Metti il carbonio nel cemento armato
Metti il carbonio nel cemento armato
Economia

Metti il carbonio nel cemento armato

Sotto l'ala di Danilo Iervolino dell'Università Pegaso nasce una rivoluzione nel settore delle costruzioni

E’ un’invenzione con la “I” maiuscola che potrebbe rivoluzionare l’edilizia e rinnovare profondamente molti altre industrie manifatturiere: il cemento armato di carbonio. La firmano Francesco Fabbrocino (foto), Fernando Fraternali ed Ilenia Farina, la rende possibile Danilo Iervolino. Professori e Ricercatori di nuovi materiali i primi tre, imprenditore di successo, fondatore e presidente dell’Università telematica Pegaso Iervolino che, dopo aver creato ad hoc il suo primo spinoff imprenditoriale, 3DCEL, per lanciare industrialmente questo brevetto, si ritrova anche talent-scout di invenzioni.

Ma di che si tratta? Per dirla in due parole: non è un oggetto, è un processo produttivo per l’edilizia che potrà farle fare un salto quantico. Già: avete presente il cemento armato? Bene, immaginatevelo armato sì, ma non col tondino di ferro: con “anime” di fibra di carbonio, dieci volte più resistenti dell’acciaio, costruite direttamente nelle dimensioni e nella forma necessaria in ciascun edificio, quindi senza saldature, mediante grandi stampanti laser. Per di più - volendo – stampate “in loco”, cioè senza i costi e i tempi dei trasporti.
Attenzione, però: questo processo produttivo – nome di brevetto, “Elemento Strutturale a Geometria Multiscala” - può applicarsi a costruzioni edili gigantesche ma anche a materiali e prodotti molto diversi. L’anima in fibra generata dalle stampanti laser può dare corpo a pannelli di ogni materiale, acciaio, alluminio, polipropilene, lino, juta, kenaf, plastica, vetro, metalli, gomme, cellulosa, fibre di carbonio, insomma: tutto.

I vantaggi? Incalcolabili, garantisce Fabbrocino. Rafforzati con questi elementi strutturali, tutti i materiali acquistano rapporti rigidezza/peso e resistenza/peso superlativi e isolano meglio dalla temperatura. Tutto fantastico, sulla carta. Ma in pratica? In pratica, questi materiali rinforzati - come se fossero dei “terminator” del loro genere - sono già stati effettivamente realizzati in molti prototipi, con fibre e tessuti in materiale polimerico. E funzionano. (Sergio Luciano)



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