Betty Davis, icona funk
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Betty Davis, icona funk
Musica

Addio a Betty Davis, la rivoluzionaria del funk che ha ispirato Miles Davis

Alla cantante, morta ieri a 76 anni per cause naturali, sono bastati soli tre album in carriera per diventare un simbolo della black music e del femminismo negli anni Settanta

Il mondo della black music piange la scomparsa di Betty Davis, morta ieri a 76 anni per cause naturali. La triste notizia è stata annunciata dalla sua amica Danielle Maggio alla rivista "Rolling Stone". Nata a Durham, nel nord Carolina, il 26 luglio 1945, cantante, musicista, autrice e produttrice, ma soprattutto icona del funk, di cui ha rappresentato il lato più crudo e punk, e proto-rapper per il suo caratteristico modo di cantare, Betty Mabry (questo il suo vero nome) è stata una donna forte e disinibita, lontana anni luce da cantanti rassicuranti come Diana Ross e Dionne Warwick, tanto da diventare, grazie anche alle sue infuocate performance live e alle sue canzoni esplicitamente sessuali (si pensi a Shut Off the Light e If I'm in Luck I Might Get Picked Up) un simbolo delle battaglie femministe negli anni Settanta.

Nel 1964, quando era ancora una modella, debutta nel mondo della musica con il singolo Get Ready for Betty, mentre nel 1968, l'anno in cui sposa Miles Davis, compone la hit Uptown (To Harlem) dei Chambers Brothers, tornata recentemente all'attenzione pubblica grazie alla colonna sonora dello splendido documentario di Questlove Summer of Love. Sono bastati soli tre album, Betty Davis del 1973, They Say I’m Different del 1974 e Nasty Gal del 1975, per entrare nell'Olimpo delle grandi voci black, influenzando ancora oggi numerose artiste r&b contemporanee, tra cui Erykah Badu, Janelle Monáe, H.E.R, SZA e Jamila Woods. In realtà, nel 2009 è uscito anche il suo quarto album Is It Love or Desire, inciso nel 1976, ma mai pubblicato prima di allora. Il matrimonio della cantante con Miles Davis durò solo un anno, ma fu di grande ispirazione per il geniale "principe delle tenebre": non solo Betty Davis apparve sulla copertina di Filles de Kilimanjaro e ispirò il brano Mademoiselle Mabry contenuto in esso, ma fu fondamentale per accostare Miles al funk-rock di Sly Stone e Jimi Hendrix, una scintilla artistica che ha dato vita al capolavoro Bitches Brew nel 1970.

Nel 2017 il nome di Betty Davis è tornato in auge , anche presso le nuove generazioni, grazie al documentario Betty: They Say I’m Different, che citava nel titolo l'album più celebre della cantante: un tributo riuscito a un'artista libera e coraggiosa, che ha fatto da apripista per tante cantanti urban e rapper femminili di oggi.
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