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I dubbi di Sinner, fisioterapia a Torino: Jannik valuta se giocare a Cincinnati

I dubbi di Sinner, fisioterapia a Torino: Jannik valuta se giocare a Cincinnati
Jannik Sinner, è il numero uno al mondo (Photo by Matthew Stockman/Getty Images)

Il numero uno al mondo sta curando il ginocchio al J Medical e potrebbe decidere di saltare il torneo che precede gli Us Open

Jannik Sinner ha deciso di lasciare Montecarlo e trascorrere qualche giorno al J Medical di Torino dove anche oggi ha svolto una seduta di fisioterapia per i suoi problemi al ginocchio. Il programma del numero uno al mondo era quello di partire per l’Ohio domani in vista del torneo di Cincinnati che svelerà il suo tabellone mercoledì. Al momento non c’è nessun allarme sulle condizioni di Sinner ma Jannik e il suo staff stanno valutando se rinunciare al torneo per non correre rischi e concentrarsi soltanto sugli Us Open in programma a Flushing Meadows dal 30 agosto.

Scelta difficile

 Se Sinner non giocasse il Masters 1000 che precede Flushing Meadows, si troverebbe nella strana situazione di non aver giocato appuntamenti intermedi né tra Parigi e Wimbledon e nemmeno tra Londra e New York. L’evoluzione del problema non grave al ginocchio destro sta procedendo per il meglio, ma quello che lo staff del numero uno al mondo deve decidere adesso è se andare in America per allenarsi senza giocare il torneo di avvicinamento. C’è anche la questione dell’umidità di Cincinnati che potrebbe convincere Sinner a rinunciare.

Che cosa ha Sinner

 “Pur non potendo entrare nel merito della condizione specifica del campione – ha analizzato all’Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) – possiamo affermare che, quando un tennista accusa un problema al ginocchio senza aver subito un trauma acuto, come sembrerebbe essere il caso di Sinner, probabilmente ci troviamo davanti a una patologia da sovraccarico, causato dalle continue sollecitazioni, salti, frenate, scivolamenti e cambi di direzione violenti richiesti dal tennis moderno”.

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