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Un angolo di quiete a Manhattan grazie al matcha e al tè verde del Giappone portato negli Usa da un’italiana

Un angolo di quiete a Manhattan grazie al matcha e al tè verde del Giappone portato negli Usa da un’italiana
Silvia Mella, Ceo e fondatore di Sorate nei campi di tè in Giappone

Silvia Mella dopo 14 anni nella moda ha lanciato Sorate, una tea house a Soho (e un’altra a Broadway) che ha avuto grande successo. E adesso vuole replicarla in altre città degli Stati Uniti, magari lanciando il brand anche in Italia

Nella città che non dorme mai c’è un angolo che ci piace definire italo-giapponese nel quale riesci a uscire dalla frenesia della Grande Mela. Ispirato al termine venetiano “Sorate”, che significa “calmati”, e al termine giapponese per il cielo, “sora”, il nome incarna semplicità e riflessione, definendo il marchio di Sorate. Accoglie i fan del tè nel regno delle cerimonie tradizionali Wabi-Cha. Si trova a Soho, uno dei quartieri più chic di Manhattan e l’idea di lanciarla è di una imprenditrice italiana che dopo essersi dedicata alla moda, dopo una visita in Giappone ha scoperto un altro mondo. E ha deciso di fare l’imprenditrice. Silvia Mella, Ceo e fondatore di Sorate, racconta come è nata l’idea. “Sorate è nato da un momento di lucidità. Un viaggio in auto in solitaria attraverso il Giappone che ho fatto quando sapevo di dover rallentare e riconnettermi con me stessa. Da qualche parte tra i campi di riso e le strade di montagna tortuose, ho trovato qualcosa che non mi aspettavo: la quiete. Non veniva dal far meno , ma dal fare certe cose con intenzione. In una piccola piantagione di tè a conduzione familiare a Uji, nel sud di Kyoto, osservavo il ritmo della giornata svolgersi attorno a un semplice rituale: la pausa riflessiva di una pausa tè. Niente di drammatico. Solo presenza. E’ lì che ho capito che la serenità non è una destinazione, è una pratica quotidiana. Sono tornata a casa portando quella lezione come un dono. Il tè verde è diventato il mio ancoraggio. Crescendo in Italia go sempre conosciuto questa sensazione, anche se non l’avevo mai chiamata. L’espresso mattutino all’alba -quella pausa sacra prima che il mondo si precipiti – è una forma di mediazione a sè stante. Un momento di chiarezza prima del salto”.

Quiete e business

Il sogno era sempre stato quello di avere una tea house che ricordasse quelle giapponesi. Iniziare online è stato più semplice all’inizio, ma l’obiettivo era quello. Quando Silvia ha cominciato, nel 2020, il matcha non si trovava facilmente. Qualcuno lo proponeva, ma con una qualità molto bassa. La gente iniziava a sentirne parlare, ma non sapeva esattamente cosa fosse. Negli ultimi due anni il trend del matcha è esploso, ma all’inizio il lavoro principale era proprio quello di educare il consumatore: spiegare cos’è il matcha e come si usa, perché a New York non c’era cultura in merito. A Soho la maggior parte dei clienti sono millennials, molti anche studenti. E gran parte della clientela è asiatica. Poi ci sono i vicini di quartiere, le persone che abitano lì vicino. Sorate è gestito come fosse una casa, un po’ come le vecchie trattorie italiane, quindi le persone si sentono accolte e a proprio agio. Dopo Soho Silvia ha deciso di ampliare il brand, così è nata Flatiron, sulla 18esima, esattamente a Broadway. Continuando il linguaggio della sede di Soho, il Flatiron Teahouse presenta quattro banconi, un bancone dedicato all’asporto e un lungo piano di lavoro blu — di forma scultorea, che richiama il colore distintivo di Sorate. E adesso è arrivato il momento di espandersi in altre città e magari lanciare il brand anche in Italia. Intanto chi vuole i prodotti di Sorate li trova sul sito (Sorate.co) .

Un angolo di quiete a Manhattan grazie al matcha e al tè verde del Giappone portato negli Usa da un’italiana

Cos’è il matcha

Il matcha è un pregiato tè verde giapponese macinato in polvere finissima di colore verde acceso. A differenza del normale tè in foglie, con il matcha si consuma la foglia intera sciolta nel liquido. Tè e matcha di Sorate vengono coltivati a Ujitawara-cho, la piccola cittadina di campagna nella prefettura di Kyoto, dove l’agricoltore Nagatani Soen inventò il metodo di produzione del tè verde giapponese a metà del periodo Edo. Qui è anche il luogo dove il primo seme di albero del tè fu piantato da un sacerdote buddista giapponese che importò sia il Buddhismo Zen che il tè verde in Giappone dalla Cina intorno al 700 d.C. e consigliò i sacerdoti di Uji su come coltivare e produrre la bevanda. Oggi, piantagioni di tè ben organizzate si estendono sulle verdi colline che circondano la città. A Uji, gli agricoltori raccolgono ancora a mano le foglie più morbide e fresche. Questo metodo è più spesso utilizzato per la produzione di qualità premium e di grado competitivo.

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