Dopo Squid Game (è in arrivo la seconda stagione) la nuova serie rivelazione è Money Heist, remake de La casa di carta in salsa asiatica. Panorama è entrato nella sede di Seoul di Netflix e ha scoperto tutti gli altri titoli in arrivo sugli schermi.
Tra il traffico frenetico di Seoul, nel cuore del distretto di Gangnam, enormi schemi led proiettano le immagini di Money Heist: Korea – Joint Economic Area, il remake della più nota serie spagnola, conosciuta in Italia come La casa di carta. La versione asiatica della rapina più vista al mondo in streaming in Italia è arrivata – su Netflix – il 24 giugno. Ed è già un caso: potrebbe diventare la più vista di sempre. Superando l’originale.Tra i palazzi di vetro che si perdono a vista d’occhio e l’area più tradizionale della capitale sud coreana sorge il quartier generale di Netflix che Panorama ha visitato in esclusiva.
È qui che vengono ideati e prodotti titoli destinati a un pubblico globale. Dopo il successo di Squid Game (che prepara la seconda stagione) Money Heist: Korea potrebbe essere la nuova grande rivelazione nell’universo dei «K-drama». Per capirne il motivo, bisogna studiarne gli ingredienti. Innanzitutto la trama. La storia originale, nata dalla penna di Álex Pina, è rimodulata su uno degli aspetti più complessi della Corea: l’eterna rivalità tra Nord e Sud. Dopo 80 anni di divisione, le due Coree sono pronte a riunirsi. Ma qualcuno (il Professore, interpretato da Yoo Ji-tae) non sembra essere particolarmente felice della situazione. Per questo decide di sviluppare un piano, introdursi nella Joint Security Area e nella nuova zecca di Corea, per stampare milioni di nuova valuta. Un remake vero e proprio che, come racconta a Panorama Don Kang, vice presidente contenuti di Netflix Corea, «ha richiamato l’attenzione dei fan di tutto il mondo. Vogliono sapere le storie dei nuovi protagonisti che si celano sotto le famose maschere e tute rosse».
A questi si aggiunge un cast stellare, composto da volti che, quando compaiono sui maxi schermi di Seoul, sono in grado di interrompere il passo rapido delle persone e rapirne lo sguardo.
Yoo Ji-tae, già protagonista di Old Boy, veste i panni del professore, Kim Yunjin di Lost è la capa della task force che deve sventare il colpo, Park Hae-soo di Squid Game è Berlino, mentre Park Myung-hoon di Parasite è uno dei dipendenti del governo rimasto intrappolato nella zecca di Stato durante il colpo. A colpire nel remake è il ruolo della maschera. «Nella versione originale spagnola quella di Dalí rifletteva perfettamente la filosofia dell’artista spagnolo contro il capitalismo» spiega Don Kang. «Nella versione coreana, a coprire i volti dei rapitori troviamo invece Hahoetal, una maschera tradizionale, di solito di legno, del dodicesimo secolo e dal 1964 inserita nell’elenco dei tesori tradizionali coreani». Una maschera significativa, con i suoi occhi ricurvi e il sorriso vuoto. Come da tradizione rispecchia la vita della gente comune e la società in cui vive, fatta di lotte e tradimenti.
Anche la storia è resa ancora più accattivante, come si diceva, dalla profonda sensibilità per un tema come quello della divisione del Paese tra Nord e Sud.Tokyo, protagonista indiscussa della serie, viene dalla Corea del Nord ed è un Army Nord Coreano (attenzione, Army è scritto in inglese per un motivo preciso, che scoprirete durante il primo episodio della serie). Il nome Tokyo, dedicato alla capitale nipponica, viene contestualizzato in un panorama storico e socio politico in cui il Giappone, per i coreani, rimane tuttora il «Paese dei cattivi». Berlino è la mente criminale del gruppo e gioca un ruolo chiave nella serie. Come racconta l’attore Park Hae-soo, «Berlino è un uomo che ha passato 25 anni in un campo di concentramento della Corea del Nord, sempre sotto controllo, e per questo ha imparato che il modo più semplice per manipolare le persone è sfruttare le loro paure e metterle una contro l’altra».
Le produzioni di K-drama sono passate da prodotti di nicchia per pochi appassionati a fenomeno collettivo. «Siamo onorati dell’amore che il mondo ha dimostrato per i contenuti coreani, in particolare per Squid Game» sottolinea Don Kang. Le ragioni del successo? «La nostra narrazione porta sullo schermo temi globali come l’ingiustizia sociale, la moralità, la mortalità, le amicizie e le relazioni, i sistemi di valori, la discriminazione di genere e di ricchezza».
Ma cosa c’è da vedere oltre a Money Heist e Squid Game? «Il catalogo di Netflix è ricco di titoli che spaziano dal genere poliziesco al fantasy fino alle commedie romantiche. A partire da Thirty Nine, un piccolo gioiello al femminile, una storia di amicizia rara che toccherà nel profondo gli spettatori». In arrivo nel catalogo italiano anche Twenty Five-Twenty One, una vicenda d’amore e di sport che si intreccia con le difficoltà della vita e con la grande crisi che ha colpito la Corea negli anni Novanta. Se siete amanti dei musical, The sound of magic è quello che fa per voi. Tratta da un «webtoon», i manga coreani online, è un magistrale prodotto in grado di mettere in risalto il talento di Ji Chang Wook, uno degli attori più famosi della Hallyu Wave (è un’«onda» culturale del Paese asiatico) e amplificarlo in una serie che oscilla tra il fiabesco e la dura realtà, in un gioco di parti che lascia senza fiato.
Per chi invece cerca qualcosa di fresco, comico, ma che al tempo stesso faccia sognare, Business Proposal è il titolo perfetto. La serie con Ahn Hyo-seop racchiude tutti gli stereotipi e i cliché delle commedie romantiche intervallandoli a momenti esilaranti. «Dato il dinamismo e la competitività dell’industria dei contenuti in Corea, i creatori di storie spendono ingenti risorse per garantire elevati standard di produzione: dai talenti, alla musica, dalle scenografie all’estetica» afferma Don Kang.
«Oggi, il confine tra la produzione di film e serie è stato abbattuto, grazie alla libertà creativa offerta dai servizi di streaming online come Netflix. Registi e scrittori possono raccontare le loro storie, liberi da restrizioni come l’orario di messa in onda, la pubblicità o il numero di episodi. Stiamo iniziando ad assistere anche alla “conversione seriale” in molti settori, compresi gli show coreani». E proprio questi spettacoli sono tra i nuovi arrivi su Netflix. Se avete già visto il piccante Paradise Inferno, non perdetevi Change Days, il nuovo reality made in Korea già finito nella top 10 dei titoli più visti. n
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