La nuova musica di Madonna è ancora rilevante oggi?
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La nuova musica di Madonna è ancora rilevante oggi?
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La nuova musica di Madonna è ancora rilevante oggi?

Le produzioni degli ultimi dieci anni della popstar americana non hanno lasciato il segno, mentre i suoi concerti, come quello che ci sarà a Milano a novembre, sono sempre affollatissimi

Iniziamo con una domanda secca: a che anno risale l'ultimo brano di Madonna che vi ricordate? E quali sono le vostre cinque canzoni preferite di Lady Ciccone, tra quelle pubblicate negli ultimi dieci anni? Naturalmente le risposte saranno semplici per i fan più fedeli della diva del pop, quelli che non si perdono mai una singola uscita, ma siamo ragionevolmente certi che la maggior parte dei lettori, anche chi apprezza la sua musica da anni, avrebbe non poche difficoltà a rispondere, soprattutto al secondo quesito. Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: Madonna è ancora oggi l'indiscussa regina del pop, come certificano i sette Grammy Awards, tre World Music Awards, tre American Music Awards, due Golden Globe e oltre quaranta Billboard Music Awards vinti. Con trecentocinquanta milioni di dischi venduti in carriera, di cui novantacinque solo negli Usa, Louise Veronica Ciccone è un'icona della musica, del cinema (diciannove film come attrice e due come regista) e della cultura pop, un modello da seguire per le giovani colleghe per la sua feroce determinazione, per il suo perfezionismo e per la capacità fuori dal comune di reinventarsi e di sapersi circondare sempre dai produttori giusti.

Per chi scrive, gli album Ray of Light (1998) e Confessions on a Dance Floor (2005) sono due capolavori del pop, prodotti magistralmente da William Orbit e da Stuart Price, che suonano ancora freschi nelle sonorità e che sono destinati a rimanere per anni nell'immaginario collettivo. Fatta questa necessaria e lunga premessa, è evidente che la produzione degli ultimi dieci anni di Madonna, da MDNA del 2012 fino al flop del deludente Madame X del 2019, sia abbastanza irrilevante, con la sola eccezione del discreto Rebel Heart del 2015. Per rilevanza, al di là dei numeri delle vendite fisiche e dello streaming (che sono sempre interpretabili a proprio piacimento), intendiamo la capacità di una canzone di essere amata e ricordata, entrando così a far parte della nostra vita e legandosi a filo doppio a un particolare periodo personale. Stendiamo, poi, un velo pietoso sull'ultimo singolo Back That Up to the Beat, che sarà lanciato in radio il 20 gennaio: la canzone, scritta da Madonna con Brittany Hazzard e Pharrell Williams e prodotta dagli stessi Madonna e Pharrell con Jeff Bhasker e Mike Dean, è un brano dance ripetitivo e senz'anima, che sembra un riempitivo di una compilation à la Euro Dance 2004. Il brano, per nostra fortuna, non è l'assaggio di un nuovo album di inediti, ma, in una versione diversa, era già presente nell'edizione deluxe di Madame X del 2019. Insomma, serviva un "nuovo" pezzo da gettare nel mare magnum dello streaming, sempre affamato di novità usa e getta, per lanciare il tour mondiale The Celebration Tour, dove l’artista ripercorrerà tutti i suoi più grandi successi degli ultimi quarant’anni. Dopo otto anni di assenza nel Bel Paese, Madonna si esibirà in Italia il 23 e 25 novembre al Mediolanum Forum di Milano. Il tour è stato annunciato attraverso un video, che strizza l'occhio al suo film Truth or Dare, al quale partecipano Diplo, Judd Apatow, Jack Black, Lil Wayne, Bob The Drag Queen, Kate Berlant, Larry Owens, Meg Stalter ed Eric Andre, per concludersi con Amy Schumer che sfida la popstar ad andare in tour e a esibirsi con i suoi quattro decadi di grandi successi.

Non è un caso che Madonna sia l'artista femminile solista che ha venduto più biglietti in tutto il mondo: i suoi concerti sono veri e propri spettacoli multimediali studiati in ogni minimo dettaglio, con allestimenti futuristici, coreografie mozzafiato e una vera e propria regia, come se fosse un grande musical di Broadway nel quale le canzoni sono sempre funzionali al racconto di una storia. Ecco (in parte) spiegati gli alti costi dei biglietti dei concerti di Milano: il Primo Settore Numerato ha un prezzo di 345,00 €, mentre il Secondo Settore Numerato e il Terzo Settore Numerato costano rispettivamente 287,50 € e 201,25 €. Di poco inferiori i biglietti del Parterre: 287,50 € per il Parterre A in piedi, 201,25 € per il Parterre B in piedi. Più "accessibili" risultano i tagliandi per Quarto Settore Numerato, Quinto Settore Numerato e Sesto Settore Numerato a Visibilità Limitata, che costano rispettivamente 138,00 €, 92,00 € e 46,00 €: cifre non esattamente popolari per dei posti così periferici. Purtroppo non è una novità che i prezzi dei biglietti (soprattutto quelli dei big) siano notevolmente lievitati dopo lo stop di quasi due anni dei grandi live a causa della pandemia, rendendo sempre più i concerti un bene di lusso riservato a pochi, anche se non è difficile prevedere il sold out in poche ore per le date al Forum di Assago.

Già il titolo, The Celebration Tour, una sorta di serata-greatest hits, conferma la nostra tesi iniziale sulla sostanziale irrilevanza della più recente produzione di Louise Veronica Ciccone, artista da sempre proiettata verso il futuro, che, per una volta, si guarda indietro, riproponendo le hit degli anni Ottanta, Novanta e Duemila, mentre per anni ha costruito l'intero tour intorno al suo ultimo progetto in studio, a partire dal nome. Non è un caso, poi, che le ultime due uscite discografiche dell'artista americana, True Blue (35th Anniversary Edition) del 2021 e la raccolta di remix Finally Enough Love: 50 Number Ones del 2022, siano sostanzialmente una celebrazione del suo glorioso repertorio, senza rischiare, con dei brani inediti, di doversi scontrare con le più giovani e agguerrite rivali Taylor Swift, Ariana Grande, Camila Cabello e Rosalia. D'altra parte, Madonna è in buona compagnia: pensate a Sting e ai Simply Red che, pur avendo prodotto recentemente degli album di qualità, negli ultimi concerti ripropongono per un buon 95% i loro classici, con una quasi totale assenza, in scaletta, dei loro brani più recenti.

Un caso emblematico è quello dei Rolling Stones, che nei loro affollati concerti spaziano dagli iconici successi anni Sessanta fino a Start Me Up, incisa nel lontano 1981. Qualcuno potrebbe obiettare (a ragione) che la modalità prevalente di fruizione della musica di oggi, lo streaming, induca spesso all'ascolto veloce e bulimico, mentre gli album fisici, tramite cassetta, cd e vinile, permettevano ai brani di cementarsi a poco a poco nella memoria. Inoltre è innegabile che gli album, rispetto ai singoli, abbiano perso oggi quella centralità che una volta avevano per un artista, sia dal punto di vista musicale che economico, tanto che sono sempre più frequenti i lavori pubblicati soltanto in versione digitale. Per questo è probabile che Madonna si dedicherà nei prossimi anni sempre meno agli album, pubblicando ogni tanto dei singoli per accontentare la sete di novità dei suoi numerosi fan, mentre i concerti resteranno il suo vero core business. Naturalmente, se poi l'artista di Bay City riuscirà a smentirci con dei nuovi lavori paragonabili per qualità a Ray of Light o a Confessions on a Dancefoor, noi saremo i primi a rallegrarci. Una cosa è certa: Louise Veronica Ciccone troverà il modo per stupirci ancora una volta.

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