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Televisione

Netflix aumenta i prezzi degli abbonamenti: rialzo anche in Italia?

La piattaforma aggiorna i prezzi negli Stati Uniti e in Canada, con rincari che riguardano tutti e tre i tipi di abbonamento. Il rincaro italiano è recente, a ottobre 2021, ma presto potrebbe esserci un nuovo aumento dei costi anche da noi e nel resto d'Europa

Dopo il «caro bollette» c’è un altro possibile aumento che aleggia nell’aria e che presto potrebbe pesare sulle tasche degli italiani o quanto meno su quelle dei quattro milioni di abbonati a Netflix nel nostro paese (per altro, raddoppiati in pochi anni). La piattaforma ha infatti appena annunciato l’aumento dei prezzi degli abbonamenti negli Stati Uniti e in Canada e secondo diversi analisti il contraccolpo potrebbero subirlo presto anche gli utenti del mercato italiano ed europeo. Tradotto in altri termini, a un rincaro in America ne segue quasi sempre uno anche in Italia.

Netflix, l’ultimo rincaro degli abbonamenti in Italia

Non è dunque questione di se ma di quando e quanto. L’ultimo rincaro che ha interessato l’Italia è piuttosto recente, ottobre 2021, con il piano Base rimasto invariato a 9,99 euro, lo Standard (che prevede due dispositivi in contemporanea e Full HD) cresciuto a 12,99 euro e il Premium (quattro dispositivi connessi e 4K) salito a 17,99 euro. Quando Netflix debuttò da noi, nel 2015, il Base costava 9,99, lo Standard 10,99 euro e il Premium 11,99 euro poi si sono registrati aumenti biennali, nel 2017, nel 2019 e poi pochi mesi fa, quasi sempre a distanza ridotta da quelli avvenuti oltreoceano. Proprio questo fa presupporre che presto toccherà anche agli utenti italiani ed europei.

La situazione in America

In America è la settima volta che il colosso dello streaming ritocca le sue tariffe. «Aggiorniamo i nostri prezzi in modo da poter continuare a offrire un’ampia varietà di opzioni di intrattenimento di qualità», ha spiegato un portavoce dell’azienda, che deve fronteggiare una concorrenza sempre più feroce. Così Netflix ha aumentato l’abbonamento Base di un dollaro, arrivando a 9,99 dollari al mese, lo Standard a 15,49 dollari al mese e il Premium a 19,99 dollari mensili. Aumenti che colpiranno da subito i nuovi iscritti, mentre per gli abbonati la progressione sarà graduale.

Cosa accade a Prime, Dazn e alle altre piattaforme?

L’aumento del costo degli abbonamenti di Netflix avrà delle ripercussioni in Italia sulle scelte dei competitor più o meno indiretti. Per ora pare di no. Amazon Prime Video non ha ritoccato i prezzi all’insù neppure dopo l’acquisto dei diritti per le sedici migliori partite della Champions League – restando a 3,99 euro al mese e a 36 euro l’anno – e non ha comunicato sovrapprezzi per il 2022. Sulla scia di Netflix, Disney+ aveva invece già ritoccato a fine 2021 il costo di circa tre euro, passando a 8,99 euro al mese o 89,99 euro all’anno e aumentando però la sua offerta con i nuovi contenuti originali del segmento Star (che include anche le prime nuove produzioni italiane, tra cui Le fate ignoranti-La serie). L’aumento con il più alto tasso di polemiche ha riguardato Dazn, che dopo l’acquisto del pacchetto di diritti della Serie A ha annunciato l’upgrade a 29,99 euro al mese e poco dopo la “battaglia” alla doppia utenza (per stroncare di fatto gli abbonamenti condivisi), ritrattata in parte con l’annuncio che due device diversi possono connettersi in simultanea e vedere contenuti diversi ma solo se collegati alla stessa rete.

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