Home » Lifestyle » Salute » Autoimmuni, svolta storica: una sola infusione “spegne” tre malattie insieme

Autoimmuni, svolta storica: una sola infusione “spegne” tre malattie insieme

Autoimmuni, svolta storica: una sola infusione “spegne” tre malattie insieme

Una paziente con tre malattie autoimmuni e allettata entra in remissione grazie alla terapia CAR-T: come funziona e perché può rivoluzionare la medicina.

Una sola infusione, e in pochi giorni il passaggio da una condizione critica a una ripresa quasi completa. È il dato più sorprendente emerso dal recente caso clinico trattato all’ospedale universitario di Erlangen, in Germania: una donna affetta da tre gravi malattie autoimmuni è entrata in remissione senza più necessità di terapie a quasi un anno dall’intervento. Quando i medici l’hanno presa in carico, la paziente era “gravemente malata e allettata”, racconta l’ematologo Fabian Müller. Una settimana dopo il trattamento, si è alzata dal letto. Nel giro di pochi mesi, il recupero è apparso completo. Undici mesi più tardi, le condizioni restano stabili: nessuna terapia, nessuna ricaduta evidente. Il punto di svolta è stata una terapia CAR-T, una tecnologia nata per l’oncologia e oggi sempre più esplorata nelle patologie autoimmuni. Il principio è tanto semplice quanto radicale: prelevare i linfociti T del paziente, modificarli geneticamente per riconoscere cellule “difettose” e reintrodurli nell’organismo affinché eliminino il bersaglio patologico. Nel caso specifico, le cellule ingegnerizzate sono state programmate per colpire le cellule B che esprimono la proteina CD19, responsabili della produzione degli autoanticorpi. Il risultato è stato un vero e proprio “reset immunologico”, con la distruzione delle cellule autoreattive e la successiva ricostruzione di un sistema immunitario più tollerante. 

Un’unica terapia per tre malattie autoimmuni: perché è un risultato senza precedenti

Il dato che ha colpito maggiormente la comunità scientifica non è solo la risposta clinica, ma la sua portata: tre patologie autoimmuni trattate simultaneamente con un’unica strategia terapeutica. Un evento che Müller stesso definisce “quasi incredibile”. La paziente soffriva di condizioni severe e resistenti ai trattamenti, tra cui anemia emolitica autoimmune, trombocitopenia immunitaria e sindrome da anticorpi antifosfolipidi. Tutte malattie accomunate da un meccanismo: il sistema immunitario che attacca componenti del proprio organismo. Ed è proprio su questo terreno comune che la terapia CAR-T mostra il suo potenziale. Colpendo selettivamente le cellule B patologiche, la strategia non si limita a ridurre i sintomi, ma interviene alla radice del processo autoimmune. Non si tratta di un caso isolato. Studi clinici recenti, tra cui il trial CASTLE pubblicato su Nature Medicine, indicano che le CAR-T anti-CD19 possono indurre remissioni profonde in pazienti con lupus, sclerodermia e miopatie infiammatorie refrattarie.  Già in precedenti casistiche, piccoli gruppi di pazienti avevano mostrato remissioni durature dopo una singola infusione, senza recidive anche a distanza di mesi o anni.  Il dato emergente è chiaro: non siamo di fronte a un semplice avanzamento terapeutico, ma a un possibile cambio di paradigma, in cui le malattie autoimmuni potrebbero essere trattate con interventi “one shot” anziché con terapie croniche.

© Riproduzione Riservata