Esiste un tè che vale più dell’oro, si chiama Da Hong Pao, o “Grande Veste Rossa”, una prelibatezza coltivata in Cina che rappresenta il vertice assoluto del lusso mondiale in fatto di bevande.
La storia che rende questo tè ancora più affascinante affonda le radici nella leggenda e nella botanica. Il Da Hong Pao, infatti, è un simbolo culturale, un esempio di artigianato secolare e uno dei tè più discussi e fraintesi al mondo.
La leggenda della “Grande Veste Rossa”
Secondo una tradizione diffusa, il nome Da Hong Pao nacque in epoca Ming. Si racconta che la madre di un imperatore si ammalò gravemente e che, dopo aver bevuto un tè proveniente dai Monti Wuyi, guarì.
Per gratitudine, l’imperatore avrebbe inviato delle vesti rosse imperiali da drappeggiare sui cespugli di tè, per proteggerli e renderli sacri. Da qui il nome “Grande Veste Rossa”. Al di là della leggenda, ciò che conta è che il Da Hong Pao è un oolong semi-ossidato, quindi non un tè verde né un tè nero, prodotto nella provincia del Fujian, nella zona dei Monti Wuyi.
È il più celebre esempio di “Wuyi Rock Tea”, o tè delle rocce: un tè che cresce su suoli minerali, tra nebbie e microclimi particolari, e che deve parte della sua fama a un carattere minerale e floreale insieme, spesso descritto come “yanyun”, la risonanza della roccia.
Le sei piante madri e la protezione dal 2006
Ora, le vere piante madri originali del Da Hong Pao, con secoli di vita, sono sei. Sono arbusti antichi, stimati intorno ai trecento anni e più, che crescono su una scogliera nella zona di Jiulongke, nel Monte Wuyi.
La loro produzione è minuscola, inferiore a un chilogrammo all’anno, e dal 2006 la raccolta commerciale è stata vietata per proteggerle. Il loro raccolto non finisce più dunque sul mercato, ma è destinato a ricerca, conservazione e occasioni istituzionali.
Esiste anche una quantità infinitesimale di tè prodotto prima del divieto, conservato in riserve statali e considerato un pezzo da collezione, ma non è acquistabile al dettaglio.
Cloni, blend e prezzi
Oggi il Da Hong Pao commerciale appartiene a due grandi famiglie. La prima è quella dei cloni, ottenuti per “talea” dalle piante madri. Preservano il patrimonio genetico degli arbusti originali e vengono coltivati in altre zone del Monte Wuyi.
La seconda famiglia è quella dei blend commerciali, che rappresentano la grande maggioranza del tè venduto. Sono miscele di altri cultivar locali, come Shui Xian e Rou Gui, assemblate dai maestri del tè per ricreare uno stile coerente, tostato e minerale. I prezzi dei blend partono da circa 20-50 sterline per 100 grammi e possono salire fino a 50-200 sterline per 100 grammi nelle versioni di qualità superiore.
Quanto alle piante originali, sebbene le foglie non siano più in vendita, i prezzi storici fanno davvero impressione: nel 2005, 20 grammi furono venduti all’asta per 208.000 yuan, circa 28.000 dollari dell’epoca, equivalenti a oltre 1.400 dollari al grammo. Un valore maggiore di quello dell’oro.
Profilo di gusto e lavorazione
Dal punto di vista organolettico, il Da Hong Pao è noto per il suo gusto pieno, morbido e persistente. La tostatura su carbone, che può richiedere molte ore e grande abilità, gli conferisce note di frutta secca, caramello e pane tostato; sotto la tostatura emergono sentori floreali, simili all’orchidea, e richiami di longan e mandorla.
Il finale è spesso minerale, fresco, con quella “risonanza della roccia” che i degustatori cinesi considerano il segno distintivo dei veri tè di Wuyi. La lavorazione, d’altra parte, è lunga: appassimento al sole, ossidazione parziale delle foglie, arrotolamento e tostatura.
Il risultato è un oolong che può essere infuso più volte e che cambia progressivamente, passando da note più tostate a sfumature più dolci e floreali. Un tè di contrasti, dunque, dal mito delle sei piante intoccabili, un mercato fatto soprattutto di cloni e blend, ma un gusto che resta comunque uno dei più complessi e affascinanti del panorama mondiale.
