Home » Lifestyle » Moda » C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen

C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen

C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen

Durante la Copenhagen Fashion Week 2026, la mostra “People Make The Clothes, Clothes Make The People” ripercorre oltre mezzo secolo di ricerca, innovazione e sportswear attraverso i capi più iconici dell’archivio C.P. Company.

Non esiste abito senza la persona che lo ha immaginato, costruito e infine indossato. È da questa relazione circolare che prende il titolo People Make The Clothes, Clothes Make The People, la mostra con cui C.P. Company ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca durante la Copenhagen Fashion Week 2026.

Negli spazi di Other Circle, piattaforma interdisciplinare dedicata all’incontro tra design, moda e cultura contemporanea, l’esposizione racconta la storia del marchio italiano attraverso i capi, le tecniche e le intuizioni che ne hanno definito l’identità.

Il titolo racchiude uno dei principi fondanti di C.P. Company: dietro ogni innovazione esiste sempre un gesto umano. Ci sono le mani di chi sperimenta sui materiali, la visione dei designer e, infine, le persone che scelgono un capo e lo trasformano in un segno di appartenenza.

C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen
C.P. Company celebra 50 anni di storia con una mostra a Copenaghen

L’archivio come laboratorio del futuro

La mostra non considera l’archivio come un luogo immobile, destinato soltanto alla conservazione della memoria. Per C.P. Company rappresenta piuttosto un organismo vivo, continuamente interrogato e reinterpretato; uno spazio di studio dal quale possono nascere nuove idee, materiali e soluzioni progettuali.

Il percorso si articola in due sale. La prima raccoglie una selezione di capi iconici ordinati in sezioni tematiche, capaci di ricostruire l’evoluzione del marchio dagli anni Settanta a oggi. Il racconto comincia con gli esperimenti grafici condotti da Massimo Osti su T-shirt e maglieria e prosegue con le versioni più rappresentative della Goggle Jacket e della Explorer Jacket, due capi che hanno reso immediatamente riconoscibile il linguaggio di C.P. Company.

Accanto alle silhouette diventate parte della storia dello sportswear trovano spazio le ricerche sui materiali e sui trattamenti, dal Tinto Terra al GORE-TEX tinto in capo. Ogni creazione testimonia inoltre il contributo dei designer che, dopo Osti, hanno guidato la direzione creativa del brand, tra cui Moreno Ferrari, Alessandro Pungetti, Paul Harvey e Leonardo Fasolo.

I capi esposti come documenti di ricerca

Anche l’allestimento diventa parte della narrazione. La disposizione dei capi nelle teche riprende infatti un metodo espositivo sviluppato da Massimo Osti e presentato per la prima volta nel 1987, in occasione della retrospettiva organizzata a Berlino per i quindici anni del marchio.

Gli indumenti vengono mostrati come veri documenti d’archivio: non soltanto oggetti da contemplare, ma testimonianze di processi creativi, esperimenti e soluzioni tecniche. Ripreso anche nella mostra realizzata per il cinquantesimo anniversario di C.P. Company nel 2021, questo sistema espositivo torna a Copenaghen come elemento integrante dell’identità del brand.

La magia della tintura in capo

La seconda sala è interamente dedicata alla tintura in capo, la tecnica che forse più di ogni altra ha contribuito a definire l’estetica di C.P. Company. A differenza della tintura applicata al tessuto prima della confezione, il procedimento interviene sul capo già assemblato, producendo profondità cromatiche, irregolarità e sfumature difficili da replicare.

Al centro dello spazio, un’installazione cilindrica presenta una stessa giacca attraverso una progressione di colori differenti. La ripetizione rende visibile la capacità della tecnica di modificare la percezione di un identico oggetto: la struttura rimane invariata, mentre il colore ne trasforma ogni volta il carattere.

© Riproduzione Riservata