Cerrone Disco Diva
Fabio Demitri/Ufficio stampa Disco Diva
Cerrone Disco Diva
Musica

Cerrone e Leee John: le stelle che illuminano ancora il dancefloor

Abbiamo incontrato due tra gli artisti più influenti della dance music, gli ospiti più attesi dell'ottava edizione del Festival Internazionale di Disco Diva

«Niente è meglio della disco music quando le persone hanno voglia di ballare, cantare, divertirsi e dimenticare i loro problemi quotidiani. Qualcuno, a partire dalla fine degli anni Ottanta, l'ha chiamata dance, house, garage, soulful house. La disco non è tornata di moda perché, in realtà, non se n'è mai andata: ha solo cambiato nome».

Parola di Marc Cerrone, leggenda vivente della disco e della musica elettronica, che abbiamo incontrato di persona in un elegante hotel di Gabicce Mare il pomeriggio prima della sua attesa esibizione alla serata inaugurale dell'ottava edizione di Disco Diva, il Festival internazionale della Disco Music organizzato dal Comune di Gabicce Mare con la direzione artistica di Disco Diva Events e con il contributo della Regione Marche, che, per il secondo anno, vanta come main sponsor Gucci. Batterista, cantautore e produttore discografico, Cerrone, con oltre 30 milioni di dischi venduti nel mondo, 5 Grammy Awards e un Golden Globe come “Best producer of the year”, ha rivoluzionato la musica da ballo coniugando sperimentazione elettronica e disco music. Dopo i successi planetari degli album Love in C Minor e Cerrone’s Paradise, il musicista francese ha rivoluzionato la disco nel 1977 con un album innovativo come Supernature. «L'etichetta voleva un altro album disco, mentre io avevo iniziato a sperimentare nuove sonorità elettroniche con un sintetizzatore Arp Odyssey. Un giorno ho trovato il sequencer giusto, poi ho aggiunto il basso, la batteria e ho messo tutto nel mio Revox: il pezzo era pronto. Quando ho finito di registrare Supernature in studio, l'ho mandato subito a New York all'Atlantic e la reazione è stata da un lato di piacevole sorpresa, dall'altro loro preferivano un singolo più classic disco come Give me love. Alla fine sono riuscito a covincerli a pubblicare come primo brano Supernature, che ha venduto 8 milioni di copie». Quarantatré anni dopo quel successo, Cerrone, durante la prima ondata pandemica, è tornato a omaggiare, nel suo ultimo album DNA, quel tipo di sound, con un rinnovato messaggio ecologista. «Dopo anni trascorsi ininterrottamente in giro per il mondo, mi sono dovuto fermare durante il lockdown. Quei giorni di chiusura forzata mi hanno dato il tempo di riscoprire quel tipo di sound elettronico alla Supernature. Volevo che il nuovo brano fosse un avvertimento nei confronti dell'impatto che l'uomo ha ogni giorno sul nostro ecosistema, così, dopo un po' di ricerche su internet, ho trovato un grande discorso di Jane Goodall, la nota etologa inglese. L'ho editato come un sample, l'ho mixato con la musica e poi le ho mandato il brano Impact: Jane mi ha detto di averlo apprezzato molto».

Quest'estate Cerrone è tornato in alta rotazione radiofonica anche in Italia con il nuovo singolo Non Chiamarmi Mai con Colapesce Dimartino. «L'anno scorso ho realizzato il remix di Musica Leggerissima, che è andato molto bene. Un giorno abbiamo fatto un'intervista via Zoom e un giornalista ci ha detto che dovevamo assolutamente fare una canzone insieme. Così ho proposto di reinterpretare una mia canzone, Call Me Tonight, loro hanno cambiato il testo in italiano e così è nata Non Chiamarmi Mai. Ci sono voluti 8 mesi per realizzarla, ma sono davvero contento del risultato: è una canzone ricca di feeling». Cerrone si è esibito venerdì sera a Gabicce Monte in un dj-set tutto da ballare in cui ha ripercorso, in un'ora e mezza, la sua cinquantennale carriera attraverso i successi Love in C minor, Supernature, Cerrone's Paradise, Give me love e Midnight Lady, arricchendoli di effetti live, echi dub e utilizzando prevalentemente versioni remixate dei brani, in modo da avere un sound più contemporaneo. Prima di lui il pubblico di Disco Diva ha ballato sulle note del collettivo Napoli Segreta.

Non tutti sanno che Napoli, tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, è stata una città all'avanguardia nella disco-funk italiana, una scena underground che ha prodotto dei dischi ancora oggi attualissimi e molto godibili. Le compilation Napoli Segreta vol.1 e 2, i cui vinili sono andati a ruba grazie al passaparola in rete, hanno riportato alla luce dei gioielli perduti, selezionati sapientemente da Lorenzo Sannino e Gianpaolo Della Noce. Tra italo disco, funk, boogie e balearic, brani come Napule canta e more di Donatella Viggiano, Sasà di Oro, Follia di Giancarlo D’Auria, Luna lù di Antonio Sorrentino, Babilonia di Tonica & Dominante, Sexy Pummarola di Gibo & Pummarola Band e Dimme di Maria Kelly sono ancora oggi brani freschi, moderni e divertenti, in grado di rivitalizzare ogni festa. Il live di Pino D'Angiò, uno dei padri del funk e del rap in italiano, ha fatto da apripista al dj set di Cerrone con uno show tutto da ballare. Nonostante qualche problema tecnico, D'Angiò ha coinvolto il pubblico con la sua comunicativa e con la sua ironia, accendendosi ogni tanto una sigaretta nonostante i gravi problemi di salute alle corde vocali che lo hanno tenuto lontano per anni dai palchi.

L'artista di Pompei, che ha da poco pubblicato il nuovo singolo Non dormo mai, ha eseguito tutti i suoi successi, dall'indimenticabile Ma quale idea, considerato uno dei primi brani rap in italiano, a Mannaggia rock & roll, da Okay okay a Una notte da impazzire, da Donna in costruzione a Sunshine blue. D'Angiò è rimasto piacevolmente stupito dal fatto che ragazzi molto giovani, nemmeno nati quando sono usciti questi brani, conoscessero a memoria tutti i ritornelli delle canzoni, grazie, probabilmente, alle playlist che si trovano in streaming. Nel 2022 si celebrano i 40 anni della hit mondiale Just an illusion e dell'album In the heat of the night, che hanno reso gli Imagination uno dei gruppi-simbolo della disco-funk di inizio Ottanta. Da anni il progetto Imagination viene incarnato plasticamente dal frontman e fondatore Leee John, che parallelamente porta avanti la sua carriera solista e di produttore per altri artisti. Ancora oggi la musica degli Imagination continua a vivere attraverso una lunga lista di sample, remix (Dimitri From Paris) e adattamenti dei loro brani da parte delle maggiori star contemporanee, tra cui Mariah Carey (Get Your Number), P.M.Dawn (Gotta Be...Movin' on Up) e The Pharcyde (Illusions). In soli tre anni, dal 1981 al 1983, gli Imagination sono entrati prepotentemente nell'immaginario collettivo, coniugando magistralmente pop, funk e soul, grazie a canzoni indimenticabili come Just an Illusion, Body Talk, So good, so Right, Music & Lights, Flashback, Changes e In and Out of Love. C'è chi sostiene che la loro Burning Up, con il suo piano ostinato, sia stato uno dei primi brani house della storia. È curioso come Leee John, incontrato dal vivo sulla terrazza panoramica di un lussuoso hotel di Gabicce Mare qualche ora prima del concerto, non ami parlare del suo glorioso passato, ma sia costantemente proteso verso il presente e il futuro.

«Sono molto contento del successo di The Last Chord con i Gorillaz, con oltre 10 milioni di views su Youtube, che è stato eletto il brano più ascoltato nelle radio universitarie, facendomi così conoscere a un pubblico di ventenni», ci ha detto il cantante, vestito sempre alla moda e molto giovanile nell'aspetto. «Mi ha fatto davvero piacere essere stato coinvolto da un genio musicale come Damon Albarn in un brano diverso da quelli per cui sono conosciuto. Non mi piace rimanere incasellato in un clichè, per questo ho voluto mettermi alla prova anche con il jazz nel cd/dvd Feel my soul. Un mese fa è uscito il mio duetto con Plastic Bertrand (un altro personaggio cult degli anni Ottanta n.d.r.) in Don't Stop The World From Turning, mixato dal vostro Dario Caminita, un brano estivo e ricco di fiati. Negli ultimi anni sono stato molto impegnato con il progetto Flashback, un docufilm sulla storia della black music inglese, con decine di interviste e testimonianze su un periodo molto florido musicalmente, che ha gettato le basi per il movimento acid jazz degli anni Novanta. Infine, stiamo completando un cofanetto di 14 cd con l'opera omnia degli Imagination per celebrare i 40 anni di Just an Illusion, con tutte le canzoni che abbiamo registrato, i demo, brani inediti e remix da parte di alcuni grandi dj. Dovrebbe uscire tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre».

Tutte queste esperienze diverse hanno contribuito alla freschezza del concerto di Leee John, che non aveva nulla a che fare con le tante operazioni nostalgia ispirate agli anni Ottanta, spesso deludenti e senza mordente. Accompagnato da una band di altissimo livello e da due coriste, Leee John è ancora oggi un performer straordinario, in grado di passare con disinvoltura dal registro medio al falsetto, fino ad alcune escursioni baritonali, eseguendo delle coreografie impeccabili, tra cui la caratteristica piroetta, senza perdere un briciolo di intonazione. Un frontman non è solo un cantante che si limita a eseguire correttamente i brani in scaletta, ma è un vero catalizzatore di energia, in grado di accendere la platea e di portarla dove vuole attraverso una vasta gamma di emozioni. Leee, vestito con un abito di pelle e una camicia di strass, ha invitato il pubblico a battere le mani, a ballare e a divertirsi con lui, che, a sua volta, si è divertito a interpolare i suoi successi con brani di Bob Marley, Michael Jackson e Donna Summer, una scelta che ha entusiasmato gli spettatori di Disco Diva. Se è vero che gli Imagination sono famosi soprattutto per i loro brani dance, è vero anche che nei brani mid-tempo e nella ballad come In and out of love e All night lovin il frontman dà il meglio di sé dal punto di vista vocale, mettendo in evidenza le sue radici jazz e soul. Eccellente anche la scelta di riarrangiare leggermente i suoi maggiori successi, come Body Talk, resa ancora più lenta e lasciva, mentre Just an illusion, che ha chiuso trionfalmente il concerto, dal vivo è ancora più coinvolgente e ricca di groove, grazie alla capacità di Lee di prolungarla, di rallentarla per poi riprenderla con ancora più ritmo. Il lunghissimo applauso di piazza Valbruna ha salutato una delle migliori esibizioni live nella storia quasi decennale di Disco Diva. La serata del sabato è proseguita con il dj set di una leggenda della console, Nicky Siano, che tanto ha contribuito alla nascita della figura del dj-produttore oggi tanto in voga, mixando i dischi al The Loft di David Mancuso, poi al The Gallery e all'iconico Studio 54 di New York , di cui è stato il primo dj-resident. Siano è stato inserito dal New York Mag tra "le 100 persone che hanno cambiato New York": non a caso proprio Native New Yorker degli Odyssey, uno dei brani più emozionanti dell'era disco, è stato uno dei primi pezzi che ha suonato a Disco Diva.

Uno dei momenti più memorabili del suo set, con una carrellata dei migliori brani che hanno animato le serate dello Studio 54 e del Paradise Garage, è stata Weekend dei Class Action con la voce live di Christine Wiltshire, colei che ha inciso originariamente il brano. La serata conclusiva della domenica è stata all'insegna dei dj-set, con le selezioni di Gino Grasso, l'inconfondibile Soul Trance di Ralf e il Cosmic Sound di Daniele Baldelli, storico dj della Baia degli Angeli: durante il suo set si è esibita a sorpresa Christine Wiltshire cantando Summer Love in memoria di Patrick Adams, produttore internazionale e suo compagno d'arte e di vita, scomparso qualche giorno fa. D.C. LaRue, uno degli artisti più raffinati della scena disco newyorkese della seconda metà degli anni Settanta, si è esibito in alcuni di suoi brani più famosi, tra cui la celebre Ca-the-drals, che ha conosciuto qualche anno fa una seconda vita grazie al riuscito remix di Dave Lee.

«Finalmente si è potuto tornare a ballare e aver visto tanti giovani in pista sulle note dei pezzi storici di Cerrone, Imagination e Nicky Siano mi ha riempito di gioia e soprattutto conferma l’idea che Disco Diva sia molto apprezzata dai giovani», ha dichiarato Cristina Tassinari, art director della kermesse. «Disco Diva ha portato la nostra città e il nostro borgo alla ribalta in tutta Italia, come negli anni 70-80, facendola diventare nuovamente la Capri dell’Adriatico», ha sottolineato Domenico Pascuzzi, sindaco di Gabicce Mare. Il successo dell'ottava edizione di Disco Diva è l'ulteriore conferma che la disco music è presente oggi più che mai nel pop mainstream di oggi. Basti ascoltare il sound dei singoli Potion di Calvin Harris, Dua Lipa e Young Thug, Superstar di Darin, About Damn Time di Lizzo, Turn Up The Sunshine di Diana Ross & Tame Impala, Too Much di Mark Ronson feat Lucky Daye e Problemz dei Jungle, che vanno molto forte in radio quest'estate, ma anche alcuni recenti brani in italiano che si ispirano apertamente alla disco music come Tienatè di Nu Genea, Non Chiamarmi Mai di Cerrone con Colapesce e Dimartino e la recentissima Disco (I love it) di Ditonellapiaga. Negli ultimi due anni, gli album di tre popstar femminili appartenenti a tre diverse generazioni, Dua Lipa (27 anni), Jessie Ware (38 anni) e Kylie Minogue (54 anni), sono stati un aperto omaggio alle sonorità disco-funk che hanno dominato le classifiche tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Insomma, la disco è presente più che mai tra noi, con buona pace del dj radiofonico Steve Dahl, che organizzò il 12 luglio 1979 al Comiskey Park di Chicago la famigerata Disco Demolition Night, con centinaia di persone che bruciarono, durante l'intervallo di una partita di baseball tra tra i Chicago White Sox e i Detroit Tigers, numerosi vinili di disco music, considerati allora, dai puristi del rock, come una musica effimera e commerciale, destinata a essere soltanto una moda passeggera. Quarantatré anni dopo quel brutto episodio, la disco è ancora viva e vegeta e promette di farci divertire ancora per molto tempo.



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