Baby K
Narènte Lucio Aru, Franco Erre
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Musica

Baby K: «Il tormentone è un arte»

Non è un caso se i suoi ritmi diventano sempre la colonna sonora dell'estate. La regina del latin pop italiano racconta il segreto del successo a Panorama. «Scrivo testi e musiche delle mie canzoni, ho fondato una casa di produzione e scelgo con attenzione gli artisti con cui duettare. Nel nuovo disco, un brano lo canto con Chiara Ferragni».

L 'arte del tormentone non è una passeggiata: se ne può azzeccare uno ed entrare di diritto nell'affollato pantheon degli artisti one hit wonder, quelli che impazzano in radio, in streaming e nelle classifiche per una sola stagione prima di cadere nell'oblio, ma per collezionare successi e dischi di platino a getto continuo la fortuna non basta. Ne sa qualcosa Baby K, che anche quest'anno sarà protagonista della colonna sonora dell'estate con Mohicani, il singolo «latino» in collaborazione con Boomdabash. «La mia storia è abbastanza singolare: quando ho iniziato facendo rap, le radio si rifiutavano di mandare in onda le canzoni con quel sound… Poi, per andare oltre i limiti creativi e musicali del rap, mi sono dedicata alle melodie e ai ritmi latin pop, ma anche qui ho dovuto fare una scelta solitaria perché anche solo una manciata d'anni fa i discografici su questo tema erano lapidari: il reggaeton non funzionerà mai in Italia… E invece, sappiamo bene come è andata a finire: quelle sonorità adesso sono diventate una sorta di format estivo. Ci tengo però a dire che per me il pop latino non è un genere da fruire soltanto da giugno a settembre» racconta Baby K, a pochi giorni dall'uscita del suo ultimo album, Donna sulla luna.

«In Italia, in ambito musicale, nessuno vuole assumersi rischi. Ma la storia, anche recente, dimostra che chi rischia vince. Credo che il caso Måneskin sia eclatante: hanno avuto il coraggio di essere innovativi, diversi, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Al di là del genere musicale, la loro arma vincente sono le performance. Vederli insieme che suonano dal vivo è travolgente: la forza dei Måneskin sono i Måneskin, non c'è molto altro da aggiungere. Basta guardarli in azione» sottolinea prima di entrare nel merito del titolo del suo nuovo album: «È una metafora di quello che le donne possono ottenere quando credono in se stesse e si impegnano a fondo. Possono andare oltre le stelle, fino alla luna… Io l'ho fatto, ma con l'immagine della donna sulla luna non volevo autocelebrarmi, anche se non mi dispiace mettere in luce alcuni aspetti che mi riguardano personalmente» sottolinea.

«Spesso mi descrivono come quella che ha scelto la strada in discesa del tormentone, del pezzo facile, ma il mio progetto si è evoluto nel corso degli anni. Adesso ho una casa di produzione, la This Is It, che è una splendida occasione per portare la creatività a livello imprenditoriale. La regola della This Is It è che l'artista gestisce le proprie edizioni musicali ed è proprietario dei master dei dischi che incide: sono condizioni speciali di cui non godevano nemmeno Michael Jackson e i Beatles. Questa casa di produzione è l'evoluzione di quello che cantavo dieci anni fa in pezzi come Femmina Alfa» ribadisce.

Tutt'altra questione è quella della solidarietà al femminile che spesso non va al di là dei formalismi del politically correct: «Il problema italiano delle donne sono... anche le donne. Credo sia sufficiente leggere i commenti che si scambiano le ragazze sulle rispettive bacheche dei social. Diventa impossibile condurre battaglie o parlare di pari opportunità rispetto agli uomini se poi siamo noi le prime a insultarci o a essere diffidenti. Se non c'è unione non c'è rivoluzione. Emma mi ha scritto dopo aver letto alcune mie interviste sul tema e mi ha dato ragione. La verità è che le artiste italiane non sono poi così disponibili a collaborare con altre o a farsi vedere insieme».

Tra gli ospiti dell'album, c'è Chiara Ferragni nel brano Non mi basta più«Volevamo fare una hit insieme e ci siamo pure divertite molto. Lei naturalmente ha curato lo styling del video» rivela. L'altro big incluso tra i featuring è Gigi D'Alessio coinvolto in Rosso Amarena: «Ha accettato subito dimostrando ancora una volta di essere un grande artista e un grande uomo. La sua umiltà abbinata al fatto di aver fatto la storia della musica italiana lo rendono davvero unico. Musicalmente parlando, io credo che il latin pop e il mondo neomelodico abbiano in comune l'attitudine a ritornelli pazzeschi ed estremamente passionali.

Ecco perché questo incontro sta funzionando così bene» racconta, lei che nella bacheca dei trionfi ha anche un disco di diamante (500 mila copie tra vendite fisiche e digitali) conquistato assieme a Giusy Ferreri con il brano Roma-Bangkok: «Ho rischiato di essere schiacciata da un successo così grande. Invece, sono riuscita ad avere una carriera costellata di hit. Pochi sanno che io scrivo musica e testi delle mie canzoni. Ovviamente, quando serve, lavoro con un team di professionisti, ma dietro ogni scelta ci sono sempre io che mi occupo di tutto, dalla scelta degli arrangiamenti all'atmosfera del videoclip. Quando c'è da lavorare, non mi tiro mai indietro» n

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