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Cinema

Ettore Scola, i 5 film più belli

Ora usando toni comici o delicati, ora affilando la satira più pungente, il regista sceneggiatore ci ha regalato capolavori di cinema italiano. Ecco i più grandi. Che scorriamo ancora una volta, a un anno dalla sua morte

"Una giornata particolare" (1977)

Guardando al neorealismo, Ettore Scola tocca la vetta più alta del suo cinema con Una giornata particolare. Scritto con Ruggero Maccari da un'idea di Maurizio Costanzo, è l'ennesima collaborazione con l'amico Marcello Mastroianni, che ha diretto in nove film. Nel 1938, sotto l'ombra del fascismo, una storia grande e intensa racconta la Storia tramite le interpretazioni magistrali di Mastroianni e Sophia Loren. Mentre Roma è in fermento per la visita di Hitler, Antonietta (Loren), casalinga ingenua e madre di sei figli, moglie di una fanatica camicia nera, conosce un vicino di casa, Gabriele (Mastroianni), ex annunciatore dell'Eiar allontanato dal lavoro perché omosessuale. Per questi due "diversi", pressati dal maschilismo rozzo del regime, sarà un giorno speciale. 
Golden Globe come miglior film straniero e due nomination all'Oscar (per il film straniero e per Mastroianni). David di Donatello alla regia e alla Loren.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2016. AGGIORNATO il 19 gennaio 2017

"C'eravamo tanto amati" (1974)

Dedicato a Vittorio De Sica, morto durante la lavorazione del film, C'eravamo tanto amati è stato scritto da Scola insieme al duo Age & Scarpelli, penne d'oro del nostro cinema. Tra commedia all'italiana e impegno sociale, con non poche stoccate amare racconta la storia di tre amici, intepretati da Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores. Dopo aver fatto la Resistenza insieme, i tre si perdono di vista per ritrovarsi anni dopo a ricordare. Attraverso la loro storia privata è tracciata la storia dell'Italia, i suoi cambiamenti e il tradimento dei suoi ideali più nobili.
Premio César come miglior film straniero.

"Brutti, sporchi e cattivi" (1976)

Scritto con Ruggero Maccari, premiato come migliore regia al Festival di Cannes, Brutti, sporchi e cattivi è un ritratto impietoso e poetico della periferia romana e delle sue miserie, morali e materiali. Magistrale l'interpretazione di Nino Manfredi che interpreta il vecchio Giacinto Mazzatella, capo di una nutrita famiglia insediata in una baraccopoli. Guercio e tirannico, tratta i suoi familiari come animali. Tra dramma umano e comicità.

"La famiglia" (1987)

La famiglia vinse sei David di Donatello e fu candidato all'Oscar come miglior film straniero. Con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant, racconta 80 anni di società italiana vista da dentro, attraverso le vicende di una famiglia borghese. Roma, rione Prati: dal 1906 al 1986 seguiamo il protagonista Carlo dal suo battesimo all'ottantesimo anno di vita. La sceneggiatura è firmata da Scola, Ruggero Maccari e Furio Scarpelli.

"La terrazza" (1980)

Premiato per la migliore sceneggiatura e per la miglior attrice non protagonista a Carla Gravina al Festival di Cannes, La terrazza è una sincera e pungente autocritica della borghesia intellettuale. Su una terrazza romana si incontrano periodicamente vecchi amici e colleghi, che discutono, si raccontano, bisticciano. Da questo quadro si sviluppano poi storie diverse, una incentrata su uno sceneggiatore a corto di ispirazione. Satira sociale lucida e acuta, è stata scritta da Scola con Age & Scarpelli. Nel cast Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Jean-Louis Trintignant, Marcello Mastroianni

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