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La guerra nelle canzoni: dieci brani da riascoltare in questi giorni

Da Russians di Sting a Masters of War di Bob Dylan, da Fabrizio De André ai Guns'N'Roses: dieci classici "no war" che non purtroppo non passano mai di moda...

Sono capolavori della musica, testimonianza dell'arte che non si arrende alla logica della violenza, della morte e dei bombardamenti. Sono canzoni senza tempo, dormienti nei periodi di pace, ma che tornano immediatamente d'attualità ogni volta che un conflitto mina la pace nel mondo. Come sta succedendo in questi giorni con l'invasione russa dell'Ucraina. Da dove arrivano racconti e immagini di dolore e distruzione, che per l'ennesima volta richiamano alla memoria le memorabili parole usate da De Andrè ne La guerra di Piero: "E se gli sparo in fronte o nel cuore Soltanto il tempo avrà per morire Ma il tempo a me resterà per vedere Vedere gli occhi di un uomo che muore...".

Sting - Russians (1985)

La canzone, una delle più note nella carriera solista del cantautore inglese, è incentrata sul conflitto che ha dato vita alla guerra fredda tra Stati Uniti d'America e Unione Sovietica, prendendo le distanze sia dal presidente statunitense Ronald Reagan che dal segretario generale del partito comunista sovietico Nikita Chruščёv.

Bob Dylan - Masters of War (1963)

Masters of War, capolavoro antimilitarista di Bob Dylan, è in realtà una riscrittura, con un testo nuovo di zecca, del brano folk tradizionale Nottamun Town nell'arrangiamento della folksinger Jean Ritchie. La canzone, lontanissima dalle metafore tanto care al bardo di Duluth, augura, senza troppi giri di parole, una rapida morte ai "signori della guerra", aggiungendo che «tutti i soldi che avete guadagnato non vi basteranno per ricomprarvi l'anima» e che «anche Gesù non potrebbe mai perdonare ciò che fate».

Billy Joel - We didn't start the fire (1989)

Brano dal testo mastodontico, con brevi riferimenti a 118 significativi eventi politici (comprese molte guerre), culturali, scientifici e sportivi tra il 1949, anno di nascita di Joel, e il 1989, in un ordine prevalentemente cronologico. La canzone è diventata il terzo singolo del cantautore a raggiungere il numero uno della Billboard Hot 100.

John Lennon e Plastic Ono Band - Give peace a chance (1969)

Uno degli inni pacifisti più famosi di sempre, Give peace a chance fu scritto durante la celebre luna di miele "Bed-In" di John Lennon e Yoko Ono nel 1969. Quando un giornalista chiese alla coppia che cosa pensasse di ottenere standosene semplicemente a letto, Lennon rispose spontaneamente: «All we are saying is give peace a chance» («Tutto quello che stiamo dicendo è date una possibilità alla pace»).

Rolling Stones- Gimme shelter (1969)

Uno di brani più rappresentativi della carriera degli Stones e, in generale, della musica rock, in cui Mick Jagger duetta con la potente voce di Merry Clayton. Lo stesso Jagger, in un'intervista del 1995, ha spiegato la genesi di Gimme Shelter: «Beh, era un periodo molto, molto violento. La guerra del Vietnam. Violenza dappertutto, scontri, incendi, saccheggi e disordini. Gimme Shelter è quel tipo di canzone da "fine del mondo", davvero. È l'apocalisse, come lo era l'intero album».

The Doors- The unknown soldier (1967)

Una delle canzoni rock più famose sulla Guerra del Vietnam. Jim Morrison fu ispirato a scrivere il testo dopo aver visitato la Tomba del Milite Ignoto, al Cimitero Nazionale di Arlington, il 25 novembre 1967, lo stesso giorno in cui la band si è esibita all'Hilton Hotel International Ballroom.

Marvin Gaye - What's going on (1971)

Ispirato da suo fratello Frank, tornato da poco dalla guerra in Vietnam, Marvin Gaye compose nel 1971 la straordinaria title track What's going on, di cui sono emblematici i versi «Padre, padre/ non abbiamo bisogno di intensificare/ Vedi, la guerra non è la soluzione/ poiché solo l’amore può conquistare l’odio».

Guns N' Roses - Civil war (1991)

Famosa anche per essere l'ultimo brano realizzato dai Guns con il batterista Steven Adler, Civil War (inserita originariamente nell'album benefico Nobody's Child per gli orfani della Romania) è una canzone di protesta contro la guerra, nella quale si afferma che una guerra civile «serve solo a nutrire i ricchi e a far morire di fame i poveri».

Fabrizio De André - La guerra di Piero (1966)

Contenuta nell'album di debutto Tutto Fabrizio De André, La guerra di Piero fu ispirata a Faber dai racconti dello zio, che aveva combattuto in Albania durante la guerra, mentre l'arrangiamento musicale è di Vittorio Centanaro. La canzone racconta la follia della guerra attraverso lo scontro di un soldato contro un altro, anzi, di un uomo qualsiasi contro un altro uomo qualsiasi, accomunati dalla stessa identica paura, ma diversi solo nel colore della divisa.

Bruce Springsteen - War (1986)

Incisa per prima dai The Temptations e diventata una hit nella versione di Edwin Starr, War fu coverizzata nel 1986 da Bruce Springsteen in opposizione alla politica estera dell'amministrazione Reagan in America Centrale. Indimenticabile il ritornello «Guerra. Per cosa è buona? Assolutamente niente».

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