Due docce scozzese e mezza, ecco cosa è stato il giovedì europeo dopo la boccata d’ossigeno delle quattro vittorie su quattro che avevano riscattato il calcio italiano in Champions. Due sconfitte in modo diverso choccanti e un pareggio su cui riflettere a lungo perché difficile da interpretare nei segnali positivi e negativi che lascia in eredità. Nel complesso, più passi indietro che avanti e l’immagine forte del Milan travolto a Bournemouth ben oltre l’episodicità di una partita durata il tempo che Maignan si facesse espellere lasciando i suoi sotto di due gol e in inferiorità numerica.
Sarà anche stato un problema di crescita, fase della vita in cui si passa da alto a basso senza soluzione di continuità, ma la prestazione del Milan in Inghilterra è stata sconcertante. Il 3-0 con cui il Bournemouth ha battuto i rossoneri è senza spiegazione così come il gesto inconsulto del portierone francese che ha steso un avversario in mezzo all’area trasformando un semplice corner in rigore ed espulsione. Si potrà discutere se il pallone fosse in gioco o no (sembra quasi più la seconda della prima, ma è questione di decimi di secondo), non sulla follia di uno dei leader dello spogliatoio e infatti Amorim alla fine se l’è presa con il suo uomo e non con la malasorte.
A Bournemouth il Milan ha cancellato tutto quanto di entusiasmante aveva fatto vedere a Salisburgo: male la difesa, naufragata, travolti tutti sul piano del ritmo, approccio molle, Cisse abbandonato a se stesso nel ruolo di finto nove senza rifornimenti, zero risposte alle sollecitazioni che il tecnico portoghese ha provato a trasmettere per evitare il tracollo che poi c’è stato. Non è un dramma per la classifica dell’Europa League ma un campanello d’allarme che ora accompagnerà il Milan nella delicata trasferta di Udine.
La Juventus può recriminare perché in qualche modo la sua sfida con il Rennes l’aveva portata a casa se la rete di Lucumi a tempo quasi scaduto non fosse stata annullata (giocata? deviazione?). Ne è uscito un pareggio 2-2 insoddisfacente sul piano dl risultato e a lungo anche per la prestazione messa in campo. Un’unica luce in fondo al tunnel: Woltemade. Il tedescone si è sbattuto ed è stato costantemente pericoloso, gli altri meno e solo a sprazzi. Si sono sentiti anche fischi all’Allianz Stadium dove la cosa più interessante è stato lo scambio a distanza del pre-partita con Carnevali protagonista nel ricordare a Spalletti che alla Juventus non ci si deve stupire se la panchina traballa (e l’allenatore è messo in discussione) quando le cose non funzionano. Il problema per Spalletti è che adesso non funzionano.
Per chiudere l’Atalanta che ormai ha perso l’aura della Dea che faceva tremare l’Europa. Ad Amsterdam in casa dell’Ajax i bergamaschi sono caduti in extremis (0-2) tra mille rimpianti ma anche con la sensazione di essere lontani da un livello di normalità cui si erano abituati. Si dice che Sarri sia a rischio e che i Percassi potrebbero, nelle prossime settimane, cambiare uomo: sarebbe comunque un errore.
