Per gli amanti dello stile il 2026 si preannuncia un anno ricchissimo di attività. Al di là dei tradizionali appuntamenti, tra sfilate ed eventi, il nuovo anno, infatti, ha un palinsesto particolarmente fitto anche sul fronte delle mostre di moda.
Ad inaugurare la stagione è il programma estivo della National Gallery of Victoria di Melburne. Con Westwood | Kawakubo, in calendario fino al prossimo 19 aprile, il museo australiano esplora punti di contatto e divergenze delle due stiliste più sovversive del mondo fashion con oltre 140 modelli, provenienti, tra gli altri, dal Metropolitan Museum di New York, il Victoria & Albert Museum, il Palais Galliera e l’archivio di Vivienne Westwood, insieme a oltre un centinaio di proprie, che includono anche le recenti donazioni di Comme des Garçons appositamente la mostra. In Europa ad inaugurare la stagione è stato invece a dicembre il Mak di Vienna con HELMUT LANG. SÉANCE DE TRAVAIL 1986–2005, che fino a maggio ripercorre il lavoro dell’artista austriaco, che ha ridefinito i codici dello stile negli anni Novanta. Doppio appuntamento invece a Parigi per esplorare il dialogo tra Christian Dior ed Azzedine Alaïa. La Galerie Dior e la fondazione Azzedine Alaïa, infatti, presentano mostre gemelle, fino al 3 maggio, che esplorano il rapporto tra il couturier tunisino e l’inventore del New Look con centinaia di abiti. Curata da Olivier Saillard con Gaël Mamine, il doppio appuntamento offre un’interpretazione inedita della Maison di Avenue Montaigne attraverso gli occhi di Alaïa e viceversa svela un racconto condiviso tra i maestri dell’Haute Couture. Al Momu di Anversa, invece, l’attenzione è tutta per la manifattura. Con Embroidering Palestine, il museo porta l’attenzione fino a giugno sulla tradizione del tatreez, termine arabo che indica il ricamo, nell’area della Galilea tra tradizione e senso d’identità. C’è tempo fino al 19 aprile per visitare Gianni Versace Terra Mater Magna Graecia Roots Tribute, la mostra del MArRC museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, che celebra la vita e l’heritage dello stilista a 80 anni dalla sua nascita. Apre invece oggi al LACMA di Los Angeles Fashioning Chinese Women: Empire to Modernity: il percorso, curato da Jason Wu, si snoda tra oltre 70 abiti, dagli anni Trenta in poi, che raccontano l’identità femminile tra Cina e Usa. Sarà invece inaugurata il 16 gennaio, in concomitanza con l’inizio della fashion week maschile a Milano, The Gentleman. Stile e gioielli al maschile, la retrospettiva dedicata a tre secoli di accessori e abiti di Palazzo Morando | Costume Moda Immagine. Il 18 gennaio a Roma, invece, sarà la volta di Venus, il terzo capitolo del progetto di arte diffusa, che mette al centro Valentino Garavani attraverso gli occhi di Joana Vasconcelos. Dopo l’installazione I’ll be your mirror di Piazza Mignanelli e il Solitário sulla terrazza del Pincio, l’artista portoghese prende possesso dello spazio PM23 Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti per raccontare la bellezza. A chiudere il mese di gennaio è Palazzo Reale con Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio. L’esposizione, che rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, è curata da Denis Curti e fa parte della trilogia dedicata al fotografo statunitense, che ha toccato, prima, Venezia ne Le Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma.














