Quale futuro per i concerti: il parere di Claudio Trotta
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Quale futuro per i concerti: il parere di Claudio Trotta
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Quale futuro per i concerti: il parere di Claudio Trotta

Concerti riprogrammati o cancellati, rimborsi dei biglietti, voucher, distanziamento sociale e riconversione dei lavoratori della filiera degli eventi: ecco cosa ci ha raccontato il fondatore della Barley Arts

"Quando riprenderanno concerti? La risposta non ce l'ha nessuno. La mia personale opinione è che a monte di tutto questo ci sia la madre di tutte le domande: ovvero qual è la strategia per uscire da questa emergenza? Se la strategia è quella di aspettare il vaccino, allora forse non staremo fermi un anno, ma per chissà quanto tempo" spiega a Panorama.it Claudio Trotta, storico promoter italiano (Bruce Springsteen, Queen, Ac-Dc), fondatore della Barley Arts e cofondatore di Slow Music. La sua avventura umana e professionale è racchiusa nelle pagine dell'autobiografia No pasta no show (Mondadori Electa).

"Credo se l'unico messaggio che passa è quello di limitare l'empatia con il genere umano, dovremo affrontare la poca voglia della gente di stare in mezzo ad altra gente. Che sia in spiaggia, al bar o ad un concerto. Detto questo, quello che non mi piace, in riferimento al mio settore, è quell'atteggiamento di categoria per cui bisogna per forza lamentarsi, dichiarare che nessuno sta facendo nulla per noi... Ecco, questo approccio io non lo condivido. Quello che servirebbe davvero sarebbe realizzare in tempi rapidi una riconversione sostenibile per i lavoratori della filiera della musica e dello spettacolo che sono per lo più free lance e partite Iva. Facchini, tecnici del suono, costumisti, attori e musicisti" aggiunge. "Servono soluzioni per chi ha bisogno di lavorare".

"Mi pare ovvio" prosegue Trotta "che la musica dal vivo, nei grandi spazi, per un bel po' di tempo non ci sarà, ma la maggioranza della musica e degli spettacoli teatrali si svolge quotidianamente in spazi piccoli e medi con posti a sedere e non si capisce perché non debbano essere riaperti nel rispetto delle misure di sicurezza che verranno concordate. Mi sembra anche evidente che in questa situazione non possa immaginarsi un ruolo di supplenza da parte dello Stato che, se non aveva risorse prima, figuriamoci adesso. Sono richieste, quelle relative agli interventi statali, pleonastiche, retoriche e completamente inutili. Mi pare intelligente, per chi opera nel nostro settore, chiedere piuttosto agevolazioni fiscali o la possibiità di affrontare meno spese, di avere risparmi sui costi" spiega.


Bruce Springsteen and the E Street Band - Claudio Trotta, promoter dello show, "barelliere" a San Siro - 5/7/2016 www.youtube.com


"Se poi la strategia a medio termine sarà quella di aspettare il vaccino, allora bisognerà capire come saranno sostenibili gli eventi attraverso controlli preventivi, modalità diverse di partecipazione e riduzione di capienza dei teatri e delle arene. Certo, una volta usciti da questa emergenza, bisognerà evitare di ripetere gli stessi errori di sempre, magari rivedendo le modalità di produzione dei concerti. Mi sembra folle continuare a movimentare da uno Stato all'altro centinaia e centinaia di camion carichi di attrezzature per produzioni kolossal. Sarebbe meglio tornare a mettere al centro la musica, rinunciando a tutte le sovrastrutture superflue".

In questi giorni sono apparse fantasiose ipotesi sulla possibilità di far svolgere i concerti seguendo le regole del distanziamento sociale. Ipotesi plausibili? "Mah, ho visto nei giorni scorsi le immagini di un locale svedese che aveva dimezzato la capienza mantenendo i posti piedi, quindi con ogni spettatore distante dall'altro. Secondo me la distanza sociale è praticabile nei teatri con posti a sedere. Ovviamente rivedendo completamente le regole economiche di ingaggio: tutti dovranno dimezzare i compensi. Certo, questa potrebbe essere una soluzione per il pubblico, ma come la mettiamo con quelli che suonano sul palco?

Un'ultima questione, quella dei biglietti già acquistati per concerti che sono stati riprogrammati o cancellati: "Quando uno show viene riprogrammato, lo spettatore ha la possibilità di cedere il biglietto secondo le modalità previste per i biglietti nominali oppure di accedere allo spettacolo sei mesi dopo, un anno dopo. La cancellazione dell'evento è invece oggetto di rimborso. C'è poi un'altra chance interessante, ed è quella del voucher. Al posto di farsi rimborsare il biglietto, lo spettatore diventa titolare di un voucher dell'equivalente valore in denaro da spendere in uno degli eventi organizzati da quel promoter nell'arco di sei mesi un anno. Una modalità intelligente che si sta diffondendo in diversi paesi europei".

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