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Televisione

Alessio Viola: «La mia nuova sfida, la svolta pop e la pausa dal tg»

Intervista al giornalista e conduttore di SkyTG24 che venerdì 12 giugno debutta in seconda serata con Venti20, su TV8. Dal 29 giugno condurrà poi Ogni Mattina, in coppia con Adriana Volpe. «La svolta generalista è la mia nuova avventura professionale»

Interrogarsi sul futuro guardando al passato e analizzando il presente. È questo forse il più ambizioso obiettivo di Venti20, il nuovo programma di TV8 al via da venerdì 12 giugno in seconda serata, tra interviste inedite, immagini di repertorio e incontri con i protagonisti al centro di fenomeni mediatici. Alla conduzione c'è Alessio Viola, tra i volti più popolari di SkyTG24, che si prepara a un'estate di lavoro e a un'inattesa svolta pop: dopo anni da mezzobusto e inviato, sarà infatti alla guida di Ogni Mattina, il nuovo contenitore di Tv8 che co-condurrà dal 29 giugno prossimo con Adriana Volpe.

Alessio, Venti20 è un viaggio al centro degli avvenimenti più importanti d'inizio millennio. Con cosa partire?

«La prima puntata racconta l'impensabile e il titolo che abbiamo dato è Everything is possible: si comincia dalla pandemia di Covid 19 che ha colto di sorpresa il mondo intero, passando per l'attentato alle Torri Gemelle, le dimissioni di Papa Ratzinger, il drammatico naufragio della Costa Concordia. Abbiamo dato un ordine ai fatti e agli aventi, realizzando un piccolo viaggio che parte da alcuni fenomeni per capire come siamo fatti oggi».

Politica, rapporti interpersonali, fenomeni tv: c'è dentro di tutto. Qual è stato l'evento emotivamente più interessante da rivivere?

«Non ce n'è stato solo uno. Di sicuro l'Italia campione del mondo nel 2006, l'elezione di Obama e poi ancora gli anni che hanno preceduto la caduta di Berlusconi. Sul fronte tv, invece, l'arrivo del Grande Fratello che in qualche modo ha anticipato la società dell'immagine e come si è declinata sui social».

Venti20 lo avete realizzato prima del lockdown?

«Quasi tutto. A un certo punto abbiamo dovuto stoppare la produzione e l'abbiamo ripresa quando è stato possibile. Tant'è che anche la messa in onda è stata rimandata. Non c'è uno studio, è tutto realizzato in giro per l'Italia».

Questo programma spiana la strada al tuo arrivo su TV8, di cui sarai uno dei volti di punta. È la tua svolta generalista dopo quindici anni a Sky.

«Il primo progetto per cui sono stato chiamato è Venti20, contestualmente hanno messo a punto un piano di sviluppo di alcune fasce del canale e sono stato coinvolto. "Sporchiamoci le mani nella generalista", mi sono detto. Ma del resto anche a SkyTg24 mi hanno sempre permesso di spaziare: non mi sono mai fossilizzato su un tema, mi piace raccontare tutti i colori».

Non ti spaventa la sterzata pop con Ogni Mattina?

«Un po' sì, anche sono forte di tanta esperienza. Spazieremo dall'attualità al costume ed è una bella sfida: è un territorio nuovo e ma mi piace misurarmi con un linguaggio diverso. Mi sento come gli U2 quando hanno fatto il Popmart Tour».

Come ci si prepara a una maratona quotidiana di quattro ore?

(ride) «Ancora non lo so ma sono abituato alle maratone: detengo il record a Sky, visto che sono stato in onda per otto ore consecutive, con qualche pausa, durante lo speciale sui 50 anni dal primo sbarco sulla luna: ringrazio per altro Giuseppe De Bellis (il direttore di SkyTG24, ndr) che ebbe quell'idea. In generale, il tg ti tempra inevitabilmente a una grande flessibilità mentre con Ogni Mattina la regolarità è assoluta e un po' mi preoccupa. Saranno tre ore e mezza di diretta quotidiana, visto che mezz'ora – dalle 12 – sarà occupata dal nuovo telegiornale di TV8».

Il rapporto con Adriana Volpe, invece, com'è?




«Ci siamo conosciuti pochi giorni fa. Mi piace molto la sua umanità, è garbata e gentile. Mi sono giocato subito le battute sul Grande Fratello: "Come hai fatto a fare il Gf e litigare per i biscotti mangiati di nascosto?", le ho chiesto. Lei è stata al gioco»

Niente battute su Giancarlo Magalli, con cui ha trascorsi professionali "burrascosi"?

«Ancora no, però abbiamo tanti mesi da passare assieme».

Dopo il rodaggio di luglio e agosto, da settembre avrete contro UnoMattina, Mattino 5, Storie Italiane, Agorà, Omnibus, I fatti vostri, Forum e il nuovo programma della Clerici. A chi cercherete di rubare pubblico?

«Speriamo un po' a tutti, visto che il potenziale bacino è ampio e quando si accende una novità di solito c'è curiosità. Ovviamente guardiamo a un pubblico femminile ma TV8 ha anche un target giovane e speriamo di conquistare pure quello».

Chi sono i volti dell'infotainment che stimi di più?

«Ce ne sono tanti. Da Alberto Matano, che conosco, a Marco Liorni, che stimo moltissimo. Ma mi piacciono anche Fazio, i late show e quei pochi spazi di satira in tv».

Quanto durerà questo nuovo esperimento?

«L'idea è quella di continuare fino a Natale poi ci sarà una pausa e riprenderemo nel 2021».

Chi ti segue su Twitter sa che sei un abile battutista. Sarai così ironico anche in diretta?

«Sicuramente uscirà fuori quel lato ma Twitter è un'altra cosa: mi piace l'umorismo ma sono attento a ciò che scrivo, limo e correggo prima di pubblicare. M'incuriosiscono i corti circuiti e i paradossi».

Sei più sarcastico o politicamente scorretto?

«Il politicamente scorretto contempla un'aggressività che non fa parte del mio carattere. Per me i maestri sono Flaiano e Longanesi. Il "cattivismo" a tutti i costi non mi appartiene e forse per questo non ho grandi haters».

Qual era il tuo sogno professionale da ragazzo?

«Non sono tra quelli che "ho sempre avuto il sacro fuoco per il giornalismo": mi piaceva la parola, la scrittura, la pubblicità. Il mio era un sogno realista, sapevo di voler lavorare nella comunicazione».

La scintilla per la tv quando è scattata?

«Da piccolo. Mi ha sempre appassionato, ero ipnotizzato dalla tv e da programmi come Indietro tutta. Ho sempre amato la storia della televisione e una delle cose che più m'inorgoglisce è avere una bellissima amicizia con l'autore Giovanni Benincasa, che considero uno dei numeri uno della tv italiana».

Miti?

«Tanti, da Arbore a Santoro: i suoi scontri durante il berlusconismo spinto erano ipnotici. E poi da romano ero pazzo di Funari e Costanzo: lui è stato capace come pochi di osare mischiando tanti registri diversi».

A te quanto piace osare?

«Molto. Quando ho fatto l'Extra Factor, tempio della leggerezza, la soddisfazione più grande era avvertire che non perdevo nemmeno un pezzo di credibilità. Non c'è una regola, non c'è incompatibilità: mi è sempre piaciuto raccontare registri diversi. Certo, quando si fa il tg è inevitabile fare un passo di lato».

Hai realizzato diversi speciali con grandi artisti della musica e dello spettacolo: l'incontro più emozionante?

«Quello con Corrado Guzzanti, che per me è un mito vero. È stata una soddisfazione pazzesca, lui si è divertito e io gli ho ricordato persino delle battute del suo repertorio. E poi siamo diventati amici: ricevere un suo messaggio su Whatsapp è un'emozione».

A febbraio, invece, è hai dovuto gestire lo spoiler del vincitore di Sanremo 2020: il tg di Sky annunciò la vittoria violando l'embargo e creando il caos in sala stampa.

«Emotivamente è stata un'esperienza orribile. A Sanremo in quella settimana è tutto esasperato: in quel momento ero addolorato perché si era creata una situazione spiacevole, ma ho cercato di mantenere la lucidità. Chiamai subito Milano, risultò l'errore di un nostro redattore e dopo l'incazzatura generale sono salito a leggere una nota ufficiale spiegando com'erano andate le cose. Ripensandoci oggi mi viene da sorridere».

Domanda secca: sei stato corteggiato da altre emittenti?

«È successo in questi anni, sì. Ma sono ancora qui».

Cosa ti chiede la gente quando ti riconosce?

«Prima cose tecniche sulla parabola di Sky, oggi invece sui pacchetti. E la cosa mi fa molto ridere. I più interessati invece mi chiedono come si scrive la scaletta di un tg».

Come t'immagini tra un anno: di nuovo mezzobusto o reuccio dell'infotainment?

(ride) «M'immagino soddisfatto dell'esperienza di Ogni Mattina. Mi butto in una cosa nuova e vediamo come va: non ho mire né ambizioni se non sperimentare, metterci un po' più del mio carattere e farmi conoscere da un altro pubblico».

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