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Tullio M. Puglia/Getty Images
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Donnarumma, rinnovo d'oro con il Milan: chi ha vinto e chi ha perso

Prenderà 6 milioni netti fino al 2021 con clausola da 75 (commissioni ridotte per Raiola). Scelta di soldi e non d'amore

Gianluigi Donnarumma resta al Milan. Fine del tormentone estivo del rinnovo del portiere diciottenne cresciuto nel vivaio rossonero e che è stato a un passo (e oltre) dall'addio essendo in scadenza di contratto nel 2018.


L'intesa sul rinnovo è stata trovata: accordo da 6 milioni di euro netti fino al 2021 con clausola rescissoria da 75milioni che supera l'ipotesi di una doppia cifra per liberarsi, più alta (100) con il Milan in Champions League e più bassa (50) in caso di mancata qualificazione. Un faticoso compromesso che ha tenuto dentro le esigenze del club, ha visto la famiglia Donnarumma giocare un ruolo decisivo (c'è anche un contratto da un milione per Antonio Donnarumma, fratello del portiere) e che non ha tagliato fuori del tutto Mino Raiola, potente agente che avrebbe voluto spostare Gigio verso altra destinazione.

Anzi, se davvero per Raiola le commissioni saranno normalizzate e limitate al 5% dell'eventuale rivendita con la clausola, sarà un'inversione di tendenza netta rispetto al recente passato fatto di assegni per gli intermediari che hanno allarmato anche la Fifa. 


Il 15 giugno scorso le parti sembravano lontanissime: strappo annunciato da Mino Raiola, Milan pronto a prendere un nuovo portiere e contestazioni durissime con insulti, minacce e striscioni. Poi le cose sono lentamente cambiate. Chi ha vinto? Chi ha perso? Ecco le pagelle della vicenda che ha tenuto il mondo Milan col fiato sospeso:

GIANLUIGI DONNARUMMA - VOTO 6

Non per soldi ma per denaro, verrebbe da dire, anche se alla fine Donnarumma ha giocato un ruolo decisivo nella partita. La domenica folle degli hacker dal ritiro della nazionale Under 21 è stata decisiva: a leggere tra le righe si è trattato di uno scambio di messaggi in codice per far conoscere a chi di dovere il proprio desiderio.


Però il diciottenne in un mese si è giocato il bonus d'affetto e protezione dei tifosi del Milan che adesso dovranno riaccoglierlo e perdonarlo. Prenderà un ingaggio smisurato per il suo attuale valore e avrà gli occhi di tutti puntati addosso come già accaduto nell'Europeo dove i nervi non hanno retto al di là delle parole.

Ha scelto di crescere in fretta e il salto non sarà semplice o indolore. Tornerà a baciare la maglia e a battersi la mano sul cuore? Se lo farà dovrà essere con moderazione perché il sospetto di una mossa di comodo lo accompagnerà. Meglio evitare...

MINO RAIOLA - VOTO 4

Si racconterà della bravura del procuratore numero uno al mondo di far aver a un diciottenne un contratto pazzesco (solo Neuer e De Gea prendono di più ad oggi tra i portieri). Sarà anche vero, ma la realtà è che Raiola aveva deciso per Donnarumma la partenza per altri lidi: Madrid o Parigi.


Alla fine si è dovuto piegare alla ragione del suo assistito e del Milan. Voto negativo anche e soprattutto per aver esposto un giovane a critiche e contestazioni sottovalutandone (possibile?) la portata. Si sussurra di scontri col rischio di perdere la procura, che sia tutto vero o no non si saprà mai. Di certo il risultato finale non rispecchia a pieno l'obiettivo iniziale.

MARCO FASSONE E IL MILAN - VOTO 8

Partiva da posizione di svantaggio e con una trattativa impossibile ereditata dalla precedente gestione. Voto 10 per aver raggiunto il rinnovo, che pareva impossibile. Voto 6 per averlo strapagato, anche se le commissioni basse per Raiola sono un punto a favore del Milan.


Se, però, la mission era non perdere Donnarumma merita il massimo del giudizio e ha superato l'esame. Adesso gli si aprono due sfide: far tornare l'amore tra Gigio e i tifosi (non impossibile) e costruire un Milan che vada in Champions perché non sia solo un'operazione per poterlo vendere senza perderci.

VINCENZO MONTELLA - VOTO 7

E' sceso in campo nel momento più difficile e ha giocato il ruolo di regista occulto. La pace di Castellammare di Stabia sarà ricordata nei libri di storia (recente) del Milan e probabilmente ha avvicinato le parti.


Pompiere al contrario di Massimo Mirabelli (voto 4) che esce ammaccato da questa trattativa. Raiola lo ha accusato di aver utilizzato modi e toni inappropriati, Fassone lo ha difeso ma la sintesi è che il ds del Milan è uscito di scena nella fase decisiva della trattativa. Da rivedere.

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Giovanni Capuano