L’arte nel vino raccontata da Ca' del Bosco
Maurizio Zanella (Ca' del Bosco)
L’arte nel vino raccontata da Ca' del Bosco
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L’arte nel vino raccontata da Ca' del Bosco

L’etichetta Ca’ del Bosco si distingue nel territorio di Franciacorta come prodotto premium pioniere fin dal 1968, grazie alla passione e alla ricerca iniziata da Maurizio Zanella, attuale presidente e fondatore.

Accanto alle botti e alle bottiglie che producono un Franciacorta dal finissimo perlage, ma anche un bianco Chardonnay e un rosso di tutto rispetto, un percorso fotografico ritrae i personaggi chiave protagonisti dell’eccellenza enologica dell’azienda, che ha saputo valorizzare al massimo le qualità e la tipicità delle uve e della coltura della vite.

In primo piano, Annamaria Clementi Zanella, l’imprenditrice che acquista ad Erbusco la casa di collina, chiamata localmente "ca’ del bosc", immersa in un fitto bosco di castagni e ha l’idea di impiantarvi un vigneto, credendo fermamente nel figlio, Maurizio Zanella, per la gestione di un possibile progetto vitivinicolo.

Uno dei pochi imprenditori del vino, all’epoca, a frequentare con vero interesse le caves della Champagne e mantenere l'approfondimento enologico in Francia, un percorso di continui viaggi fino alla proposta di reclutare lo chef de cave di Reims specializzato nel Dom Pérignon di Moet&Chandon, André Dubois, che starà sette anni in loco a Cà del Bosco a rivoluzionare e dirigere la produzione di un Franciacorta di grande qualità.

I primi tre spumanti, Brut, Dosage Zéro e Rosé, sono pronti già alla fine degli anni Settanta, mentre la versione Crémant, esce sul mercato nel 1980.

Dal 1985 l’enologo di Ca’ del Bosco è Stefano Capelli, che ha mantenuto l’eredità di Dubois ma ha introdotto sistemi innovativi di lavorazione e attrezzature dal brevetto esclusivo, arrivando a gestire una superficie di 20.000 mq di materia prima inserita armoniosamente nel paesaggio delle colline moreniche.

L’accoglienza dell’uva è super organizzata, classificata a seconda del vigneto di provenienza e sistemata in apposite celle di raffreddamento in attesa di ulteriore selezione e pigiatura con presse progettate su specifiche peculiari dell’azienda.

Il mosto passa nei tini di fermentazione per caduta dall’alto, in maniera piramidale, utilizzando la gravità naturale, scelta che accompagna anche diverse fasi di lavorazione in cantina.

Uno speciale sistema di nebulizzazione del vapore acqueo permette di tenere costante il livello di umidità necessario al corretto affinamento del vino nelle barricaie e in piccole botti di rovere, con un viaggio enologico materico ideale: acciaio, legno, sasso, vetro.

La fase estetica di imbottigliamento, etichettatura e confezionamento, è gestita con altrettanta minuziosa attenzione, a sigillare gli unicum e i cuvè derivati da uve di Merlot, Nebbiolo, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Barbera, dalla vita longeva.

L’arte di fare il vino con questa signature tutta familiare si accompagna al racconto vino, del paesaggio e degli uomini, unita con il mondo dell’arte, passione di Maurizio Zanella che, negli anni, commissiona un vero e proprio parco d'arte contemporanea in e all'esterno dell'azienda e del sito produttivo di oltre 200 ettari a ridosso del lago d’Iseo.

Il "Cancello solare" è la prima scultura posta all’ingresso ad accogliere gli ospiti, realizzata da Arnaldo Pomodoro nel 1987, omaggio al sole che riscalda e nutre i dolci colli e l’uva di Ca’ del Bosco.

Igor Mitoraj con "Eroi di Luce", "Codice genetico" di Rabarama, "Elogio dell’Ombra" di Bruno Romeda ed "Egg concept" di Spirito Costa, sono alcune sculture che dialogano con la proprietà interna, in un continuo gioco di richiami alle fasi di vinificazione, alla natura e al tempo.

All’interno delle cantine, campeggia dal soffitto "Il peso del tempo sospeso" di Stefano Bombardieri, imponente rinoceronte che dall’alto presiede l'area di vinificazione, una ‘spa dell’uva’ futuristica, unicum tecnologico in Franciacorta, che include la macchina per il lavaggio degli acini, passaggio distintivo del vino Ca' del Bosco e tra i pochi esempi similari al mondo incluso in moderne e avanzate cantine.

"Water in Dripping" di Zheng Lu è l’ultima meraviglia artistica che unisce l’arte del vino, la scultura e i testi letterari cinesi del poeta Bai Juyi, una torreggiante installazione eterea che sembra un liquido sospeso e poi esploso in flussi e bolle che avvolgono le botti d’acciaio e le animano. Trovata in una galleria di Hong Kong e commissionata all’artista, invitato direttamente in cantina da Maurizio Zanella.

Il resto della storia di Ca' del Bosco, quello più intimo e personale, ora si apre alla narrazione con un’altra sfaccettatura artistica però dell’epoca digitale, i podcast, realizzati con la collaborazione di Chora media, azienda specializzata del settore, nata nel 2020 da Guido Brera, Mario Gianani, Roberto Zanco e Mario Calabresi.

Queste narrative autentiche, chiamate le "Vite Nel Bosco", raccontano in quattro episodi, con la voce della modella e showgirl Martina Colombari e dell'attore Pierfrancesco Favino, la storia rocambolesca e rivoluzionaria della cantina franciacortina Ca’ del Bosco, attraverso interventi di familiari, amici, soci e personaggi di spicco della storia italiana che hanno assistito e reso possibile la realizzazione di questa piccola realtà diventata grande nel mondo, estratta in un racconto personale dal diario di Maurizio Zanella, l’uomo che ancora oggi è alla guida di una delle aziende simbolo del Made in Italy.

I podcast, scritti da Anita Franzon con la supervisione editoriale di Sara Poma, prodotti da Anna Nenna, Guido Bertolotti, Francesco Cego e Francesco Ferrari per Frigo Studio, sono disponibili su tutte le app free (da Spotify, Apple Podcast, Spreaker, Google Podcast), su choramedia.com e sul sito di Cà del Bosco.

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