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Mentalità made in Italy

Visto che siamo a sfatare leggende oggi mi piacerebbe parlare di una serie di luoghi comuni mooolto made in Italy. Ciascuno psicologo si sente dire quotidianamente frasi del tipo: - “Andare dallo psicologo? Mica sono matto!” – “Conosco già alla …Leggi tutto

Visto che siamo a sfatare leggende oggi mi piacerebbe parlare di una serie di luoghi comuni mooolto made in Italy.

Ciascuno psicologo si sente dire quotidianamente frasi del tipo:
- “Andare dallo psicologo? Mica sono matto!”
– “Conosco già alla perfezione i miei problemi, non mi serve lo psicologo!”
– “Cosa penseranno gli altri se vado dallo psicologo?”
– “Io sono il miglior psicologo di me stesso”
– “La psicologia non è una vera e propria scienza”
– “Ce la posso fare da solo! Non ho bisogno dei consigli di uno sconosciuto!”

… e molte altre!

In Italia queste leggende sono molto diffuse e la figura dello psicologo a volte è assimilata curiosamente a quella dello sciamano o del tizio che mette la camicia di forza.

Quand’è allora che dobbiamo pensare seriamente ad affrontare un percorso psicologico? Partiamo dal presupposto che ciascuno di noi ha qualche paturnia con la quale deve fare i conti e convivere.

Avere qualche problema non significa che siamo pazzi e soprattutto iniziare un percorso non ci spalanca ufficialmente le porte dell’albo dei malati di mente!

Ci possono essere fasi più dure di altre nella nostra vita per motivi noti o meno noti. In altre parole possiamo percepire un disagio legato ad un evento oggettivo (una separazione, una violenza, la morte di un congiunto) o anche senza un motivo apparente. Il concetto primario resta che percepiamo un malessere.

Andare da uno psicologo non vuol dire quindi accettare passivamente l’onta legata alla sconfitta!

Al contrario è una grande dichiarazione di amore che facciamo a noi stessi. Significa avere l’umiltà di mettersi in discussione. Significa cercare una maggiore consapevolezza di se stessi entrando in contatto con i limiti e con le risorse.

Le resistenze nei confronti degli psicologi sono di fatto molto made in Italy, in altri paesi lo psicologo è considerato come un medico qualsiasi. Chi potrebbe giudicarci male se andiamo dall’ortopedico per via di una frattura all’omero? Lo stesso vale per la testa, se ad essere fratturata è la psiche si va dallo psicologo … e nessuno se ne vergogna!

Ho sentito storie assurde di persone che vanno da psicologi con studi lontanissimi per non essere visti da persone conosciute. Peggio ancora se si decide poi di restare con le mani in mano anche quando una “revisione” farebbe parecchio comodo!

… Ma via! Nel XXI secolo non sarebbe opportuno lasciarci alle spalle menate e pregiudizi?

Quando andare quindi dallo psicologo? 
Quando abbiamo la percezione che la nostra qualità della vita è minata da comportamenti o stati d’animo negativi è giunto il celeberrimo momento di prendere in considerazione un percorso psicologico!

Si vive anche senza psicologo, ve lo assicuro … ma non andarci solo per una delle tante motivazioni made in Italy … mah… fate voi…

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