"Empire" e il culto del rap: le 5 canzoni più belle della serie tv
"Empire" e il culto del rap: le 5 canzoni più belle della serie tv
Musica

"Empire" e il culto del rap: le 5 canzoni più belle della serie tv

Una saga familiare nel segno dell’hip hop: parla di questo la fiction più vista d’America. Con una colonna sonora che è già un best seller

Empire, tv e musica: un successo mondiale

"Voi bianchi lo avete votato solo per togliervi qualche senso di colpa legato al razzismo. Ma dovete sapere che Barack Obama è solo un venduto". Ubriaco, in piedi, nel mezzo di un ristorante per milionari bianchi, il giovane Hakeem, figlio del più potente discografico hip hop d’America, si scaglia con parole pesanti contro il Presidente: è una delle scene forti di Empire, la serie televisiva dell’anno, almeno stando ai numeri (in Italia è trasmessa da Fox). Mai prima d’ora, il rap, senza dubbio il genere musicale più popolare nel mondo, era entrato nella case del pubblico mainstream in prime time. Drammi familiari, giovani e spregiudicati talenti a caccia di successo e soldi, contraddizioni, faide di potere. Tutto in una fiction che, tra i suoi fan più convinti, nonostante il riferimento poco ortodosso al marito, ha proprio Michelle Obama. "Empire mi ha davvero stregato" ha dichiarato entusiasta la first lady, aggiungendo di aver registrato gli episodi già andati in onda per mostrarli al marito.

1) Live in the moment

Gli undici milioni e trecentomila spettatori dell’ultima puntata negli Stati Uniti dicono che la serie ideata da Lee Daniels (il regista di Precious e The Paperboy) e Danny Strong è un caso da studiare. "Volevamo una Dynasty black e l’obiettivo è stato pienamente centrato" racconta Daniels. "In America, le donne afro-americane tra i 39 e i 45 anni sono il nostro zoccolo duro con percentuali simili a quelle dei coeteanei bianchi che seguono il Superbowl. Nell’insieme, il 62 per cento del nostro pubblico è black e compreso tra i 18 e i 49 anni" spiega.

"Non è un target che di solito ingolosisce più di tanto i pubblicitari che, tendenzialmente, mirano a un’audience maschile bianca. Ma, questa volta, la musica è cambiata. Empire, a differenza di quasi tutte le altre fiction seriali, guadagna spettatori ogni settimana" svela il critico televisivo americano Eric Deggans.

2) I wanna love you

Un nuovo pubblico, dunque,  per il debutto in prima serata di una storia mai raccontata sul piccolo schermo, la storia di un impero economico fondato sul rap. Il metodo narrativo scelto dagli sceneggiatori di Empire è quello della saga familiare. Un boss della discografia ammalato di Sla e la lotta per la sua successione da parte dei tre figli: Hakeem, tutto rap e donne (una delle sue amanti è interpretata da Naomi Campbell), Andre, manager affetto da disturbo bipolare e Jamal, talentuoso vocalist gay inviso al padre. A chiudere il quadretto, Cookie Lyon, ex moglie del capo, reduce da 17 anni di carcere per un giro di droga da 400 mila dollari. "Senza quei soldi non saresti mai diventato quello che sei" rinfaccia la donna all’ex marito, un tempo teppista del ghetto.

3) Walk out on me (featuring Courtney Love)

Ingredienti non casuali, attinti dalle vite vere dei tanti black rapper di successo diventati nel giro di pochi anni i principali attori del business musicale negli Stati Uniti. Uno su tutti: Jay-Z, un uomo diventato, grazie all’hip hop, la più potente macchina da dollari d’America. Marito di Beyoncé, regista dell’operazione Rihanna, cantante di successo planetario, proprietario di una squadra di baseball, costruttore di un palasport a Brooklyn, coinvolto da qualche settimana nell’affare Tidal, il principale concorrente di Spotify, colosso svedese della musica in streaming.


4) Money for nothing

Oggi, a 45 anni, Jay-Z ha un patrimonio personale di 504 milioni di dollari. A 12 anni era stato portato in manette nel commissariato del quartiere newyorkese di  Bedford-Stuyvesant dopo aver sparato al fratello tossicodipendente. Come lui, Dr Dre, vincitore di sei Grammy Awards, scopritore di Eminem e proprietario con Jimmy Iovine (un altro potentissimo discografico) del marchio Beats, quello delle cuffie più famose del Pianeta, ora venduto a Apple per  3 miliardi di dollari.

5) The point of it all

Empire piace perché accende le luci su un mondo popolato da miti e leggende metropolitane. Dal ghetto a Wall Street con tutto quello che c’è in mezzo: sesso, ricatti, gelosie, lotte di potere all’ultimo sangue. Tra Re Lear e Il Padrino, Empire è diventato il fiore all’occhiello del presidente della Fox Entertainment, David Madden: "Non c’eravamo resi conto di quella miniera d’oro che è il rap. Avevamo lasciato queste meravigliose storie alla narrazione di qualche hipster su Youtube. Ora, abbiamo imparato la lezione".

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