Le Iene per Nadia: tutto sullo speciale dedicato alla Toffa
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Le Iene per Nadia: tutto sullo speciale dedicato alla Toffa
Televisione

Le Iene per Nadia: tutto sullo speciale dedicato alla Toffa

Mediaset ricorda la giornalista scomparsa un anno fa con una puntata in onda giovedì 13 agosto su Italia 1. Nello speciale anche la sua prima conduzione, i servizi cult, il tributo delle 100 Iene e le testimonianze inedite di chi ha vissuto da vicino la sua malattia

Nadia Toffa se ne andava un anno fa esatto, il 13 agosto 2019, in una notte d'estate calda e piena di dolore, con tutta la voglia di mordere la vita di una ragazza che i quarant'anni li aveva compiuti da pochi mesi. Dodici mesi dopo, in prima serata su Italia 1, Le Iene - la sua seconda famiglia - gli rende omaggio con uno speciale che mescola in maniera unica momenti indimenticabili, grande ironia, i servizi cult, la battaglia contro il tumore affrontata con la grinta di una guerriera, i pezzi forti di dieci anni di carriera vissuti a mille all'ora.

Le Iene per Nadia, lo speciale dedicato a Nadia Toffa

«Credo che se Nadia ci vedesse fare quello che stiamo facendo si ammazzerebbe dalle risate! A un anno di distanza stiamo per farvi vedere qualcosa per cui non siamo assolutamente attrezzati, perché in questo speciale dedicato a Nadia parleranno tutte le persone che hanno lavorato con lei, che normalmente stanno dietro la telecamera non sanno stanno qui, dove sono seduto io e dove non sappiamo stare, ossia davanti. Questa cosa che ci costa moltissimo, come vedrete, la facciamo solo per lei», racconta Davide Parenti, il "papà" delle Iene, alla vigilia dello speciale in onda giovedì 13 agosto, che ha realizzato con Max Ferrigno, storico autore del programma nonché grande amico di Nadia Toffa.

Autori e addetti ai lavori che hanno lavorato con lei e che l'hanno conosciuta bene, racconteranno aneddoti e ricordi su ciò che accadeva davanti e dietro le quinte, in un mega mix di interviste, racconti e immagini che ripercorrono i momenti della vita lavorativa di Nadia, dal primo servizio da inviata alla prima conduzione, dai filmati che l'hanno resa celebre alle testimonianze di chi ha vissuto da vicino la sua malattia, passando per l'emozionante intervista di Silvia Toffanin a Verissimo dopo la scoperta del tumore e ancora il tributo-omaggio che cento iene - tra cui Afef, Claudio Bisio Enrico Brignano, Alessandro Cattelan, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto, Enrico Lucci, Luca e Paolo, Simona Ventura, Fabio Volo - le fecero nell'ottobre del 2019, dopo la sua morte.



Il primo servizio, le inchieste, le aggressioni e il successo

I momenti più significativi dei dieci anni di carriera di Nadia Toffa verranno dunque raccontati nello speciale di Italia 1, tra immagini e ricordi di chi le era a fianco. A cominciare dal debutto, nel 2009, quando realizzò con l'autore Riccardo Festinese il suo primo servizio: «Aveva questa pettinatura pazzesca e parlava un bresciano insopportabile che cercavamo di strapparle via. Davide Parenti mi disse: "prendi questa qui e falle fare questo pezzo"». Il risultato? Un successo. «Quando il suo primo servizio ha funzionato, è stata inarrestabile», rivela l'autore Filippo Casaccia.

Le altre prime volte della Toffa? La prima vera aggressione, subita nel 2011 quando fu assalita da quattro uomini, e ancora le grandi inchieste e le battaglie sociali come quella a Taranto per l'Ilva - documentando le nubi tossiche che si alzavano dall'azienda e le malattie che hanno causato a chi lavora e abita lì attorno - e ancora quella sulla Terra dei fuochi, quando mostrò come il cibo coltivato in quelle terre fosse contaminato e reso tossico a causa dello sversamento di rifiuti accumulatisi nel corso degli anni. E ancora l'inchiesta a difesa del Made in Italy, quella sulla violenza del califfato e l'incontro scontro con Eleonora Brigliadori, che sosteneva di poter allontanare le malattie attraverso il "metodo Hamer" che si basava sull'autoguarigione attraverso la mente.



Il malore, l'operazione e il ritorno in tv

Non poteva poi non esserci un lungo racconto sugli ultimi due anni di vita di Nadia Toffa, a cominciare dal malore del 2 dicembre 2017, quando svenne nella hall di un albergo di Trieste dov'era andata per realizzare un servizio. Racconta Max Ferrigno: «Siamo arrivati all'ospedale di Trieste e lei si è svegliata. Per tranquillizzare un po' tutti abbiamo fatto una fotografia (si riferisce alla foto che ritrae il gesto di "vittoria" che divenne virale nel giro di pochi minuti). E mi ricordo che con lei ridevamo perché mi diceva: "ma pensa se devo fare una fotografia facendo la "v di vittoria" che prende un milione e mezzo di like. Sono la nuova influencer!». In realtà, aggiunge Davide Parenti, «queste due dita a "v" non furono una vittoria ma l'inizio della malattia vera di Nadia». Dopo l'operazione e le prime cure, nel febbraio del 2018 la Toffa decise di tornare in tv e rilevare a tutti ciò che le era realmente accaduto, annunciando di essere malata di cancro.



Seduta alla scrivania al centro dello studio, tra Nicola Savino e Matteo Viviani, la Toffa parlò in diretta tv del suo male schivando retorica chiamando il tumore con il suo nome e spazzando via cliché inutili e frasi fatte. «Quel momento era talmente inaspettato che ricordo che Matteo e Nicola erano completamente di profilo, proiettati verso Nadia, ignari di quanto lei stesse per raccontare», racconta Antonio Monti, regista della trasmissione.

L'ultima apparizione e la morte della Toffa come «lutto collettivo»

Da quel momento la Toffa decise di vivere la lotta alla malattia parlandone apertamente - «non è esibizionismo né un credersi invincibili, anzi: è un diritto a sentirsi umani. Anche fragili, ma forti nel reagire», spiegava, mentre qualche branco di leoni da tastiera sui social arrivavano a minacciarla e riempirla di insulti - anche a costo di essere criticata, come quando disse il cancro era un dono. «Non ho mai detto che il cancro è un dono ma che io ho provato a trasformarlo in un dono», spiegò risoluta. E mentre continuava le cure, ogni settimana in tv sfoggiava una parrucca di colore diverso e e il suo miglior sorriso. «Ma nell'ultimo periodo, ogni settimana, ogni puntata, era sempre più difficile per lei. Si era anche ipotizzato di cominciare la puntata in maniera più tranquilla, tutti seduti al banco, ma lei si è sempre rifiutata, ha sempre voluto fare l'ingresso ballato«, ricorda il regista Antonio Monti.



L'ultima puntata che riuscì a fare fu quella del 5 maggio 2019, «data che corrisponde anche all'ultima volta in cui, molti di noi, l'hanno vista. Lei normalmente entrava in scena camminando, però non riusciva più a farlo, per cui, con le telecamere spente, l'aiutammo a raggiungere il centro del palco. Partì il balletto e lei era presente, non in grado di muoversi, ma in grado di sorridere», rivela Parenti. Tre mesi dopo, il 13 agosto 2019, arrivò la notizia della sua morte che venne vista come un lutto collettivo, come se a morire fosse stata la vicina di casa, l'amica che non vedi spesso ma che senti come parte della famiglia. «Questo perché la sua voglia di mordere la vita era arrivata a tutti, anche a chi non la conosceva. E perché ha dimostrato che della malattia di può parlare senza nascondersi dietro la retorica polverosa» spiega a Panorama Max Ferrigno.


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