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Etica

In cerca di una fede come Dio comanda

La disaffezione nei confronti del cristianesimo, in Europa, è un dato acquisito. Stando ai numeri e alle analisi di sociologi e antropologi, il tempo della religione sembrerebbe finito. Invece, specialmente in momenti di crisi esistenziali come quello in cui viviamo, c'è un ritorno alla spiritualità. Un nuovo modo di approcciarsi alla Chiesa meno secolare e più intimo, verso valori più saldi a cui aggrapparsi.
Costume

Dizionario del buonismo da quarantena

  • L'imperativo «restate a casa» moltiplica i guru del pensiero (debole) che da media e social ci spiegano che cosa proviamo. Ecco un'antologia. Provvisoria, s'intende.
  • Il pensiero «contro» di Massimo Cacciari

Il pensiero «contro» di Massimo Cacciari «Provino a dire queste cose alle famiglie che abitano in sei in 80 metri quadrati...».

Professor Massimo Cacciari crede che questa epidemia abbia spiazzato la cultura positivista contemporanea?

No, non ha spiazzato quelli che sanno leggere e scrivere, tanto meno i medici e gli scienziati. Era tutto previsto. Ci sono intere biblioteche di studi dell'Organizzazione mondiale della sanità che anticipavano queste calamità. Le cause sono sempre le stesse: la deforestazione, il rapporto sbagliato con l'ambiente, il commercio illegale di animali. La Cina è piena di mercati dove avvengono queste cose senza controlli. Si chiama «spillover» (salto di specie di un germe patogeno, ndr). Ha già dato origine alla Sars e a Ebola.

Non ha spiazzato gli scienziati, ma ancora non è stato trovato il vaccino.

Che cosa vuol dire? I virus e le infezioni cambiano. Della Sars il vaccino era stato trovato. Si troverà anche questo. L'anno scorso sono morte 8 mila persone per complicazioni dall'influenza. Il coronavirus ha stupito chi non sa niente. Gli studiosi avevano lanciato l'allarme.

E la politica non l'ha raccolto?

La politica è ripiegata sulle proprie beghe e sa solo inseguire le emergenze. Ci svegliamo quando ci chiudono le città. Non c'è programmazione, non c'è prevenzione, non c'è convergenza. Gli studiosi continuano a dire di investire sulla sanità, la ricerca, la formazione. La politica non dà retta e procede tagliando e stabilendo numeri chiusi a capocchia nelle università.

È una battuta d'arresto della globalizzazione?

Cinquant'anni fa il contagio sarebbe rimasto a Wuhan e nessuno ne avrebbe saputo niente. Oggi qualsiasi cosa avviene in punto del pianeta diventa immediatamente globale. Ci vorrebbe collaborazione tra le nazioni. Già, basta guardare l'Europa. Ognuno è andato per conto proprio. L'Europa è scomparsa.

Abbiamo anche i guru da quarantena che ci spiegano ogni giorno quello che hanno imparato.

È tutta pessima letteratura. Non bastava questa sciagura? Con i problemi che ha l'80 o 90 per cento della popolazione. Leggere un libro, rivalutare le piccole cose... Mica tutti hanno le loro case. Ci sono famiglie di cinque o sei persone in 80 metri quadri, ci saranno eserciti di disoccupati e sottoccupati. Sono chiacchiere di nani e ballerine. Pifferai da quattro soldi. Ma qualcuno si chiede cosa accadrà se questa situazione andrà avanti? (M.C.)

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