Il Club Sandwich è l’aristocratico dei panini. Lo trovi nei menu degli hotel cinque stelle, nei bistrot metropolitani, nelle carte dei ristoranti dove il coperto supera i venti euro. Eppure le sue origini sono tutt’altro che nobili: nascono dagli avanzi di una cucina chiusa, dalla necessità di improvvisare qualcosa per clienti affamati fuori orario.
La versione più accreditata lo colloca nel 1899, al Saratoga Club House di Saratoga Springs, famoso locale di gioco d’azzardo di New York. Alcuni sostengono che l’inventore sia Danny Mears, chef del locale. Altri attribuiscono il merito a Richard Canfield, titolare del club: chiusa la cucina, alcune signore chiedono da mangiare. Lui rovista nella dispensa, assembla gli avanzi del giorno (pollo, bacon, pomodoro, lattuga, maionese), costruisce un panino a strati. Le clienti ne escono entusiaste, e lui decide di inserirlo in carta.
Esiste anche una versione più domestica: un imprenditore newyorkese torna a casa tardi dal lavoro, apre il frigo, si prepara un panino con quello che trova. Il risultato è talmente soddisfacente che lo fa replicare nel country club di cui è socio. Il primo riferimento letterario al Club Sandwich compare nel 1903. Da lì inizia la conquista: prima del mondo anglosassone, poi del resto del pianeta.
Come Club Sandwich misura il lusso
Elegante, stratificato, riconoscibile al primo sguardo. Il Club Sandwich non è un semplice panino: è un simbolo di gusto cosmopolita e raffinatezza informale. Pane tostato (dorato), ingredienti freschi, equilibrio perfetto tra semplicità e ricercatezza. Dal business lunch al brunch del weekend, dalla pausa gourmet al comfort food serale, attraversa epoche e tendenze mantenendo intatta la sua allure d’élite (perdonateci se scriviamo così, ma è per rendere su carta questa atmosfera di classe ed eleganza).
Tanto universale da diventare «indice del costo della vita»: nei viaggi internazionali, il prezzo del Club Sandwich nei menu degli hotel di lusso serve sostanzialmente a misurare quanto sia cara una città. Un dettaglio curioso che racconta quanto sia profondamente radicato nell’immaginario del lusso accessibile.
KFC riscrive il classico
Oggi questa icona globale si rinnova con un’interpretazione audace. KFC rende omaggio al grande classico del luxury street food con la propria versione esclusiva: il Colonel’s Sandwich. Protagonista assoluto è il filetto di pollo croccante, preparato secondo la tradizione che ha reso celebre il brand e avvolto in una panatura dorata e perfetta.
A completare l’esperienza insalata fresca, pomodoro, bacon, formaggio fondente e l’inconfondibile Colonel’s Sauce, la salsa del Colonnello dal gusto leggermente affumicato e agrodolce che aggiunge una nota distintiva. Il tutto racchiuso tra fette di pane tostato alla perfezione, per un equilibrio di texture e sapori che celebra la tradizione reinterpretandola in chiave contemporanea. Ne esiste persino una versione con aggiunta di cavolo rosso.
La proposta unisce heritage e innovazione, portando nel mondo consumer una nuova lettura di un grande classico. Un sandwich che conserva il suo spirito internazionale e il suo fascino premium, ma si apre a un pubblico dinamico, moderno, attento alla qualità.
