Il design al suo meglio al Compasso d'oro ADI 2020
Il design al suo meglio al Compasso d'oro ADI 2020
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Il design al suo meglio al Compasso d'oro ADI 2020

Nei nuovissimi spazi dell'ADI Museum di Milano nell'ex area industiale di via Ceresio 7, si è tenuta la XXVI edizione del Compasso d'oro ADI 2020. Novità dell'edizione è il debutto del nuovo ADI Design Museum che aprirà il prossimo dicembre per accogliere tutti gli oggetti premiati dal 1957 ad oggi e diventare un punto di riferimento internazionale per le attività creative produttive professionali che ruotano intorno al design.

«Un luogo – dice il presidente ADI Luciano Galimberti - dove il design sarà presentato al grande pubblico non solo come fenomeno creativo ma anche come impegno concreto dei progettisti e delle imprese per una società e per ambienti più vivibili.»

Fino al 16 settembre ospiterà la mostra "Mettere radici" con ingresso gratuito su prenotazione (www.adi-design.org). Il prestigioso premio di design nasce nel 1957 a Milano da un'idea di Gio Ponti e fino al 1964 è sostenuto dalla Rinascente per poi passare all'Associazione per il Design Industriale con lo scopo di valorizzare la ricchezza creativa del nostro paese. Tra i primi vincitori la scimmietta giocattolo Zizi disegnata da Bruno Munari, la macchina da cucire Necchi BU Supernova di Marcello Nizzoli e l'icona delle macchine da scrivere, la celebre Lettere 22 di Marcello Nizzoli per Olivetti.


La giuria del Premio, presieduta da Denis Santachiara con Luca Bressan, Virginio Briatore, Jin Kuramoto, Paivi Tahkokallio, ha assegnato 18 compassi d'oro, 9 premi italiani alla carriera (Rossella Bertolazzi, Gilda Bojardi, Marco Ferreri, Carlo Forcolini, Carlo e Piero Molteni, Anty Pansera, Vanni Pasca Raymondi, Eugenio Perazza, Nanda Vigo) e 3 internazionale (Emilio Ambasz, Nasir e Nargis Kassamali, Jesper Morrison). Particolarità di questa edizione sono i premi alla "carriera del prodotto" conferiti alla lampada Arco (1962) di Pier Giacomo e Achille Castiglioni per Flos; al letto tessile Nathalie (1968) di Vico Magistretti per Flou; alla poltrona Sacco (1968) di Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro per Zanotta.

Gli oggetti premiati sono scelti tra 387 selezionati dell'Osservatorio permanente del Design e inseriti nell'annuario dell'ADI design Index per offrire nelle mani di 18 designers l'ambìto compasso (ispirato alla sezione aurea) disegnato da Albe Steiner e opera degli architetti Marzo Zanuso e Alberto Rosselli.

I riconoscimenti coprono un'ampia gamma di produzioni: dal minimalismo dell'illuminazione di Arrangements di Michael Anastassiades per Flos, alla sedia Eutopia di Francisco Gomez Paz Design & Crafted realizzata in Argentina con materiali naturali e rinnovabili; dagli accessori bagno di respiro orientale AK/25 di Kim Paik Sun per Aboutwater (Boffi e Fantini), alla tecnologia medica amica del paziente, di D-Heart di Design Group Italia; dal Brand Identity per Le Gallerie degli Uffizi di Carmi e Ubertis Milano, ai componenti Chakra di Eugenio Pasta – R&D Universale Selecta che separano senza escludere con tecnologia ed eleganza; dal mondo domestico del sistema per cucina Rua di Ruadelpapavero per TM Italia, alla semplicità sospesa di Spazio di Francesco Lucchese per Falmec, fino all'universo urbano con la stazione di ricarica per veicoli elettrici Enel X Juicepole/Juicebox di Defne Koz, Marco Susani e all'arredo urbano E-Lounge di Antonio Lanzillo & Partners per Repower in grado di unire digitale, sharing economy e cultura del vicinato. Poi, la splendida Ferrari Monza SP1 di Flavio Manzoni – Ferrari Design, l'innovativa imbarcazione Outcut di Rocco e Pietro Carrieri; il casco fluido Aero di Paolo Cattaneo e Klaus Fiorino per Momodesign, il freno per auto elettriche Formula E Caliper di Brembo.

Tra i progetti: l'esperienza sociale di Food for soul che unisce mondi ritenuti inconciliabili del bisogno e dell'arte; la mostra Il mare a Milano di Studio Neo per Sanlorenzo che declina con poesia il paesaggio immersivo del digital/landscape; Pieces of Venice di Luciano Marson che supera la banalità dei souvenir per trasmettere identità e storia con ironia nell'autenticità dei materiali dismessi. Infine, tecnologia ed estetica si uniscono per aiutare le persone nella protesi Hannes di Lorenzo De Bartolomeis, Gabriele Diamanti, Filippo Poli per IIT e INAIL Centro Protesi.Attraverso il design si impara il mestiere ma anche l'arte di stare al gioco di regole millenarie dove si produce con mani, cervello e cuore. Per questo ADI riserva ai giovani uno spazio importante nella manifestazione offrendo tre targhe che quest'anno sono state attribuite a: Casco 4.0 di Pietro Gnali - LABA Libera Accademia di Belle Arti; Sil-O-Safe di Caterina Castiglioni - Politecnico di Milano Scuola di Design; Tetraodon-sistema individuale di protezione per valanghe di Gianmarco Gatti - Università degli Studi di Camerino.

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