Iva Zanicchi
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Televisione

Iva Zanicchi: «L'Isola dei Famosi, Zorzi, la politica e il mio show musicale»

Intervista a tutto campo alla cantante, che lancia un nuovo singolo e debutta su Italia1 in Venus Club con la Maionchi. «I naufraghi del reality? Sono mosci. Nessuno scontro con Tommaso. Berlusconi? Non lo sentivo da tempo ma mi ha commosso con un regalo»

Iva Zanicchi è un fiume in piena. 81 anni e l'energia di una trentenne. Bacchetta i concorrenti dell'Isola dei Famosi, di cui è opinionista formando un inedito trio con Tommaso Zorzi ed Elettra Lamborghini, sta scrivendo un libro (la cui idea le è scattata mentre era ricoverata in ospedale a causa del Covid), sta per debuttare con il nuovo late show di Italia1 Venus Club, con la Maionchi, e ha pure lanciato un nuovo singolo, Amore mio malgrado, uscito il 30 aprile. «Ma ho ancora un sacco di progetti, l'anagrafe non mi ferma», dice dopo la puntata del giovedì sera del reality di Canale 5, condotto da Ilary Blasi. Dalla tv alla politica, dalla morte dell'amica Milva allo show sulla sua carriera, ecco cos'ha raccontato a Panorama.it.

Iva lei è un'opinionista spietata. Dei concorrenti dell'Isola ha detto: «Non valgono una cicca».

«Piangono, si disperano, litigano per un pugnetto di riso. Non sono stupida, capisco che sia difficile vivere come vivono loro ma questi stanno in Honduras, uno dei mari più pescosi del mondo, e non riescono a pescare nulla? Perché non vanno nella collina a prendere bacche?».

Il rischio è l'intossicazione, come fece Ana Laura Ribas.

«Ma almeno ci provino: mia mamma ha vissuto la guerra sull'Appenino emiliano. Quando non c'era niente da mangiare andavano nel bosco a raccogliere radici».

Troppo mosci, insomma, e le dinamiche ne risentono.

«Devono darsi una mossa. Sono spenti ed è un peccato: il successo dell'Isola dei Famosi dipende soprattutto da loro».

Chi le piace?

«Pochi, perché mi sembrano più attenti a non farsi nominare che altro. Ammiro questa Beatrice Marchetti, la modella che vive su un'isola a parte: si è accesa il fuoco, non si lamenta. Mi piaceva Vera Gemma: una sanguigna, una che se ti deve mandare a quel paese, ti ci manda. Mi spiace che stiano uscendo i personaggi più forti. Come Paul Gascoigne: non capivo niente quando parlava però mi divertiva».

Gilles Rocca invece parla talmente tanto che Ilary Blasi ha fatto finta di svenire.

«Mi sono ammazzata dal ridere. Lunedì scorso si è rifiutato di baciare Francesca Lodo per un gioco. "Psicologicamente non me la sento perché sono fidanzato". Ma era un bacio sottacqua, doveva solo appoggiare le labbra. Li manderei tutti a quel paese».

Dica la verità: gli ultimi arrivati li conosceva?

«Si figuri, non ne conoscevo mezzo. Poi mi hanno dato le loro schede e ho studiato i personaggi. Ma appartengono a un mondo lontano dal mio».

È vero che c'è maretta tra voi opinionisti? Dicono che lei e la Lamborghini non avreste apprezzato il fatto che Zorzi venga pagato di più.

«Balle. Nessuno può dire quanto guadagno perché ho un contratto in esclusiva con Mediaset, non saprei quantificare nemmeno io. Le chiacchiere non m'interessano».

Il rapporto con Zorzi?

«Ottimo.È intelligente, ha buona dialettica e ha molto rispetto per me. Mi sto affezionando tanto che quest'estate ci vedremo a Ligonchio visto che sua mamma è nata a quattro chilometri dal mio paese».

Della Lamborghini cosa l'ha colpita?

«È l'opposto di come appare: ha una fisicità importante, carnale ma in fondo è una bambina tenera. L'altra sera Fausto, il mio compagno, mi ha detto: "Ma chi è quella ragazzina?". Struccata, sembra ancora più piccola».

Le piace come cantante?

«Quando uno mi dice cantante, io parto da Maria Callas in giù. Non credo ambisca a essere una cantante di voce ma la sua musica oltre ad essere gradevole è un prodotto ben fatto e piace ai giovani. Sa a che pubblico parla e avrà ancora più successo».

È più facile fare l'opinionista all'Isola o al Gf?

«Al Gf è più semplice perché l'ambiente è comodo, infatti nascono amori, amicizie e si creano dinamiche continue. Puoi anche infierire un po', tanto stanno al caldo e sotto un tetto. Cosa vuoi dire a questi che litigano per mezza cipolla? Non si può essere caustici più di tanto».

Alla conduzione meglio Barbara D'Urso o Ilary Blasi?

«Sono molto diverse ma entrambe brave. Barbara è viscerale, partenopea. Ilary è ironica e ha un grande pregio: non è mai nervosa o agitata, e guardi che condurre tre ore di Isola è faticosissimo. Lei non l'ho mai sentita alterata o nervosa e infatti in studio c'è un clima di grande rilassatezza, cosa rara in tv dove di solito sono tutti isterici».


Tommaso Zorzi, Elettra Lamborghini, Ilary Blasi e Iva ZanicchiUfficio Stampa Mediaset


Ci aspettavamo scintille tra le e Daniela Martani, considerata una paladina no vax, e invece è stata molto soft nei suoi confronti.

«Guardi, io volutamente non ho toccato certi tasti. Non che mi abbiano chiesto di non farlo, sia chiaro, ma ho intuito che era meglio tacere perché ci sarebbe stato da troppo dire ».

Lei non solo ha avuto il Covid ma suo fratello è morto proprio a causa del Coronavirus.

«Ripeto: lei non ha toccato quei temi ed io ho evitato di parlarne visto il contesto in cui eravamo».

Ma secondo lei era giusto che partecipasse?

«Non entro nel merito delle scelte. Di certo non l'hanno chiamata perché è vegana ma perché ha fatto del suo essere contro tutto - anche contro i vaccini – un personaggio. Per altro per il pubblico era un'emerita sconosciuta: mia sorella manco sapeva chi fosse».

Curiosità: che fine ha fatto lo show di Canale 5 per celebrare i suoi 80 anni, previsto per maggio?

«Aspettano i 90 (ride). Scherzi a parte, il Covid ha bloccato tutto. Io ho detto: «Ho bisogno del pubblico». Non voglio mille persone in studio ma duecento sì. Si farà più avanti, con l'orchestra e tanti ospiti, e sarà un racconto inedito della mia vita. L'acqua calda l'hanno scoperta, ma penso di poter fare un buon prodotto ».

La Rai ha celebrato da poco la Pravo, i Ricchi e Poveri e la Bertè. Lei era stata contattata?

«C'era stato un abboccamento, prima che firmassi con Mediaset. Ma sono giovane, magari lo faremo più avanti».

Intanto sarà nel cast di Venus Club, il nuovo late show di Italia 1 condotto da Lorella Boccia.

«Mi ha colpito perché è una brava, va spedita senza bisogno del gobbo, è preparata e carina. Io e Mara Maionchi saremo le guastafeste, facciamo domande, interagiamo con lei e gli ospiti».

Cosa vi accomuna?

«Non abbiamo peli sulla lingua e abbiamo un'età in cui possiamo dire quello che vogliamo. Anche se le nostre figlie ci rimproverano sempre: non dite troppe parolacce in tv».

Chi ne dice di più?

«Io cerco di seguirla ma lei mi batte. Io mi fermo al vaffa. Ma Mara è una donna viscerale, tosta e ha un pregio: non è mai volgare».


Iva Zanicchi, Lorella Boccia e Mara MaionchiUfficio Stampa Mediaset


Lei pensa di aver più dato o ricevuto dalla tv?

«Ho più ricevuto. Per tredici anni sono entrata nelle case degli italiani con Ok il prezzo è giusto, pensi che noia. Ancora oggi quando passo mi urlano "cento, cento". Posso dire che mi ha valorizzato più Mediaset che la Rai, che al massimo mi ha dato un programma di quattro puntate negli anni '70. Ma non mi lamento».

Pochi giorni fa è morta la sua collega e amica Milva. Lei ha detto: «È stata ingiustamente dimenticata».

«E sono stata criticata pur avendo detto la verità: da quando si è ritirata dalle scene, a parte una puntata di Techetechetè, non hanno mai fatto uno special o un omaggio. È stata trascurata ma lei era un'artista enorme, una delle poche italiane che davvero ha cantato nel mondo».

È un vizio italiano dimenticarsi dei grandi artisti?

«Ricordarsi di tutti è impossibile, ovvio, ma io dico che dobbiamo rendergli omaggio quando sono in vita. Per dare un premio alla carriera a Milva, a Sanremo, si è mobilitato Malgioglio e mezzo web e ci si è arrivati solo grazie alla sensibilità di Baglioni».

A proposito di Sanremo: ci torna o ha chiuso?

«Sono nata su quel palco e sono stata un cavallo vincente. Lo amo ma ora non saprei. Diciamo che ho chiuso male col Festival e mi piacerebbe chiudere il cerchio in un altro modo».

Dalla politica invece ha più dato o ricevuto?

«Ho sicuramente dato molto, facendola con convinzione e passione, e ho ricevuto poco. Ma è un capitolo archiviato».

Oggi con Silvio Berlusconi che rapporto ha?

«È sempre stato ottimo, già quando era un imprenditore. Gli voglio bene e gli sono riconoscente. Poi ci siamo un po' allontanati, perché negli ultimi anni non è stato facile parlare con lui. Ma di recente ha fatto una cosa che mi ha commosso: si è fatto vivo, mi ha mandato un biglietto affettuosissimo e un regalo che terrò molto caro».

Ha detto che alle prossime elezioni voterà la Meloni.

«Non lo so chi voterò, a dire il vero. Berlusconi non lo tradirò mai ma non mi piacciono certe persone che ha intorno. Quanto alla Meloni, ha dimostrato di conoscere e sapere parlare al suo elettorato. Un leader che riesce a imporsi qualcosa in più ha, così come Salvini e Grillo – parlo di quello degli inizi in politica - e Berlusconi».

Lei stima la Meloni ma è partita dalle Feste dell'Unità.

«Da Emiliana, sempre stata in contato con il Partito Comunista. Poi incisi un disco con Mikis Theodorakis, compositore greco ed eroe della sinistra: quando venne a Roma, mi scrisse una dedica bellissima dicendo che la mia voce aveva incontrato la sua musica».

E cosa accadde?

«Fiume amaro vendette un milione di copie e i comunisti dissero: "Questa è dei nostri". Così per anni ho fatto tutte le Feste dell'Unità e, scherzando ma non troppo, dico che con quei soldi mi sono costruita la casa. In realtà non mi ero mai schierata con nessuno, ma loro mi consideravano una loro bandiera»

Invece cosa votava?

«Dc. E infatti contemporaneamente facevo anche le Feste dell'amicizia».

Bipartisan, insomma.

«Sì, ma poi combinai un disastro. Alle Feste dell'Unità mi chiedevano sempre Bandiera rossa, ma io mi rifiutavo. Una sera, non so perché, presi il microfono e dissi: "Questa sera ve la canto". Peccato che fossi a una Festa dell'amicizia. Mi hanno odiato».

Dal passato al futuro: il grande sogno ancora da realizzare?

«Ho avuto il Covid e la morte di mio fratello mi ha sconvolto. In quei dieci giorni in ospedale non ho mai pensato di morire, sentivo che ce l'avrei fatta: la mia forza è stata cominciare a scrivere il mio quarto libro, un romanzo d'amore che parte dal legame tra un nonno e un nipote. Ecco, il mio sogno è finire il libro e anche il nuovo disco che sto realizzando: ho appena lanciato un singolo, Amore mio malgrado, e ho girato il video nel teatro di Piacenza. Non sarà di certo l'anagrafe a fermarmi».

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