La cover di Physical Graffiti
Musica

L'album del giorno: Led Zeppelin, Physical Graffiti

Il sesto album del Dirigibile, con la sua leggendaria copertina, rappresenta la summa, in quindici tappe, di una storia artistica unica ed inimitabile

Il periodo che va dal 1973 al 1975 non è stato semplice per i Led Zeppelin: il tour successivo a Houses of the Holy fu trionfale e massacrante al tempo stesso, culminato nei tre sold out consecutivi al Madison Square Garden di New York.
Robert Plant fu costretto a sottoporsi alla rimozione di alcuni noduli alle corde vocali che abbassarono la sua incredibile estensione vocale, mentre gli altri componenti erano fiaccati dall'abuso di alcool e droghe compiuti durante i tour.

Si rincorrevano le voci dell'abbandono del bassista John Paul Jones, tentato dall'offerta cattedrale di Winchester per un posto da Direttore di coro, sicuramente meno stressante della vita on the road. Fu provvidenziale l'intervento del manager Peter Grant per tenere unito il gruppo e metterlo al lavoro su un nuovo album. Il 24 febbraio 1975 venne pubblicato Physical Graffiti, un doppio album che alcuni critici hanno accostato, sia nei pregi che nei difetti, al White Album dei Beatles: capolavori assoluti che si alternavano a canzoni di riempitivo, i cosiddeti "fillers"; eccessiva lunghezza che si faceva ampiamente perdonare da alcuni canzoni di abbacinante bellezza.

Il disco rappresenta una specie di summa, in quindici tappe, della storia artistica del gruppo, un mix irripetibile di tecnica e potenza, originalità e feeling, edonismo ed esoterismo. Physical Graffiti spazia dall'hard rock al blues del Delta, dalle ballate acustiche alle sperimentazioni con i suoni orientali, come il capolavoro Kashmir, con la sua melodia esotica e sinuosa a cui fa da contraltare la brutale ritmica di Jason Bonham. L'energica Custard Pie, che, con il suo riff sporco di chitarra, rivela le coordinate sonore del nuovo progetto, evidenzia come la voce di Plant, dopo l'operazione alle corde vocali, suoni più blues e meno acuta rispetto ai dischi precedenti.

The rover è uno dei vertici del loro repertorio rock blues, con Page e Bonham in stato di grazia. Semplicemente monumentale il gospel rock di In My Time Of Dying, ben 11 minuti di durata, con un indimenticabile dialogo strumentale tra chitarra e batteria.


Led Zeppelin - Kashmir (Live from Celebration Day) (Official Video) www.youtube.com


Trampled Under Foot è un irresistibile brano funk, grazie anche Clavinet in controtempo di Jones. Indimenticabile la blues ballad Ten Years Gone, con il suo muro del suono abilmente edificato dalle chitarre di Page. La tropicaleggiante Down by the Seaside, che strizza l'occhio sia al sound di Burt Bacharach che di Neil Young, è un pezzo pacato e sognante, che ha sempre diviso in due il pubblico. Complessivamente meno riusciti , per quanto lo possano essere dei brani del Dirigibile, Night Flight, Boogie with Stu e Black Country Woman, che oggi, però, farebbero la fortuna di qualsiasi gruppo rock coevo.

La cover di Physical Graffiti, una delle più famose (e costose) della storia del rock, raffigura un palazzo urbano sulla 96 St. Mark's Street di New York. Spostando i contenitori dei due dischi interni al vinile, gli spazi vuoti si riempiono di varie immagini: personaggi noti, quadri famosi, foto del gruppo in atteggiamento rilassato e le lettere che compongono il titolo del disco.

Certificato 16 volte disco di platino negli USA, l'album ha raggiunto la prima posizione nella Billboard 200 per sei settimane, nel Regno Unito ed in Canada, la seconda in Austria, Australia, Spagna e Francia, la terza in Nuova Zelanda, la quarta in Norvegia e la settima nei Paesi Bassi. Il successo commerciale di Physical Graffiti fu eguagliato dall'accoglienza entusiasta della critica, che lo considera uno dei migliori album doppi di tutti i tempi. Rolling Stone lo ha classificato al numero 70 nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi, Q al 28 e VH1 al 71.

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