La bici Taurus rinasce tecnologica e di lusso
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La bici Taurus rinasce tecnologica e di lusso

L'imprenditore Fabio De Felice ha rilevato lo storico marchio lombardo con un ambizioso piano di sviluppo per arrivare a 100 mila pezzi all'anno

Ben oltre 100 anni di biciclette di lusso si aprono alla tecnologia, anzi alla visione di un ingegnere napoletano e docente all’università di Cassino. Lui si chiama Fabio De Felice (foto) e annuncia in un prossimo futuro anche il lancio di una bici a idrogeno. “Certo, non sarà per tutti” racconta “il prezzo sarà elevato, ma la tecnologia al servizio dell’ambiente non si può fermare”. 

Nell'aprile 2017 Fabio De Felice ha acquisito la Taurus, azienda nata a Gallarate (Varese) nel 1908 e famosa per le bici di alta gamma, in origine assemblate in Italia con pezzi importati dalla Germania e poi divenute orgoglio del Made in Italy. “Ho fondato anni fa ProtomGroup, una società di servizi di ingegneria e Ict con base a Napoli e sedi in Francia, Brasile e Londra, e da tempo cercavo un prodotto su cui innestare le mie nuove tecnologie. Una sera a cena ho sentito parlare di Taurus, i cui proprietari stavano riducendo l’attività e ho deciso di puntare sulle biciclette per sviluppare idee e applicare tutti i principi dell’industria 4.0 a un’attività manifatturiera”.

Nel passaggio di mano sono stati investiti 500mila euro, lasciando una piccola quota della società ai titolari precedenti “in modo da non perdere l’esperienza” continua De Felice. Ma il piano di sviluppo quinquennale prevede ben 6 milioni di investimento programmato. Obiettivo è passare da una produzione di 1.500 biciclette l’anno a 100 mila, sviluppando mercati potenziali come i Paesi asiatici e il SudAmerica attraverso l’e-commerce e l’apertura di una decina di show room nel mondo. “I nostri mercati di riferimento oggi sono la Svizzera, la Germania e la Francia che naturalmente potenzieremo, ma l’obiettivo principale è soprattutto quello di allargare la platea iniziando a parlare ai mercati più interessanti in cui non siamo ancora presenti”.

Con l’aggressivo piano di sviluppo si stima di passare da 2 a 10 milioni di fatturato, portando dipendenti e collaboratori da una decina a un centinaio e concentrandosi esclusivamente su tre line: lusso, innovazione e made in Italy enfatizzando il posizionamento nella fascia alta del mercato. “Il target Taurus è molto esclusivo, perché stiamo parlando di biciclette che costano tra i 1.400 a 1.700 euro ciascuna. Ogni bici è dotata di antifurto con lucchetto in ruota e di rilevatore satellitare, tanto che ogni Taurus viene venduta coperta di assicurazione e riconsegnata in caso di sottrazione”.

Il modello di punta è la Taurus Corinto, di cui è stata realizzata una versione personalizzata per l’Hotel Gallia di Milano in un’operazione di co-marketing denominata “Bespoke” e che punta a costruire intese con alcuni tra i migliori i resort e alberghi di lusso in Italia e in Europa. “Le bici sono state notate e abbiamo iniziato a ricevere contatti e ordinazioni” fa sapere ancora De Felice, che a partire da ottobre 2017 rivoluzionerà l’intera collezione: “Stiamo lavorando anche a una bicicletta elettrica a pedalata assistita il cui motore, batterie e mozzo sono inserite in un unico corpo all'altezza della corona delle ruote con notevole impatto estetico. E saranno dotate anche di un software aggiuntivo che consente di calcolare distanze, calorie consumate e conoscere i luoghi” .

Non solo, le Taurus vogliono diventare sinonimo di stile ed eccellenza italiana in tutto il mondo. Già oggi la Corinto Luxury monta freni a bacchetta, da sempre una caratteristica italiana. Made in Italy sono scocca e telaio, le viti, la vernice, i pedali e in autunno diventeranno tricolori anche il sellino (oggi Brooks) e il cambio (oggi sturmey archer a 3 velocità).

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Antonella Bersani

Amo la buona cucina, l’amore, il mirto, la danza, Milan Kundera, Pirandello e Calvino. Attendo un nuovo rinascimento italiano e intanto leggo, viaggio e scrivo: per Panorama, per Style e la Gazzetta dello Sport. Qui ho curato una rubrica dedicata al risparmio. E se si può scrivere sulla "rosea" senza sapere nulla di calcio a zona, tennis o Formula 1, allora – mi dico – tutto si può fare. Non è un caso allora se la mia rubrica su Panorama.it si ispira proprio al "voler fare", convinta che l’agire debba sempre venire prima del dire. Siamo in tanti in Italia a pensarla così: uomini, imprenditori, artisti e lavoratori. Al suo interno parlo di economia e imprese. Di storie pronte a ricordarci che, tra una pizza e un mandolino, un poeta un santo e un navigatore e i soliti luoghi comuni, restiamo comunque il secondo Paese manifatturiero d’Europa (Sì, ovvio, dietro alla Germania). Foto di Paolo Liaci

Scrivimi a: antbersani@alice.it

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