La BandaDante all'opera dal 13 settembre
La BandaDante all'opera dal 13 settembre
Cultura

La BandaDante all'opera dal 13 settembre

Parte la BandaDante, che io e il maestro della musica popolare italiana abbiamo nominato "concerto viandante dei vivi dei morti e dei tipi danteschi". Parte dalla Pieve di Polenta, chiesetta della famiglia che dalle colline tra Forlì e Cesena discese a prendersi Ravenna e lì ospitò Dante. Famiglia della celebre Francesca, amante fregata da una lettura sbagliata e immortalata dal poeta. Una pieve dove Dante aveva pregato, come sostenne il massone Aurelio Saffi, erede morale e culturale di Mazzini, salvando la Pieve dalla distruzione che i suoi compari volevano. Posto meraviglioso a due passi dal colle e dalla Rocc di Bertinoro, dove all'osteria Serafina pasteggiavano Pascoli e Carducci, che divenne nume tutelare della zona non disdegnando piadine romagnole e romagnole tout cour.

La BandaDante parte dalla Romagna dove il poeta esule morì 700 anni fa poi farà tappa all'Auditorium della Musica di Roma - la cui orchestra di musica popolare Sparagna anima e dirige con Erasmo Treglia- e poi coinvolgerà tanti "tipi danteschi": cantanti, musicanti, poeti etc. A Bertinoro con Sparagna e il sottoscritto ci saranno una formazione della Orchestra, la rivelazione del cantautorato di classe Roberta Giallo, amata da quel Lucio Dalla che mi fece poi incontrare lo stesso Sparagna, e i poeti Lauretano, Leardini, Zattoni, Laudace, Capezzuto.

La BandaDante offrirà il Dante cantato da pastori e contadini rinnovato dall'estro musicale di Sparagna. Il Dante che ê il più mistico e alto ma anche il più popolare dei poeti. Perché Dante, sintesi del genio italiano, è esempio della vera cultura e arte italiana, che non ai divide in roba da èlite o da avanguardia, sofisticata e cerebrale, e roba da popolo, bassa e banale. No, alto e basso stanno insieme, mistico e popolare si toccano. Cielo e terra non sono disgiunti. I tipi danteschi lo sanno. Lo vivono questo incontro, questa inserzione dell'eterno nel tempo, questo rovesciarsi di cielo in terra.

Dante è e sarà in parte ostaggio di convegni accademici, di dispute filologiche e di personalismi baronali. Di retoriche risorgimentali. Di banalizzazioni dolciastre. Di iniziative stucchevoli. Di sentimentalismi professorali. Di vanità. Ma Dante è più forte. La sua poesia rocciosa e ariosa, il suo canto scabro e lucente anche attraverso iniziative come la BandaDante percorrerà l'Italia (e non solo) e farà risuonare la vita della gente. Perché per intendere il viaggio e la poesia della Commedia basta essere vivi. Cioè sentirsi a rischio. Non della salute ma della salvezza. Cioè del senso della vita. Essere in tal senso "tipi danteschi". E non solo risuonerà questo anno della poesia della Commedia ma anche di tante perle dalle altre opere, prima fra tutte quel libretto magnete che è la "vita nova", a cui una delle migliori poetesse italiane, Melania Panico, sta dedicando un saggio febbrile e prezioso e personalissimo. Dalla Pieve agli auditorium, via per altri teatri e piazze e cammini, la BandaDante viene avviata sotto l'egida del Museo Interreligioso di Bertinoro, l'Auditorium Parco della Musica di Roma. Coinvolgerà artisti e amici che già si stanno preparando.

Nomi? Sorpresa, seguite la BandaDante, dal 13 settembre, dalle colline dolci e forti, e ospitali, di Romagna

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