Cinema

«Black Widow», che bello rivedere Scarlett Johansson - Recensione

Finalmente al cinema il film Marvel bloccato dalla pandemia. Dedicato alla Vedova Nera, è un intrattenimento spensierato senza grandissimi pregi, tra action, commedia e dramma famigliare. Florence Pugh sembra prendere il testimone di Scarlett: ci mancherà

Vedova Nera è tornata, con quel suo mix di freddezza, ironia pungente e sensualità. Purtroppo non è resuscitata e non si annullano gli esiti di Avengers: Endgame, ma l’eroina della Marvel interpretata da Scarlett Johansson finalmente arriva al cinema con Black Widow (dal 7 luglio nelle sale italiane), diretto dall’australiana Cate Shortland. Protagonista femminile, mano di donna alla regia.

Black Widow, ventiquattresimo film dell’Universo Marvel Cinematic, ha avuto una distribuzione travagliata, come sono stati travagliati gli ultimi diciotto mesi di quasi tutti su questa Terra. L’uscita del film era inizialmente prevista per il 29 aprile 2020 in Italia, per il 1º maggio 2020 negli Stati Uniti, ma sappiamo come il Covid abbia stravolto ogni programmazione. Ora l’arrivo in sala di Black Widow è un ennesimo tentativo dell’industria cinematografica di ritornare alla normalità, dopo che già sono stati rilasciati due film dall’alto profilo commerciale come Crudelia e Monster Hunter. Crudelia, uscito il 26 maggio, al 7 luglio è il film ad aver incassato di più in Italia nel 2021, 2.174.001 euro (secondo l’horror The Conjuring - Per ordine del diavolo con 2.004.738 e terzo il premio Oscar Nomadland con 1.483.031), una cifra esigua e figlia dei tempi, che un film Disney normalmente avrebbe raccolto in meno di un weekend (Maleficent 2 incassò 4.162.898 euro nel primo weekend di uscita, in quattro giorni).

Temporalmente, i fatti narrati in Black Widow si collocano subito dopo gli eventi di Captain America: Civil War (2016), quando i Vendicatori si erano divisi, litigando tra di loro, un gruppo in appoggio a Captain America, un altro al fianco di Tony Stark, in un tripudio di grandi ego e grandi poteri. Natasha Romanoff aveva scelto la parte giusta, quella di Tony, da sempre il più gigione ma anche impareggiabile in ascendente e simpatia.

Eccoci quindi con Natasha, la Vedova Nera di Scarlett Johansson, ricercata dal segretario di Stato americano e in fuga, prima in Norvegia, quindi a Budapest, infine il ritorno in Russia. Come ogni primo film monografico fa, infatti, Black Widow va alle origini del personaggio inquadrato, l’assassina russa, ex spia al servizio del suo Paese. Nei precedenti film Natasha Romanoff è stata criptica sul suo passato, pur lasciando intendere un bagaglio pesante e tormentato. Ecco, ora scopriamo di che si tratta. Una famiglia strana (eufemismo), con Rachel Weisz e David Harbour come «genitori», una sorella non meno battagliera di lei con cui ricostruire (Florence Pugh, che ritroveremo nella mini serie tv Marvel Hawkeye, Occhio di falco), una Stanza Rossa che cancella personalità e alleva donzelle come macchine da guerra senza libero arbitrio. Non può che essere Natasha l’eroina che farà di tutto per distruggere questa sommersa impalcatura del male, manovrata dalla Russia da una sua vecchia conoscenza senza scrupoli, Dreykov (Ray Winstone).

Avrà come alleata la sorella Yelena, con cui ha un rapporto di odio amore intervallato da colluttazioni all’ultimo calcio e arma. Yelena sembra destinata a raccogliere il testimone di Natasha: ma può Florence Pugh, che fu Lady Macbeth dal carisma pericoloso nel 2016, farci rassegnare all’assenza di Scarlett Johansson? No, non può, anche se la ragazza se la cava.
La componente comica più smaccata è affidata a David Harbour, l’Hellboy del film del 2019, che spesso coglie il segno, soprattutto quando è in versione buffamente nostalgica. È lui Red Guardian, la controparte russa di Captain America.

In equilibrio tra dramma familiare e thriller di spionaggio, sempre con abbondanti spruzzate di leggerezza tipica della Marvel, Black Widow è intrattenimento che scorre via spensieratamente, senza annoiare, pur non mostrando grandissimi pregi. Probabilmente non sfrutta appieno il potenziale narrativo della Vedova Nera e non rende onore allo charme del personaggio, ma è un soddisfacente mix di commedia, dramma e, naturalmente, azione. E la tutina bianca indossata da Scarlett ha molto fascino.

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