Davanti al suo obiettivo sono passati i nomi più rilevanti della cultura italiana tra gli anni Sessanta e Settanta. Stiamo parlando di Elisabetta Catalano, fotografa che ha trovato nel ritratto la sua massima espressione artistica. Reporter autodidatta, Catalano esordisce sul set di 8 ½ di Fellini, dove interpreta il ruolo della sorella di Luisa, ma il suo vero interesse non è la recitazione, bensì la fotografia, che inizia a sperimentare proprio durante le riprese. Tale è la sua capacità di cogliere l’identità dei suoi soggetti da diventare la ritrattista preferita del regista de La dolce vita. E proprio la Roma di Cinecittà, ma anche quella della cultura, diventano il suo territorio, catturando immagini leggendarie come una giovanissima Stefania Sandrelli o Helmut Berger, Dominique Sanda e Lino Capolicchio insieme ne Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica. A lei, che sosteneva di essere sempre affascinata da chiunque riuscisse a fare di un suo pensiero opera. Cioè, chi riusciva a tradurre in opera una propria idea, il Maxxi di Roma dedica il focus Elisabetta Catalano. Obiettivo sugli artisti, in calendario fino all’8 marzo con sedici stampe, mentre alla galleria d’arte contemporanea milanese Viasaterna va in scena Elisabetta Catalano Cinema, Moda e Performance. Entrambe curate da Laura Cherubini, direttrice artistica dell’archivio della fotografa e sua grande amica, le due esposizioni raccontano il lavoro di quella che è stata una delle più importanti fotografe italiane attive a partire dagli anni Sessanta. Nel dettaglio, la personale milanese fino al 19 aprile racconta l’artista, ma anche quello speciale momento storico, in cui moda, arte e design cominciavano a contaminarsi. Il percorso espositivo, infatti, si apre con l’attrice Paola Pitagora all’interno della performance Luna, presentata al Teatro delle mostre nel 1968 da Fabio Mauri. A seguire le collaborazioni con gli artisti dell’avanguardia, tra cui Nanda Vigo e Giosetta Fioroni e poi la moda con Valentino Garavani, Virna Lisi, Donyale Luna e Talitha Getty, giusto per fare alcuni nomi. A completare l’iter, non mancano le immagini cinematografiche, tra tutte Romina Power e Robert Hoffman sul set del film Come imparare ad amare le donne e Dirk Bogarde insieme a Charlotte Rampling nel Portiere di notte, nonché i ritratti. Tra gli oltre cinquanta documenti spiccano, infatti, le immagini di Claudia Cardinale di spalle, Mariangela Melato allo specchio, Ornella Vanoni e Monica Vitti, Sandra Milo in costume di scena di Giulietta degli spiriti e poi ancora Ornella Vanoni, Monica Vitti e Florinda Bolkan.

A undici anni dalla scomparsa il Maxxi e Viasaterna raccontano la fotografa, che ha dato voce all’arte, al cinema e alla moda a partire dagli anni Sessanta.







