Samsung, il trend dei dispositivi pieghevoli si sta arricchendo di protagonisti. Con Huawei parzialmente attiva (il Mate X2 è disponibile solo in pochi paesi e non in Italia), dopo il recente esordio di Oppo con Find N2 Flip, in Catalogna è stata Honor ad annunciare il suo debutto europeo nel segmento con Magic Vs, già disponibile in Cina. Rilanciata alle nostre latitudini dopo l'indipendenza da Huawei in seguito al ban statunitense (come dimostra il lancio in contemporanea di Magic 5 Pro, modello senza curve ma con ciò che occorre per competere al massimo livello), Honor va in controtendenza perché scommette sul più grande folla invece che sul tascabile e più gettonato modello a conchiglia, che piace tanto soprattutto alle donne.

Si guarda, quindi, a una clientela di professionisti, che può sfruttare un telefono che da aperto offre un display da 7,9 pollici, mentre da chiuso è un tradizionale smartphone con schermo da 6,45’’ in formato 21:9. Spesso 12,9 millimetri quando ripiegato, pesa 267 grammi e vanta una cerniera composta attorno a 4 componenti strutturali che resiste per oltre 400.000 cicli di apertura/chiusura, quindi più di dieci anni piegandolo cento volte al giorno. L'aspetto più importante alla vista, però, è la mancanza di spazi quando si chiude che, estetica a parte, significa blocco perenne per polvere e altre impurità. Determinante la batteria da 5000 mAh, promettente la tripla fotocamera posteriore (principale da 54 megapixel, ultra grandangolare da 50MP e teleobiettivo da 8MP con zoom ottico 3x), anche se per i giudizi più articolati bisognerà testarlo sul campo. Disponibile in ciano e nero, arriverà più avanti al prezzo di 1599 euro.


Dai foldable ai rollable, il futuro firmato Lenovo-Motorola

Se i foldable sono ormai popolari, completante inediti sono i rollable firmati Lenovo-Motorola, che a Barcellona hanno proposto i concept di uno smartphone e un laptop davvero innovativi. Nonostante abbia presentato 18 nuovi prodotti, tra tanti modelli di ThinkPad, IdeaPad Duet 3i, monitor e il Chromebook IdeaPad Slim 3, tutti gli occhi dei passanti allo stand Lenovo si sono posati sul pc e lo smartphone con schermo arrotolabile mostrati all'interno di una teca e sorvegliati speciali dagli addetti alla sicurezza. Tozzo e con la forma che ricorda vagamente gli smartphone dalle forme poco ricercate dei primi anni, lo smartphone firmato Motorola cambia forma col display espandibile che scorre per passare da 5 a 6,5 pollici e viceversa.

Concetto simile per il laptop, che di base ha uno schermo da 12,7 pollici in formato 4:3 e poi si allunga fino a 15,3 pollici in formato 8:9, anche se c’è la possibilità di ottenere due schermi da 16:9. In sostanza lo schermo scorre sotto la tastiera, con una particolare cerniera che richiede sacrifici alla batteria. Serve tempo per sistemare questo e altri dettagli, perché vedendoli in azione i due concept Lenovo-Motorola sembrano pronti per arrivare sul mercato.


Con Nokia il telefono si ripara a casa

Oltre che per il nuovo logo in Catalogna si è fatta notare anche Nokia, che nel tris di smartphone Android di fascia media spicca con G22, primo modello dell'azienda che si può facilmente riparare da soli. Per farlo HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, ha stretto un accordo con iFixit, popolare piattaforma che offre consigli e tutorial per aggiustare i dispositivi in caso di rottura e pezzi fuori uso. Dopo il poco fortunato progetto FairPhone, la scelta di Nokia punta ad allungare il ciclo di vita degli smartphone, così da tenere aggiornato un modello senza dover ogni volta svuotare il portafoglio, riducendo al contempo i rifiuti elettronici destinati alla discarica.

A differenza di precedenti tentativi che inseguivano la sostenibilità ambientale ma non quella del conto in banca dei clienti, il G22 costa 189 euro e grazie alla scocca posteriore rimovibile (realizzata in plastica riciclata), permette di rimpiazzare il pezzo fuso seguendo le istruzioni dei tecnici di iFixit. Dalla batteria al display, passando per una porta di ricarica, lo smartphone si rimette a nuovo con ricambi originali ed economici (prezzi da 19,95 a 49,95 euro), senza perdere i vantaggi previsti dalla garanzia.


Il primo smartphone raffreddato a liquido

Fresco del lancio di OnePlus 11, l'azienda cinese sotto il controllo di Oppo ha annunciato a Barcellona che nella seconda metà dell'anno lancerà il suo primo smartphone pieghevole. Più di una mossa comunque attesa, però, OnePlus ha svelato un pezzo di futuro mostrando un telefono con una scocca trasparente su cui scorre Active CryoFlux, liquido color blu ghiaccio che esalta il senso estetico del primo smartphone raffreddato a liquido, come succede con la dissipazione del calore sui computer.

Un sistema che permette di abbassare la temperatura di oltre 2 gradi durante le sessioni di gioco, migliorando la sequenza dei fotogrammi, ma anche di ridurre la temperatura di 1,6 gradi mentre il telefono è in ricarica, risparmiando quasi un minuto sul ciclo completo. In senso assoluto, non sono prestazioni impressionanti, ma la prima fase di un percorso che col tempo potrà impattare in maniera significativa sulle performance dei dispositivi.


Gli occhiali smart di TCL

Gli smartphone sono ancora il fulcro centrale dell'industria hi-tech di consumo, tuttavia ricercatori e analisti concordano sulla prossima ascesa di un altro tipo di dispositivo che sul lungo periodo potrebbe insediarne il dominio. Si tratta degli occhiali smart, che sempre più produttori hanno iniziato a progettare. Al Mobile World Congress abbiamo visto la proposta di TCL che - oltre a tanti telefoni 5G a buon mercato, il tablet NXTPaper 12 Pro con lo schermo proprietario che è un incrocio tra un LCD e un display e-ink tipico dei lettori per i libri digitali per ridurre la fatica degli occhi (lo stesso schermo caratterizzerà il futuro smartphone NXTPaper Phone) - ha mostrato RayNeo X2, un modello di occhiali per la realtà aumentata che abbiamo provato trovando validi ambiti d'uso, nonostante siamo di fronte a un prototipo.

Simili a un comune modello da vista, integrano due display Micro Led che danno una visione completa delle immagini proiettate, anche se quelli testati erano molto grandi e finivano per scendere sul naso per visualizzare il menu e scegliere le funzionalità da utilizzare. Che non sono poche, poiché oltre a scattare foto e filmare clip c'è la traduzione istantanea di testo e audio, che mi ha permesso di conversare con il product manager di TCL parlando due lingue diverse (anche se sconosciute ai due interlocutori): da una parte il cinese, tradotto in tempo reale in inglese davanti ai propri occhi grazie anche ai microfoni incorporati nell'asta degli occhiali, dall'altro lato le frasi in inglese tradotte in cinese. Per essere un prototipo TCL è a buon punto, anche se come per i modelli simili resta aperta la questione privacy in riferimento alle persone filmate magari a loro insaputa, nonostante l'avviso luminoso. Nei prossimi mesi RayNeo X2 saranno a disposizione degli sviluppatori cinesi e statunitensi, con l'obiettivo di lanciarli più avanti sul mercato riducendo l'ingombro delle aste, con un numero maggiore di applicazioni e il supporto di più idiomi oltre inglese e cinese.


Sembrano occhiali da vista ma gli Air Glass 2 di Oppo fanno molto di più

Di occhiali se ne intende ormai Oppo, che con gli Air Glass 2 e una serie di dispositivi inediti (dal router al monitoraggio della salute) dimostra di andare oltre gli smartphone. Lo fa bene in particolare con gli occhiali per la realtà aumentata di seconda generazione, che pesano 38 grammi e contano su una lente a guida d'onda diffrattiva SRG che supporta la correzione della vista e la possibilità di ampliare le funzionalità di un paio di occhiali molto più vicino allo standard estetico di un modello da vista.

Con un pannello per ognuno dei due occhi e in simbiosi con un telefono, gli Air Glass 2 permettono di trovarsi di fronte informazioni sulla navigazione, traduzioni in tempo reale (convertendo inoltre la voce in testo per agevolare chi ha problemi di udito), avvisi del calendario, oltre a poter ascoltare musica, rispondere alle chiamate e gestire usi e funzioni con la voce. Da capire quando arriveranno sul mercato, perché i tempi sembrano ormai maturi anche se, come sempre accade con i produttori cinesi, il primo lancio sarà circoscritto al mercato interno.

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