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Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale

Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale
Gisèle Pèlicot tra gli ospiti di Festivaletteratura

Un’edizione storica tra diritti civili, icone internazionali e grandi voci contemporanee nel cuore della città dei Gonzaga

Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale
Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale
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Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale
Gisèle Pelicot e Carrère a Mantova: i 30 anni della svolta culturale

Trent’anni di Festival non sono un semplice traguardo, ma il manifesto di una comunità che ha scelto di non adattarsi alla periferia del mondo globalizzato, diventando invece il centro del pensiero.  Alla fine degli anni Novanta, prima che l’esplosione turistica legata al Festival della Letteratura la trasformasse in un fenomeno collettivo, Mantova era una gemma ancora appartata, definita da molti intellettuali, poeti e architetti la Bella Addormentata. La silenziosa eredità dei Gonzaga, insieme a quell’atmosfera sospesa che Luca Goldoni ha raccontato in pagine memorabili e alla malinconia padana evocata da Gianni Brera, faceva di Mantova un luogo privilegiato d’ispirazione e, talvolta, di lavoro.  Un microcosmo ospitale e accogliente, capace di unire organizzazione e vivacità intellettuale: quindi, un luogo ideale. Il Festival nasce nel 1997, quando un gruppo di otto privati cittadini mantovani, passati alla storia locale come i Magnifici Otto, costituì il primo Comitato Organizzatore, stimolato anche da un’indagine commissionata nel 1995 dalla Regione Lombardia all’agenzia inglese Comedia per rilanciare il turismo locale. Il loro impegno si è poi sviluppato attraverso un rapporto scenografico più semplice e in sintonia con la natura architettonica dei luoghi. La vocazione del Festival si è quindi fortemente legata all’utilizzo degli spazi naturali e degli ambienti interni di luoghi storici, trovando una propria originale e definita connotazione, incentrata sui nuovi linguaggi espressivi, sulla creatività emergente e sul dialogo con altre culture, senza trascurare il legame con il territorio. Così, nel programma della 30ª edizione, si alternano maestri del pensiero italiani e stranieri, grandi narratori e talenti emergenti: torna Tommy Wieringa, che dialogherà di origini e identità con Niccolò Porcelluzzi (venerdì 11 settembre); ci sarà Emmanuel Carrère, fresco dell’uscita, per Adelphi, del suo ultimo romanzo, Kolchoz. A dare voce all’impegno civile e alla poesia saranno Gisèle Pelicot, una delle presenze più attese, divenuta simbolo globale della lotta contro la violenza di genere e la cultura dello stupro. Sarà sul palco insieme a Gino Cecchettin per proseguire la sua intensa attività di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e il patriarcato (domenica 13 settembre, ore 14.30). Ci sarà anche Eyal Weizman, architetto e fondatore del collettivo investigativo Forensic Architecture, per mostrare come le tecnologie e i rilievi spaziali avanzati possano essere utilizzati per denunciare i crimini di Stato e le violazioni dei diritti umani (domenica 13 settembre, ore 10.00). E Sarah Lubala, pluripremiata poetessa congolese, nota per i suoi versi intensi, focalizzati sulle tematiche della migrazione, dello sradicamento e delle esperienze delle donne rifugiate (mercoledì 9 settembre). Il Festival si conferma anche un autorevole osservatorio sulla nuova scena contemporanea, ospitando Mavie Da Ponte e Olga Campofreda, che dialogheranno con una scrittrice affermata come Nadia Terranova in un confronto polifonico e intergenerazionale sui confini delle mura domestiche e sui mondi narrativi (giovedì 7 settembre). Natasha Brown, scrittrice britannica acclamata dalla critica internazionale, presenterà la sua visione letteraria, incentrata sulla destrutturazione delle dinamiche di classe e di razza (venerdì 11 settembre). Infine, Kim Bo-young, tra le più rilevanti autrici della fantascienza e della narrativa speculativa sudcoreana, porterà al Festival nuove prospettive di genere e linguaggi innovativi (domenica 13 settembre). Il vero cuore pulsante del Festival si sviluppa attorno a un concetto al tempo stesso fisico e ideale. Dal punto di vista logistico, il centro nevralgico è Piazza Sordello, che per questa edizione prende formalmente il nome di Piazza dei Libri e ospita la Tenda dei Libri, mentre il cuore pulsante degli eventi sarà Piazza Castello, sede dei grandi incontri, e Piazza Alberti, centro dei progetti dedicati ai giovani e al giornalismo narrativo. Una formula unica che permette a grandi premi Nobel e lettori appassionati di incrociarsi, prendere un caffè e dialogare senza barriere tra i vicoli storici di Mantova.

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