Il secondo sabato di giugno è ormai riconosciuto in tutto il mondo come il World Gin Day, la giornata dedicata al distillato a base di ginepro, consumato in bar, ristoranti e case private dai cinque continenti. Eppure, non molti sanno che questa ricorrenza (celebratasi nel 2026 domenica 14 giugno) ha origini molto più originali di quanto si immagini.
Da un giardino britannico a una celebrazione mondiale
Tutto ebbe inizio nel 2009, nel Regno Unito. Fu l’appassionato Neil Houston a ideare la giornata, con l’obiettivo esplicito di celebrare il gin e la sua crescente popolarità. Il primo anno, l’evento si tenne letteralmente nel giardino di Houston, insieme ad alcuni amici. Eppure, il successo della prima edizione fece sì che già la seconda si allargasse a una degustazione di gin americani in un bar di Soho, a Londra.
La svolta arrivò nel 2013, quando Emma Stokes, nota online come Gin Monkey, prese in mano le redini della manifestazione e la trasformò in una vera e propria celebrazione internazionale. «Houston creò il Gin Day per amore della categoria», ha raccontato Stokes a The Spirits Business. «Con il tempo, man mano che i mercati del gin crescevano in tutto il mondo, i produttori, i bar e i professionisti della mixology hanno cominciato ad approfittare di questa giornata per promuovere i loro marchi e i loro programmi di cocktail. Sono rimasta stupita dalla crescita che ha avuto».
La peculiarità del gin
Il gin, d’altronde, ha una caratteristica che pochi altri distillati possono vantare: la capacità di reinventarsi senza perdere assolutamente la propria identità. Può finire in un Martini in un hotel di Londra, in un Gin Tonic elaborato a Madrid, o essere reinterpretato da un piccolo produttore artigianale dall’altra parte del mondo. È antico e contemporaneo allo stesso tempo, radicato in secoli di storia ma costantemente in evoluzione.
Non a caso è rimasto il distillato di riferimento per diverse generazioni di barman: è in grado di offrire complessità, versatilità e spazio alla creatività. E la sua diffusione globale si riflette anche nella World Gin Week, inaugurata nel 2026 dal 13 al 20 giugno, che ha riunito 36 locali in 10 Paesi e cinque continenti, da New York a Singapore, da Hong Kong a Città del Messico.
No.3 Gin, eccellenza ultra-premium nell’estate italiana
In questo contesto celebrativo si inserisce No.3 London Dry Gin, distribuito in Italia dalla storica distilleria Pallini, che ha scelto il World Gin Day come punto di partenza per una stagione densa di appuntamenti. Nato al civico 3 di St. James’s Street a Londra, sede di Berry Bros. & Rudd, il più antico commerciante di vini e liquori della capitale britannica, No.3 è il risultato di due anni di ricerca condotta con i migliori distillatori al mondo, tra cui il dottor David Clutton, l’unico ricercatore al mondo con un dottorato specifico sul gin.
Recentemente certificato 100 per cento biologico, il distillato si distingue per l’equilibrio tra ginepro, agrumi e spezie, ottenuto attraverso un’infusione di oltre 16 ore delle botaniche selezionate. Ha vinto per quattro volte il titolo di miglior gin del mondo all’International Spirits Challenge ed è il primo gin ad aver conquistato il Supreme Champion Spirit nel 2019. Insomma, un’eccellenza assoluta che rappresenta al meglio cosa si celebri il secondo sabato di giugno, e cosa significhi bere un gin di qualità eccelsa (possibilmente in buona compagnia).
