In Brasile, la Legge n. 15.176/2025, entrata in vigore all’inizio del gennaio 2026, rappresenta un cambiamento storico nel riconoscimento giuridico della fibromialgia come condizione che può essere considerata disabilità ai fini legali e amministrativi. La norma modifica lo Statuto delle Persone con Disabilità stabilendo che chi ha una diagnosi di fibromialgia potrà accedere a una serie di diritti analoghi a quelli garantiti alle persone con disabilità già riconosciute. La norma è stata soprannominata “Legge Gaga” perché proprio Lady Gaga ha parlato pubblicamente più volte della propria fibromialgia, raccontandone l’impatto sulla vita quotidiana e sul lavoro: le sue dichiarazioni (interviste, documentari, post sui social) hanno avuto enorme risonanza internazionale e anche in America Latina, contribuendo a far conoscere una patologia a lungo sottovalutata.
La fibromialgia si manifesta soprattutto con dolore muscolo-scheletrico diffuso e persistente, spesso accompagnato da stanchezza intensa che non migliora con il riposo. Sono frequenti anche disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e memoria (definite fibro-fog), cefalea e rigidità mattutina. I sintomi tendono a variare nel tempo e a peggiorare con stress, freddo o sforzi fisici. La diagnosi è clinica e si basa sull’esclusione di altre patologie e sulla presenza di dolore diffuso da almeno tre mesi.
La legge brasiliana quindi ora consente, a chi dimostra tramite valutazione psicosociale e medica che la fibromialgia limita significativamente la vita quotidiana e lavorativa, di richiedere benefici come: il Benefício de Prestação Continuada, cioè un sussidio sociale, l’accesso a quote di impiego per persone con disabilità, l’esenzione fiscale sull’acquisto di veicoli adattati e la possibilità di pensionamento anticipato per invalidità: ogni caso ovviamente deve essere valutato individualmente da equipe specializzate per verificare l’impatto funzionale della sindrome.
La situazione in Italia: un percorso ancora in fieri
In Italia, la fibromialgia non è riconosciuta automaticamente come disabilità o malattia invalidante a livello nazionale: la patologia non è inclusa nelle tabelle ministeriali ufficiali. Negli ultimi anni sono state presentate numerose proposte di legge e mozioni parlamentari per inserire la fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e riconoscerla come malattia cronica e invalidante su scala nazionale. Tuttavia, tali disegni di legge, pur discussi in Commissioni e portati avanti da varie forze politiche, non sono ancora diventati legge e restano in discussione parlamentare. A livello regionale, alcune iniziative hanno già registrato progressi. Per esempio, la Regione Campania ha approvato un testo unificato per il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante con percorsi diagnostico-terapeutici dedicati e misure di sostegno economico e sociale per i pazienti.
