Il «Dolce del Papa». Sì, è proprio questo il suo nome. La storia comincia a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari: «Mi sono chiesto cosa potesse rappresentare al meglio un dolce dedicato al Pontefice. Abbiamo scelto una base di mandorle, impreziosita da una “papalina” bianca». Non riesce a celare la sua profonda eccitazione, il maestro Riccardo Civita, cuore pulsante del Bar Pasticceria Giamburrasca, quando racconta l’incontro con Leone XIV: «Quando ho avuto l’opportunità di incontrarlo, gli ho chiesto se potessi chiamare la mia creazione “Dolce del Papa” e mi ha dato il permesso. Stringergli la mano è stata un’emozione indescrivibile, una soddisfazione immensa».
L’apprezzamento di Leone XIV
Il re degli ingredienti di questo «dolce spirituale» è senza dubbio la mandorla, ingrediente cardine del territorio pugliese. Un prodotto agricolo già ampiamente rinomato che in questo modo può assurgere alle glorie nazionali, soprattutto come eccellenza dolciaria. Tanto da suscitare la curiosità del Pontefice, che ha deciso di incontrare il creatore del dessert e di stringergli personalmente la mano.
Anche il presidente di Confcommercio Ruvo, Vito D’Ingeo, ha evidenziato l’importanza della creazione di questo giorno e la connessione del teritorio pugliese con Leone XIV: «Riccardo Civita ha saputo esaltare i prodotti del nostro territorio in un dolce che idealmente ci lega al Papa. La sua attività dà lustro da decenni alla città di Ruvo di Puglia. “Giamburrasca” è un’azienda storica che ancora una volta dimostra la capacità di accorciare le distanze e di far conoscere il “made in Ruvo” in tutta Italia».
La tradizione dolciaria pugliese a tavola
Non solo il «Dolce del Papa», però. Nella sua «fabbrica dolciaria», Civita si diletta a proporre fra le delizie più celebri che omaggiano la mandorla pugliese anche il Mastromandorlo, presentato in delle confezioni pressurizzate molto particolari che riescono a conservare fragranza e qualità per lungo tempo. «La mia non è solo una professione, è passione pura. Per questo seleziono esclusivamente le migliori mandorle, valorizzando ciò che il nostro territorio offre», spiega il pasticcere. Da qui, lo slogan poetico e originale «Qui non si inventa, si diventa», che si fonda su valori quali la costanza, la crescita e la costruzione di una personalità unica grazie all’impegno quotidiano.
