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Televisione

Amadeus: «Non farò Sanremo nel 2022»

L'ad Rai Salini consegna virtualmente le chiavi dell'Ariston a lui e a Fiorello ma il conduttore declina: «Sono onorato ma non ci sarà il mio ter. Magari torneremo più avanti», spiega a Panorama.it

«No, non farò Sanremo per la terza volta». Amadeus è stanco ma felice. Felice di aver portato a casa un Festival che più complicato di così non poteva essere: niente pubblico all'Ariston, taglio di un milione di euro al budget, ospiti saltati, altri molto attesi che hanno declinato (per paura del Covid), i numeri della pandemia in risalita che tornano a terrorizzare gli italiani. Ha schivato la «tempesta perfetta», ha concluso Sanremo 2021 con ascolti in risalita dopo un inizio complicato (quasi 11 milioni e il 53,5% di share per la finale, oltre 13,2 solo nella prima parte) e ora si prepara a tornare alla sua normalità. Nonostante il pressing dell'ad Rai Salini, lui e Fiorello hanno declinato l'offerta di condurre il Festival anche nel 2022. A Panorama.it, che l'ha raggiunto telefonicamente poche ore fa, spiega perché.

Amadeus, con una mossa a sorpresa Salini vi ha messo in mano le chiavi del prossimo Sanremo. Contento?

«Sono onorato di questa proposta ma non ci sarà un mio ter all'Ariston, almeno non il prossimo anno. Quando hai fatto due edizioni così storiche, ci vuole un progetto forte per tornare. Magari lo rifaremo quando avremo 70 anni, come ha detto Fiorello».

Di solito si aspetta la conferenza della domenica mattina per parlare del futuro, lei invece ha spiazzato tutti rivelando la sua decisione a poche ore dalla finale. Perché?

«L'ho detto perché è una cosa che io e Fiorello avevamo già deciso, ancora prima di iniziare questa seconda avventura. Non volevo che fosse una decisione del giorno dopo presa sull'onda degli ascolti, né mi interessava uscire da trionfatore».

A proposito di ascolti: dopo una partenza lenta, sono cresciuti.

«Sì. Però ripeto ciò che ho detto in questi giorni: non basta fermarsi ai freddi numeri perché parliamo di un'edizione andata in onda in un contesto straordinario, in piena pandemia, completamente svuotato dall'evento, con una tensione sociale forte. Per questo ho provato una punta di fastidio per certe critiche superficiali».

Cos'è che l'ha infastidita?

«Faccio questo mestiere da trent'anni e più, sono ovviamente abituato alle critiche e le rispetto. Ma difendo con le unghie il lavoro mio e della mia squadra. Non mi piace l'assenza di obiettività nella lettura delle cose: la mattina dopo la prima puntata, ho letto giudizi tranchant per via degli ascolti, ma un programma che non funziona non cresce e invece Sanremo 2021 è salito».

Mi dice cos'ha provato scendendo le scale dell'Ariston la prima sera e trovandosi di fronte la platea vuota?

«Un pugno allo stomaco, una sensazione sbalorditiva che non scorderò mai. Durante le prove c'erano sempre un po' di tecnici e persone dello staff sedute in teatro, invece in diretta non c'era nessuno. Quando è finita la sigla, Fiorello ed io ci siamo guardati in faccia e io mi sono detto: "Adesso cosa facciamo?". Ci hanno salvato l'alchimia e l'amicizia».



Poche settimane fa si è beccato del capriccioso perché ha puntato i piedi per avere 300 infermieri e medici vaccinati in sala.

«Non era un capriccio e non ho mai detto "mollo tutto, basta". Ma sapevo che il pubblico non è contorno, è parte dello spettacolo, ti guida, ti fa capire quando dare ritmo, ti dà un responso immediato, ti dice che direzione prendere. All'inizio è stato come guidare nella nebbia. Poi è andata scemando, abbiamo preso la misura».

Si è sentito supportato dalla Rai? In molti hanno notato il silenzio dell'ad Rai Fabrizio Salini, in questi giorni.

«Assolutamente sì. I rapporti con Salini sono ottimi, c'è sempre stata disponibilità e collaborazione massima. Altrimenti non mi avrebbe chiesto di fare Sanremo per il terzo anno consecutivo».

A proposito di Sanremo 2022: se lo immagina un Festival con una guida femminile?

«Sarà la Rai a decidere, non io a dare suggerimenti. Ma penso che ci siano diverse colleghe che potrebbero farlo bene. Da parte mia, sono felice delle coprotagoniste di questa edizione, tutte artiste e donne di talento e professionalità».

Mi dice qual è stato il suo momento più bello di questa settimana?

«Difficile rispondere. Ho assaporato tutto, ho assorbito ogni sensazione, anche quelle più stranianti, sul palco e dietro le quinte. Ma l'emozione più forte l'ho vissuta in camerino: ieri sera, prima di iniziare, io e Fiorello ci siamo abbracciati fortissimo. Per me è un fratello».



Due curiosità finali: quanti tamponi ha fatto nelle ultime tre settimane?

(ride) «Non ho tenuto il conto. Di sicuro tre negli ultimi tre giorni. Psicologicamente quel "negativo" è importante, soprattutto per me che sono ipocondriaco».

Come l'ha tenuta a bada l'ipocondria nell'ultimo anno?

«Fino al 4 maggio scorso nemmeno uscivo di casa. A Roma abito lontano dal centro e quando sentivo fuori cancello qualcuno che passava, rientravo in casa perché ero terrorizzato. Poi ho dovuto trovare un equilibrio per vivere serenamente ma sono sempre in modalità super attenta».

Archiviato Sanremo, la prima cosa che farà lunedì mattina?

«Niente, assolutamente niente. Per qualche giorno voglio staccare da tutto e metabolizzare le emozioni di questa settimana straordinaria».

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