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Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria

Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”

Dal Museo dell’Acropoli di Atene allo Stretto: 38 opere, tra bronzi, marmi e ceramiche, in un’esposizione imperdibile. Il MArRC di Reggio Calabria è l’unico museo italiano a ospitarle prima del rientro nelle sedi d’origine.

Prima i mercanti e le colonie, poi Roma, poi i collezionisti e gli studiosi: per secoli l’arte greca ha attraversato il Mediterraneo e si è fermata in Italia, cambiando volto a ogni passaggio. Oggi quel viaggio si può ripercorrere in un’unica sala, al MArRC, Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che ospita i Bronzi di Riace. Il Trono Ludovisi, il cratere di Eufronio, il Toro cozzante di Sibari, e soprattutto la Kore proveniente dall’Acropoli di Atene arrivano da luoghi e musei diversi e dialogano per la prima volta nello stesso spazio assieme a capolavori del museo reggino. È l’unica tappa italiana di “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, dopo il successo di Atene, dove la mostra aveva aperto i battenti il 15 giugno. Per la prima volta capolavori custoditi nei maggiori musei italiani (e non solo) vengono esposti insieme: resteranno nella città dello Stretto fino alla fine di dicembre.

«Il Trono Ludovisi è uno dei pezzi più importanti in assoluto della scultura magno-greca» dice a Panorama il direttore del MArRC, l’archeologo Fabrizio Sudano. «E’ custodito al Museo Nazionale Romano, quindi questa è un’occasione unica per vederlo nel Sud Italia. Ma il punto di svolta della mostra è poter ammirare pezzi così importanti, provenienti anche dalla Grecia, tutti insieme: sono occasioni che capitano una volta a generazione. E poi vederli dialogare in un museo come il MArRC, che custodisce i Bronzi di Riace e che racconta la cultura della Magna Grecia e della grecità in Italia: siamo il museo giusto per una mostra di questo tipo e di questa importanza e siamo molto orgogliosi di ospitarla». Il museo ha contribuito alla mostra anche con quattro opere proprie. Sono le due teste bronzee del relitto di Porticello, cioè il Filosofo e la testa di Basilea, il Kouros di Reggio e la testa dell’Apollo Aleo di Cirò Marina. Ad Atene sono state ammirate da migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. La mostra è curata da Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis (direttore del Museo dell’Acropoli di Atene), insieme a Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e allo stesso Fabrizio Sudano.

38 capolavori esposti per la prima volta insieme

Il cuore dell’esposizione sono 38 capolavori, prestati da 22 musei italiani. Il percorso racconta come l’arte greca sia arrivata in Italia, si sia trasformata e sia stata reinterpretata, in un itinerario che parte dalla tarda età del Ferro e arriva fino al Novecento. Le prime tappe riguardano le presenze greche nella Penisola, anteriori alla conquista romana. Poi il racconto passa ai fenomeni di appropriazione e di trasferimento delle opere. Gli oggetti greci circolavano come strumenti di prestigio e come veicoli di modelli culturali. Più avanti arrivano il riuso e la reinterpretazione in età romana, moderna e contemporanea. La mostra segue anche la nascita del collezionismo moderno e della moderna storia dell’arte antica. È un filo continuo che parte dalle colonie e arriva fino a oggi. Come ricorda Sudano, quella storia unisce ancora luoghi e culture, grazie ai reperti trovati e studiati nei secoli. Il valore dell’operazione è soprattutto qui: opere che di solito si ammirano in sedi lontane tra loro, da Roma a Taranto fino a Pompei, per la prima volta dialogano nelle stesse sale.

«E’ particolarmente suggestivo il dialogo in mostra tra il Kouros di Reggio, che è un “nostro” capolavoro nel senso che fa parte stabilmente del patrimonio del MArRC ed è sempre esposto nelle nostre sale, e la Kore proveniente dall’Acropoli di Atene. E’ un abbinamento unico, un’occasione per ammirare i due capolavori vicini, in un ideale accostamento inedito e originale».

Il Trono Ludovisi e gli altri tesori esposti a Reggio: unica tappa italiana

Tra i pezzi di maggiore richiamo c’è il Trono Ludovisi, tradizionalmente attribuito al tempio di Marasà a Locri e che per la prima volta arriva al museo di Reggio. Accanto a lui altri reperti di particolare importanza: Sudano cita il più antico documento epigrafico della grecità occidentale e alcune statue in bronzo provenienti da Pompei. Tra i capolavori il direttore ricorda anche il diadema di Hera di Capo Colonna, il Toro cozzante di Sibari, la Fanciulla di Anzio e il cratere di Eufronio. I prestiti arrivano da istituzioni di primo piano, come il Museo nazionale romano, il Museo archeologico nazionale di Taranto e il Museo di Cerveteri. Per accoglierle il MArRC ha preparato un allestimento originale e suggestivo nella sala delle mostre temporanee. Sudano parla di un’occasione imperdibile per ammirare tanti capolavori unici, riuniti in un’unica esposizione.

Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria
Unica tappa in Italia: 38 capolavori dell’arte greca insieme per la prima volta a Reggio Calabria

Un ponte culturale nel Mediterraneo, da Canova a De Chirico

Il progetto è internazionale ed è promosso dal Ministero della Cultura italiano e da quello greco. Si inserisce nelle attività di cooperazione culturale e di diplomazia euro-mediterranea e nasce dopo la visita del ministro Alessandro Giuli ad Atene, nel giugno 2025, e l’incontro con l’omologa greca Lina Mendoni. In quell’occasione è stata ribadita la centralità della comune eredità greco-romana per l’Europa e per l’Occidente. L’ultima parte della mostra guarda alla ricezione dell’arte greca tra Settecento e Novecento. C’è un approfondimento su Antonio Canova e sul suo rapporto con i marmi del Partenone. Spazio anche al contributo degli studiosi italiani alla storia dell’arte greca e ai fratelli De Chirico, interpreti novecenteschi di quell’eredità. Per Reggio Calabria è un’occasione che va oltre la mostra: il progetto è accompagnato da un programma pubblico rivolto a cittadini, studiosi, scuole e visitatori, con iniziative dedicate all’educazione museale, all’inclusione e alla valorizzazione del territorio. Fino a dicembre la città diventa una tappa obbligata di un itinerario ideale tra Grecia e Italia, nel cuore del Mediterraneo.

Informazioni sulla mostra

Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca
Date: 22 ottobre – 31 dicembre 2026
Orari: martedì-domenica 09:00-20:00 (ultimo ingresso ore 19:30). Lunedì chiuso.
Luogo: Livello E – Mostre Temporanee
Biglietto della mostra: gratuito. (Non include l’accesso alle collezioni permanenti del Museo)
Curatori Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis con Alessio De Cristofaro, Roberta Alteri e
Fabrizio Sudano
Questa mostra è organizzata dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale,
dall’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale,
nell’ambito del Piano Olivetti per la cultura, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale
di Reggio Calabria.


 

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