Let it be
Universal
Let it be
Musica

Let It Be viene ripubblicato con 27 registrazioni inedite

L'ultimo disco dei Beatles uscirà in edizione remixata e ampliata il 15 ottobre, contemporaneamente al docufilm The Beatles: Get Back diretto da Peter Jackson e a un libro autorizzato dalla band

Dopo il successo delle acclamate edizioni remixate ed ampliate per gli anniversari di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (2017), The BEATLES ('White Album') (2018) e Abbey Road (2019), anche Let It Be, l'ultimo capitolo della straordinaria avventura artistica dei Beatles, verrà ripubblicato in tutto il mondo il 15 ottobre, in diversi formati e in edizione speciale.

Tutte le nuove versioni di Let It Be contengono il nuovo mix stereo della versione di Phil Spector realizzato direttamente dalla sessione originale e dai nastri a otto tracce della celebre performance sul tetto dell'edificio che ospitava gli uffici della Apple Corps a Londra. L'album è stato completamente remixato dal produttore Giles Martin e dall'ingegnere del suono Sam Okell in stereo, 5.1 surround DTS e Dolby Atmos. L'edizione più ambita dai fan dei Fab Four sarà la Let It Be Special Edition Super Deluxe con 57 tracce, disponibile in 5CD + 1Blu-ray con libro rilegato di 105 pagine e in 4LP in vinile da 180 gr. half-speed mastered + EP in vinile da 12" a 45rpm con libro rilegato di 105 pagine.

Le raccolte fisiche e digitali Super Deluxe includono anche 27 registrazioni di sessioni inedite, un EP di quattro tracce e Get Back, l'album di 14 tracce con il mix realizzato da Glyn Johns nel 1969 e mai pubblicato prima d'ora. Let It Be Special Edition Deluxe con 26 tracce (comprese outtakes, studio jams e prove mai pubblicate prima d'ora) sarà disponibile in 2CD, mentre Let It Be Special Edition Standard con le 12 tracce dell'album originale con il nuovo stereo mix sarà disponibile in CD digipak, Digital (con l'aggiunta dell'hi res 96kHz/24-bit e Dolby Atmos), LP in vinile da 180 gr. half-speed mastered e 1LP Picture Disc Limited Edition.

Nonostante l'ultima fatica in studio dei Fab Four sia stata la registrazione di Abbey Road, avvenuta nell'agosto del 1969, Let It Be compare cronologicamente come ultimo album della loro discografia. Il progetto, inizialmente concepito con il titolo Get Back, era stato ideato da Paul McCartney come recupero dell'impronta rock e dell'approccio live che i Beatles avevano all'inizio della loro carriera, una sorta di ritorno alle origini. Un po' come per Please Please Me, registrato in un'unica seduta di dodici ore nel 1962, i Beatles avrebbero dovuto abbandonare le strumentazioni elettroniche e le sovraincisioni a vantaggio delle registrazioni in presa diretta. L'idea di un album registrato in un grande concerto dal vivo naufragò, trasformandosi in una performance tenutasi il 30 gennaio 1969 sul tetto dell'edificio di Savile Row, sede della Apple, il leggendario "Rooftop Concert". Registrato quasi interamente in presa diretta, senza abbellimenti e sovraincisioni, Let It Be venne distribuito soltanto l'anno successivo, l'8 maggio del 1970, un mese dopo lo scioglimento del gruppo. Quando iniziano le registrazioni, nel gennaio 1969, i Beatles cambiano improvvisamente direzione e si concentrano sulla realizzazione dell'album Abbey Road, diretto e promosso dal loro vecchio maestro George Martin.

Paul McCartney si poneva sempre più come leader del quartetto, oltre a dimostrare di essere quello che credeva di più nel progetto. Lennon era sempre più schiavo dell'eroina e succube di Yoko Ono, che portava sempre con sé, anche in studio di registrazione. George Harrison era stufo di non essere considerato allo stesso livello del duo Lennon-McCartney, che bocciavano spesso le sue proposte, meditando di dare vita a un gruppo insieme all'amico Eric Clapton. Ringo Starr, il cui ruolo all'interno dei Beatles è stato troppo spesso sottovalutato, tentava con la sua naturale simpatia di conciliare gli screzi e i nervosismi tra gli altri tre litigiosi componenti. George Harrison ebbe la felice intuizione di coinvolgere in Let It Be il tastierista jazz Billy Preston, che il gruppo aveva conosciuto nei primi anni sessanta ad Amburgo, sia per scongiurare i continui litigi nella band che per ragioni prettamente tecniche: la decisione di evitare sovraincisioni richiedeva l'apporto di un altro strumentista.

La presenza di Preston servì rasserenò gli animi e rimandò di qualche mese la rottura definitiva del gruppo. I Beatles, insoddisfatti delle canzoni di Let It Be, lasciarono il missaggio delle tracce all'ingegnere della EMI Glyn Johns, ma, una volta terminato l'acetato, il gruppo era ormai concentrato su Abbey Road. Successivamente le registrazioni furono affidate al produttore americano Phil Spector, l'inventore del celebre muro del suono, che applicò invariato anche a Let It Be. Paul McCartney andò su tutte le furie dopo aver ascoltato la sua The Long and Winding Road modificata da Spector con l'aggiunta di violini e cori celestiali. Tornando all'oggi, la nuova Let It Be Special Edition sarà accompagnata da The Beatles: Get Back, l'attesissima serie di documentari diretta dal regista tre volte vincitore dell'Oscar® Peter Jackson, e il bellissimo nuovo libro intitolato The Beatles: Get Back. Il materiale inedito utilizzato per questi nuovi progetti hanno rivelato che l'atmosfera che ha permeato le sessioni di registrazione dell'album era molto più gioiosa rispetto a quanto lasciassero trasparire gli 80 minuti del film Let It Be del 1970. «Ho sempre pensato che il film originale Let It Be fosse piuttosto triste perché aveva a che fare con lo scioglimento della nostra band, ma il nuovo film mostra il cameratismo e l'amore che c'era tra noi», scrive Paul McCartney nella sua prefazione per il libro contenuto nella Special Edition di Let It Be. «Mostra anche i momenti meravigliosi che abbiamo passato insieme e, insieme all'album Let It Be appena rimasterizzato, è un potente promemoria di questo periodo. È così che voglio ricordare i Beatles».

Diretto da Peter Jackson (Il Signore Degli Anelli, Lo Hobbit), The Beatles: Get Back riporta il pubblico indietro nel tempo alle sessioni di registrazione della band durante un momento cruciale nella storia della musica. John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr stavano pianificano il loro primo spettacolo dal vivo dopo oltre due anni, catturando la scrittura e le prove di 14 nuove canzoni, originariamente previste per la pubblicazione di un album live. Il documentario presenta - per la prima volta nella sua interezza - l'ultima esibizione dal vivo dei Beatles come gruppo, l'indimenticabile concerto sul tetto a Savile Row di Londra, così come altre canzoni e composizioni classiche presenti negli ultimi due album della band, Abbey Road e Let It Be. The Beatles: Get Back sarà presentato in tre episodi della durata di circa due ore ciascuno che verranno trasmessi nel corso di tre giorni, il 25, 26 e 27 novembre 2021, in esclusiva su Disney+. A compendio dell'operazione, il 12 ottobre esce in contemporanea mondiale The Beatles: Get Back: il resoconto autorizzato che, attraverso le parole stesse della band, racconta della creazione dell'album Let It Be. Il libro riunisce conversazioni provenienti da oltre centoventi ore di registrazioni originali, fotografie delle sessioni musicali di Ethan A. Russell e Linda McCartney e fotogrammi selezionati tra oltre cinquantacinque ore di filmati completamente restaurati. Il libro, di 240 pagine, verrà pubblicato in Italia da Mondadori.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti