Internet via radio: così Eolo porta il web a 300 mila famiglie e aziende
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Internet via radio: così Eolo porta il web a 300 mila famiglie e aziende
Economia

Internet via radio: così Eolo porta il web a 300 mila famiglie e aziende

Con l'obiettivo di offrire la banda larga dove la fibra non arriva, la società di Varese è cresciuta fino a quota 100 milioni di fatturato. Ora guarda al Sud

Un banale problema di connessione. È stata questa la molla che ha fatto nascere quasi dal nulla un’azienda arrivata nel giro di appena una decina d’anni a fatturare oltre 100 milioni di euro (in crescita del 33 per cento sul 2017) e a dare lavoro direttamente a quasi 400 dipendenti. A subire l’inconveniente era Luca Spada (foto): la sua casa si trova fuori Varese e nel 2006 non era ancora raggiunta da alcun servizio di Adsl. Il colmo per lui, uno che ha vissuto a pane e internet fin da giovane: dopo aver creato la start-up Skylink, Spada è stato co-fondatore di I.net, tra i primi provider italiani. Pensa e ripensa, l’imprenditore prova a risolvere il problema con un collegamento radio. Monta un ripetitore sul monte Campo dei Fiori, che domina Varese, e lo collega alla rete in fibra. Un’altra antenna spunta sul tetto della sua casa. Il sistema funziona, viene testato sui vicini che avevano lo stesso problema di Spada e così nel 2007 nasce il servizio Eolo, che poi diventerà una vera e propria società.

Con lo slogan “Internet dove gli altri non arrivano” Eolo si propone di diventare il principale fornitore di banda larga e ultra-larga nei 7.200 comuni italiani con meno di 10 mila abitanti. “Attualmente” spiega Spada, presidente e amministratore delegato di Eolo, “il primo collegamento a internet degli italiani è tramite il cavo in rame, seguito, con circa un milione di clienti, dalle reti wireless fisse come la nostra e infine dalla fibra ottica vera, quella che entra in casa, con 660 mila utenti in alcune grandi città”. 

Il sistema Eolo funziona più o meno così: l’azienda piazza nei punti strategici un trasmettitore che copre un’area con un diametro di circa 40 chilometri, collegato alla fibra ottica. I clienti, invece, devono montare una piccola antenna sul tetto. Ad oggi l’azienda garantisce una banda di 30 mega, ma da sei mesi ha iniziato a offrire una nuova tecnologia che permette di salire a 100 mega, anche se l’area coperta dai singoli trasmettitori è più piccola (12-14 chilometri di diametro) e richiederà quindi altri investimenti per infittire la rete di ripetitori. Eolo può contare su una rete di oltre 2.500 ripetitori radio e quasi 10 mila di chilometri di dorsali in fibra ottica: collega più di 300 mila famiglie e imprese ed è presente in 14 regioni coprendo oltre 5.900 comuni. E sono già nove le province raggiunte dalla nuova rete EolowaveG a 100 Mega.

Adesso la rete di Eolo è la più estesa in Italia ed è fra le principali reti wireless fisse al mondo per famiglie e imprese. Uno sviluppo talmente vorticoso (oltre 10 mila nuovi clienti al mese) e redditizio (i margini viaggiano intorno al 37% del fatturato) da aver attirato l’interesse degli investitori americani. E così nel capitale è entrato il fondo Searchlight Capital Partners che oggi controlla il 49% della società. Un ingresso utile per sostenere gli investimenti: finora sono stati investiti oltre 200 milioni di euro nell'implementazione della rete e ne sono previsti ulteriori 300 milioni per il periodo 2018-2021 per offrire i 100 mega e per crescere nel Mezzogiorno

Eolo ha il quartier generale alle porte di Varese in una sede nuovissima e molto accogliente: “Tra i nostri obiettivi c’è anche quello di essere un’azienda felice” spiega Spada mentre passeggia tra ampie vetrate e spazi aperti ingentiliti da alberi e altalene. “Puntiamo molto sul welfare aziendale, abbiamo creato aree dove poter rilassarsi e divertirsi, abbiamo una cucina interna”. Eolo continua ad assumere e cresce al ritmo di 100 nuovi dipendenti all’anno, anche per rafforzare il call center che è strategico per offrire un buon servizio ai clienti. L’età media è di 32 anni ma la società pensa anche agli over 45 con un progetto dedicato che prevede l’assunzione di alcun “anziani”. Invece delle quote rosa, le quote grigie.

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